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Roberto Ciambetti: “La mia esperienza per il Veneto di domani”
Intervista al presidente uscente del consiglio regionale, candidato alle elezioni regionali con la lista Lega - Liga Veneta - Stefani Presidente
Pubblicato il 19 nov 2025
Visto 20.914 volte
Publiredazionale di informazione elettorale. Committente: Roberto Grande
Roberto Ciambetti, da Sandrigo, con origini familiari in parte bassanesi. È in Regione Veneto da vent’anni: eletto consigliere regionale nel 2005, in quella legislatura ha svolto il ruolo di presidente della Commissione sul federalismo fiscale e nel 2008 è stato nominato capogruppo della allora Lega Nord.
Roberto Ciambetti
Dal 2010 al 2015, con la prima giunta Zaia, è stato assessore regionale al Bilancio e ai Fondi Europei.
Nel 2015 è stato eletto presidente del consiglio regionale, incarico nel quale è stato riconfermato nel 2020.
È candidato alle elezioni regionali del Veneto del 23 e 24 novembre prossimi nella lista della Lega - Liga Veneta - Stefani Presidente.
Roberto Ciambetti: lei si ricandida da presidente uscente del consiglio regionale. Che bilancio trae da questi ultimi cinque anni del suo mandato in Regione?
Gli ultimi cinque anni sono stati molto particolari, perché per circa un anno e mezzo abbiamo dovuto gestire il lavoro con il Covid. Quindi abbiamo preso l’occasione per digitalizzare in maniera molto spinta tutta l’attività del consiglio, anche riducendo la carta che girava per quanto riguarda proposte di legge, emendamenti e quant’altro. Quindi abbiamo colto una criticità per trasformarla in opportunità. Negli ultimi cinque anni abbiamo ridotto di circa il 70% l’utilizzo di carta per l’attività dei colleghi in aula ma anche nelle commissioni. Come presidente del consiglio, negli ultimi anni ho avuto anche il piacere di poter rappresentare il Veneto a livello nazionale, come coordinatore della Conferenza dei consigli regionali d’Italia, e poi anche a livello europeo come capo delegazione italiano del Comitato europeo delle Regioni. Cosa che non molti conoscono, ma che invece è un’attività importante di rappresentanza degli enti locali presso la Commissione Europea e presso il Parlamento Europeo. Siamo 320 persone che arrivano da tutta Europa e che rappresentano Regioni e importanti città. Ho potuto insomma rappresentare e far conoscere il Veneto in maniera importante a vari livelli.
E riguardo all’attività del consiglio regionale?
Devo dire che, come nella precedente legislatura, siamo tra i consigli regionali che hanno una linearità di attività, anche come numero di sedute e numero di leggi approvate, alquanto rilevante. Siamo sempre fra il primo, secondo o terzo consiglio regionale come efficacia e efficienza dell’attività legislativa e anche come qualità legislativa. Dal punto di vista dell’efficienza della struttura, anche in questo caso abbiamo i costi della gestione del consiglio regionale fra i più performanti d’Italia. Quello che ho sempre cercato di fare io è appunto rendere al massimo l’efficienza del consiglio regionale in tutti gli ambiti, sia per l’attività dei colleghi e dei gruppi e sia nei rapporti con la giunta, ma anche per la qualità del lavoro con i dipendenti, Ogni anno facciamo una “customer satisfaction” e come emerge sia dai report che arrivano dai colleghi consiglieri che dai report del personale, abbiamo creato un ambiente di lavoro gradevole. Non voglio dire ottimale, ma dove si può lavorare in maniera adeguata. Non più tardi di tre settimane fa abbiamo avuto da noi il segretario generale del Senato che ci ha dimostrato l’attenzione che ha anche la Camera Alta del nostro Paese, che ha citato molte delle nostre leggi per particolare efficacia legislativa. Qualcuno quindi ci guarda anche dall’esterno e verifica che quello che facciamo, normalmente lo facciamo bene. In particolare, sia in campo ambientale e sia nel campo del settore primario, abbiamo delle legislazioni che vengono prese ad esempio anche da altre realtà italiane.
