Pubblicato il 09-11-2016 17:41
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Il verbo secondo Nichele

Il guerriero bassanese guarda con occhi ammirati la creatura di Luca D’Angelo. La sua è un’analisi molto dettagliata e puntuale. Pubblichiamo la prima parte della gentile intervista che ha concesso a bassanonet.

Il verbo secondo Nichele

Matteo Nichele (al centro) è uno dei giocatori che meglio ha incarnato l'appartenenza alla formazione di Bassano del Grappa. Nella foto di Andrea Martinello un'istante della finale d'andata playoff 2008

Quando si appresta a parlare un totem non c’è alternativa a predisporsi ad ascoltarlo in assoluto silenzio. Matteo Nichele ha vinto un po’ dappertutto nel triveneto dopo aver lasciato la sua Bassano da capitano morale (Venezia, Pordenone, Padova) ma le sue radici sono ben ancorate ai piedi del Grappa e il suo ascendente è più forte che mai tra gli storici supporter bassanesi. La sua presenza al Mercante non è passata inosservata e non poteva esserci occasione né personaggio migliore cui chiedere un opinione sulla stagione che sta vivendo il Soccer Team. «Ho visto dal vivo le partite contro Pordenone, Sambenedettese e Padova – racconta Hulk -. No, non sono io che porto bene, sono i ragazzi del Bassano che sono sorprendenti».

Capitolo società. È inevitabile evidenziare come il sodalizio bassanese abbia stabilmente occupato la prima posizione in classifica nelle ultime quattro stagioni.
«Bisogna fare i complimenti alla gestione societaria. Quest’anno, secondo me, si è toccato l’apice perché c’è stato il coraggio di cambiare tanto, di lasciare strade che offrivano certezze per perseguirne altre che presentavano scommesse o quantomeno incognite, il tutto ringiovanendo i ranghi e con un budget contingentato. Tanto di cappello».

Qual è la caratteristiche che più ti ha colpito del nuovo corso giallorosso?
«Innanzitutto ho apprezzato una squadra determinata e con tanta voglia addosso di arrivare a far qualcosa di grande. Contro il Padova, in particolare, mancavano alcune pedine importanti eppure si vedeva come tutti fossero supportati da un’ottima gamba e dalla stessa mentalità dei compagni impiegati più spesso. Sapete qual è un ottimo indicatore sullo stato di salute di una squadra? I passaggi e quelli dei giallorossi sono sempre forti e precisi».

Il BV si sta facendo ben valere negli scontri diretti. L’ultimo scalpo di prestigioso è stato quello del Padova…
«Tra il Bassano e il Padova ho notato una netta differenza. La principale è che i giallorossi davano costantemente l'impressione di poter far male, di essere pericolosi. Contro il Pordenone mi ero fatto l’idea che ci fosse del demerito dei neroverdi invece mi sono completamente ricreduto, c’è sempre stato tanto Bassano. Allargando il discorso vi dico che sto guardando diverse partite del girone B e non vedo nessuno al momento più in palla dei giallorossi. Il centrocampo contro il Padova è stato devastante, in particolare Proietti e Falzerano. Se anche grazie alla rotazione dei giocatori in rosa il Bassano riuscisse a mantenere questo livello fisico per gran parte della stagione, beh, tutto potrebbe accadere. Lo ribadisco, per arrivare in fondo c’è bisogno di tutti, è giusto e positivo che ci sia concorrenza. A tal proposito sono curioso di vedere quello che accadrà venerdì contro l’AlbinoLeffe».

segue la seconda parte

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