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Cantierite acuta
#silavora: il nuovo mantra di Elena Pavan e il fattore opere pubbliche come veicolo di consenso elettorale
Pubblicato il 09 gen 2024
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Bassano è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
Non è la revisione dell’articolo 1 della Costituzione - giammai fosse - ma la constatazione che emerge dal nuovo mantra degli ultimi mesi del sindaco Elena Pavan, ripetuto quasi in modo ossessivo: Si lavora.
O anche, nella versione social con hashtag incorporato, #silavora.
La conferenza stampa di ieri per la presentazione dell’intervento a Valrovina
Date un’occhiata al profilo Facebook istituzionale della Città di Bassano del Grappa: ogni post con foto che immortala qualche iniziativa realizzata nel campo delle opere pubbliche, qualche intervento inaugurato o qualche progetto in fase di partenza è accompagnato da quel tag #silavora che sembra quasi la parola d’ordine per richiamare il fatto che, sulla falsariga dei messaggi mistici nelle scritte sui muri delle autostrade, “l’amministrazione c’è”.
“Si lavora” è anche il titolo dell’intervento di apertura del sindaco nell’ultimo numero dello scorso novembre di Vivi Bassano, il notiziario amministrativo del Comune di Bassano del Grappa.
E “Si lavora” è anche la frase messa in evidenza nel titolo dell’intervista di fine anno ad Elena Pavan del Giornale di Vicenza.
Ho già avuto modo di scrivere in altre occasioni che le grandi questioni della città riferite ai Lavori Pubblici - dall’ascensore inclinato con appalto interrotto al misterioso caso del Genius Center e dalla ancora inesistente destinazione della Mazzini fino al tema del Teatro comunale, ripreso in mano solamente adesso - rimangono ancora e sempre sospese in un limbo indefinito.
Ogni tanto qualche progetto di rilievo viene realizzato: vedasi il primo stralcio della sistemazione del Ponte della Vittoria alias Ponte Nuovo, col secondo stralcio che sarà messo in cantiere nei prossimi mesi.
O anche il riallestimento del Museo Civico, che ora si presenta con degli standard di fruizione per il pubblico al passo coi tempi e al passo con l’Europa.
Tuttavia, il bilancio dei “grandi interventi” in questi quasi cinque anni di mandato amministrativo (tra cui due di Covid, che fanno da attenuante) è ampiamente deficitario.
Ma c’è anche un effettivo rovescio della medaglia che non bisogna sottovalutare.
Perché in particolare nell’ultimo anno, dal punto di vista delle opere pubbliche “medie” o “medio-piccole” - che sono tante, che sono anche richieste dalla popolazione e che interessano direttamente i quartieri -, l’amministrazione Pavan, con il suo caterpillar nonché vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Andrea Zonta, è stata un fulmine di guerra.
Nel 2023 la città di Bassano è stata colta dai sintomi dell’inaugurite acuta: tagli del nastro ad ogni dove.
E presentando a dicembre in conferenza stampa il Piano Triennale delle Opere Pubbliche, con particolare riferimento all’elenco annuale 2024, il duo di ruspe Pavan e Zonta ha annunciato i numerosi interventi in agenda nell’anno che è appena iniziato.
Tra questi, per citare solo i principali oltre al secondo stralcio del Ponte della Vittoria: la ristrutturazione del Vecchio Ospedale, futura sede di Veneto Lavoro; la ristrutturazione dell’ex Caserma Fincato destinata all’urbanistica sociale; la riqualificazione dell’area di parcheggio del Tempio Ossario.
Saranno ancora sei mesi di cantierite e di inaugurite acuta.
E se il buongiorno si vede dal mattino, in questo semestre che porta al voto amministrativo di giugno la comunicazione istituzionale del Comune di Bassano del Grappa sarà particolarmente concentrata in pensieri, parole e soprattutto opere.
Neanche il tempo di digerire i dolcetti della calza della Befana, infatti, ed ecco che già ieri, lunedì 8 gennaio, è stata convocata la prima conferenza stampa comunale del 2024 in quel di Valrovina.
Tutti insieme appassionatamente - il duo di ruspe Pavan e Zonta, più i due consiglieri comunali “di casa” Lucia Fincato e Nicola Schirato, più i rappresentanti del consiglio di quartiere con la presidente Diletta Pontarolo - per la presentazione dell’intervento che interesserà la frazione collinare. Vale a dire il progetto di sistemazione della piattaforma ubicata nei pressi della chiesa, che diventerà una vera e propria “piazza” polivalente.
Sarà rifatto il piano di calpestio; verranno risolti i problemi idrogeologici del luogo con la costruzione di un canale sotterraneo di scolo; rifatti gli accessi, gli spazi di servizio e gli impianti di illuminazione; riqualificate le aree adibite alle attività sportive, eccetera.
L’amministrazione comunale investirà complessivamente nell’opera 1 milione e 20mila euro, di cui oltre mezzo milione ottenuto da fondi Pnrr.
Se ci pensiamo bene, è una cifra superiore a quella di oltre 800mila euro preventivata, e poi rivelatasi insufficiente per l’aumento dei prezzi delle materie edili, per l’ascensore inclinato tra Prato Santa Caterina e Viale dei Martiri.
Cifra che ha generato in città una ridda di discussioni e polemiche.
Ma il “sistema di trasporto meccanico” dal Prato al centro storico è un progetto che, di fatto, è stato calato dall’alto senza un preventivo confronto con la città.
Mentre il rifacimento della piattaforma di Valrovina è uno di quegli interventi, come ho ricordato sopra, che vengono richiesti dalla popolazione stessa.
Ne fa fede la dichiarazione, riportata oggi sulla stampa locale, della presidente del quartiere Diletta Pontarolo: “Dopo anni di promesse, finalmente avremo la nostra struttura.”
In questi giorni le opposizioni, Angelo Vernillo e Roberto Campagnolo in primis, stanno attaccando sui media locali il sindaco Pavan per quel “Si lavora” che in sostanza, secondo gli esponenti di minoranza, sarebbe stato pronunciato fuori tempo massimo rispetto ai quattro anni precedenti del mandato.
Sono critiche, soprattutto se riferite ai mancati “grandi interventi” citati prima, certamente condivisibili.
Ma ricordo a chi rivanga, giustamente, le lacune del passato e afferma, altrettanto giustamente, la necessità di avere una visione del futuro della città che la logica del “qui e adesso” ha molto più riscontro in termini elettorali.
La conclusione o la partenza di un’opera in un quartiere cittadino, soprattutto se gradita o richiesta da chi vi risiede, porta molti più consensi nelle urne rispetto alle disapprovazioni per l’accordo non ancora raggiunto sul Piano Mar, per le pastoie del Genius Center, per un ascensore bloccato o per le porte del Caffè Italia in attesa di riapertura.
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