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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore Responsabile
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Attualità

L'Indipendenza e i Forconi

Indipendenza Veneta, il movimento che a Bassano ha manifestato per il referendum indipendentista del Veneto, si dissocia dalla protesta nazionale del Movimento dei Forconi. “Uno strumento perdente e senza prospettive”

Pubblicato il 09-12-2013
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Anche nel Veneto, come nel resto d'Italia, è in corso la protesta del Movimento dei Forconi - costituito in gran parte da autotrasportatori, commercianti e piccoli imprenditori - contro le conseguenze della crisi e per manifestare la rabbia nei confronti dell'operato della politica.
Nella nostra regione, come informa l'agenzia AGI.it, sono stati attivati presidi di mobilitazione lungo la A4 a Soave, nelle zone industriali di Padova e Cittadella, sulla Pontebbana in provincia di Treviso. Altre fonti annunciano una manifestazione in entrata sulla A27 a Treviso sud.
Sulla mobilitazione nazionale è giunto oggi in redazione un comunicato stampa di Indipendenza Veneta, che non aderisce alla protesta benché questa sia finalizzata a determinare una forte azione di pressing sullo Stato, e cioè sulla stessa “controparte” da cui il movimento indipendentista - come ribadito alla manifestazione dello scorso 1 dicembre a Bassano del Grappa - intende promuovere la separazione del Veneto tramite lo strumento del referendum consultivo.

La manifestazione indipendentista dello scorso 1 dicembre a Bassano

Riportiamo di seguito la nota stampa di Indipendenza Veneta:

COMUNICATO

COSA CI DISTINGUE DALLA PROTESTA DEL 9 DICEMBRE

Il direttivo nazionale di Indipendenza Veneta con il Presidente e il Presidente Onorario, pur riconoscendo la buona fede di molti e le sane ragioni ispiratrici della protesta, rileva che lo strumento della manifestazione para-sindacale di chi chiede allo Stato (governo, parlamento, presidenza della repubblica, magistratura ...) è uno strumento perdente e senza prospettive.
Perdente, perché il fatto di “chiedere” ovvero il lagnarsi, col cappello in mano, riconferma la sudditanza del cittadino (ridotto a suddito) che invoca aiuto, riforme e/o mera benevolenza a chi sta sopra ovvero alla superburocrazia ed alla partitocrazia , cioè a coloro che, dall'interno dello Stato, hanno calpestato, devastato e demolito tutti i principi di diritto, di libertà, di democrazia e di responsabilità. Senza prospettive, perché alla protesta manca qualsiasi progetto o proposta sulla quale aggregare e costruire il consenso.
In sostanza la protesta del 9 dicembre è destinata a finire senza esiti utili, come un problema di mero ordine pubblico avvilendo definitivamente ogni aspettativa di cambiamento, come già avvenuto, peraltro, in altre regioni in anni non molto lontani. Il percorso di Indipendenza Veneta, invece, è chiaro, assolutamente nuovo, concreto, possibile ed ora anche necessario, pienamente legittimo, ma soprattutto alternativo al sistema italiano. E' il progetto della piena indipendenza e sovranità statuale per il territorio ed il Popolo Veneto. Tale progetto riguarda i Veneti e il solo Veneto: non ha bisogno di presentarsi come una richiesta alle istituzioni fallite dell'Italia. Il progetto dei Veneti in uno stato indipendente e sovrano è attuabile attraverso l'istituto giuridico dell'autodeterminazione come avviato con la manifestazione unitaria e trasversale massicciamente partecipata da migliaia di Veneti a Bassano del Grappa domenica 1 dicembre 2013 perché sia indetta senza altri ingiustificati ritardi la consultazione sul quesito “Vuoi che il Veneto diventi un Repubblica indipendente e sovrana? SI - NO”.

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