Come ogni candidato, lei ha il suo programma. Dopo vent’anni in Regione, cosa c’è di nuovo da proporre?
C’è sempre qualcosa di nuovo, anche e soprattutto in una realtà in grande evoluzione e in una Regione performante qual è il Veneto. Ad esempio - ed è un mio rammarico di questa legislatura - avevo proposto una legge sull’economia circolare, che per fortuna è diventato un metodo di lavoro di tante imprese nel nostro territorio. Per svariati motivi non c’è stata la possibilità di renderla effettiva in questa legislatura. Se vengo rieletto, sarà uno dei primi provvedimenti che andrò a ripresentare proprio perché il Veneto già adesso svetta nelle classifiche per quanto riguarda la gestione rifiuti, il riciclo e la raccolta differenziata. Anche nell’ambito delle imprese, molte dovranno confrontarsi con un mercato che chiederà certificazioni per quanto riguarda la sostenibilità del prodotto, e questa legge andava in questo senso. È una cosa che ho mutuato e visto a livello europeo e che, secondo me, in una realtà dinamica e importante come il Veneto potrà essere di aiuto per molte delle nostre aziende.
Qualche altra priorità?
Un’altra cosa che mi proporrò di fare è quella di seguire le nuove impostazioni nel prossimo quinquennio dei fondi comunitari, che sono un’opportunità che il Veneto ha sempre utilizzato in maniera efficiente. Siamo una Regione “benchmark” a livello europeo per l’utilizzo dei fondi comunitari, però dal mio punto di vista c’è lo spazio per semplificare dei passaggi che adesso vengono richiesti a chi vince i bandi, siano esse imprese, associazioni o enti locali. E su questo c’è del lavoro da fare che proprio adesso, con la nuova programmazione, è un lavoro che potrebbe essere utile per il quinquennio che parte dal 2027. Sull’ambito culturale, abbiamo delle realtà che sono performanti in maniera importante nella nostra Regione. Parlo della Biennale di Venezia, del Teatro Stabile del Veneto, eccetera. Secondo me la rete museale già adesso ha delle collaborazioni che dovrebbero essere messe a sistema per poter sfruttare delle eccellenze che abbiamo in tutto il nostro territorio e renderle ancora più conosciute all’esterno, fruibili e visibili anche da chi arriva da fuori Veneto. Lo dicevo non più tardi di qualche settimana fa durante l’inaugurazione della mostra di Segantini a Bassano: secondo me il Cavallo Colossale del Canova sarà per Bassano la sua “Torre Eiffel”. Sarà un’attrazione che, se messa a rete e fatta conoscere al grande pubblico, si trasformerà in un’occasione per far sì che Bassano diventi ancora più importante dal punto di vista culturale. Quello potrebbe essere un volano che, ripeto, se messo a sistema nella rete museale del Veneto, potrebbe essere molto interessante anche come indotto economico.
Perché un elettore dovrebbe votare per lei?
Per quello che ho dimostrato di fare negli ultimi anni. Perché sicuramente ci sarà un discreto turnover nel prossimo consiglio regionale o nella giunta regionale. E penso che possa essere utile avere persone di esperienza che, mi permetto di dire, non hanno mai avuto disguidi, cadute di stile, situazioni che abbiano creato polemiche. Cioè la mia linearità di comportamento in ogni situazione dove sono stato posto a rappresentare il Veneto. Penso che possa essere utile anche a un presidente giovane, pieno di entusiasmo e intelligente come Alberto Stefani avere figure di esperienza, che conoscano bene la macchina regionale, sia dal punto di vista della giunta che dal punto di vista del consiglio, per dare anche continuità al lavoro fatto da Luca Zaia negli ultimi anni.
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