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Pietro il Grande
Domani pomeriggio la cerimonia di intitolazione della sezione Storia della Città del Museo Civico al senatore Pietro Fabris. Nell’occasione sarà anche presentato un numero speciale de “L’Illustre Bassanese” a lui dedicato
Pubblicato il 15 nov 2023
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Giovedì 16 novembre 2023. È domani.
Pietro Fabris, venuto a mancare il 3 ottobre dell’anno scorso, avrebbe compiuto 89 anni.
Nel giorno del suo compleanno, la città di Bassano del Grappa gli renderà il tributo che merita. Alle 17 avverrà la cerimonia di intitolazione al suo nome della sezione Storia della Città del Museo Civico. Discorsi di rito in sala Chilesotti e poi lo scoprimento della targa. È prevista tanta gente: chi non troverà posto in sala potrà seguire la cerimonia dalla Biblioteca Civica, in videocollegamento in diretta.
Foto Alessandro Tich
Un partecipato Fabris Day dedicato a un grande protagonista della città: consigliere e assessore comunale, sindaco di Bassano dal 1967 al 1975, consigliere regionale e assessore prima ai Trasporti e poi all’Urbanistica della Regione Veneto, senatore della Repubblica per tre mandati consecutivi dal 1987 al 1996.
Il suo curriculum lo ricorda anche, tra le altre cose, come fondatore nel 1981 e presidente del Comitato per la Storia di Bassano e, dopo essersi ritirato dalla politica attiva, come presidente della Casa di Riposo, al vertice del famoso Isacc di cui per altre vicende si riempiono le cronache odierne. Dopo aver ritirato nel 2008 il Premio San Bassiano come presidente del Comitato per la Storia di Bassano, nel 2010 ha ricevuto dal sindaco Cimatti il Premio Città di Bassano.
Questo e non solo questo è stato Pietro Fabris, “Piero” per gli amici ma anche per tutti. In occasione della cerimonia di intitolazione al Museo Civico sarà anche presentato un numero speciale de “L’Illustre Bassanese”, il bimestrale monografico di cultura dell’Editrice Artistica Bassano, doverosamente dedicato al “senatore di Bassano” per antonomasia.
Anteprima dell’evento inaugurale oggi, con una conferenza stampa di presentazione convocata in municipio.
“L’intitolazione della sezione della Storia della Città del Museo Civico a Pietro Fabris - esordisce il sindaco Elena Pavan - è stata condivisa col consiglio comunale, che ha approvato la delibera all’unanimità. È il riconoscimento a una figura che non ha preso mai posizioni ideologiche, pensando sempre al bene della città.”
“Per l’intitolazione di spazi, piazze o vie la legge italiana prevede un periodo di dieci anni dalla morte delle persone a cui si vuole intitolarli - aggiunge il sindaco -. Abbiamo attivato una procedura per poter derogare alla legge e il prefetto non ha avuto esitazioni concedendoci la libertà di intitolare la sezione del Museo al senatore Fabris già da adesso. Anche la Soprintendenza ci ha autorizzato all’affissione della targa. Tutto si è svolto nel migliore dei modi, coordinato probabilmente dall’alto da Piero.”
Interviene anche l’ex sindaco Gianni Tasca. E ne ha ben donde: è lui infatti l’erede del senatore Fabris alla presidenza del Comitato per la Storia di Bassano.
“Questa dedica era doverosa da parte della città - afferma -. Il senatore Fabris è stato un grande testimone del secolo scorso, incidendo sulla realtà sociale, politica ed amministrativa a livello locale e nazionale. Il senatore Fabris era innanzitutto anche un amico ed è stato il mio grande maestro.”
“Lui aveva un sogno: quello di trasmettere la storia, quindi il passato della nostra città alle nuove generazioni - prosegue Tasca -. Per questo si è inventato il Comitato per la Storia di Bassano che in quarant’anni ha pubblicato 25 volumi.”
“Sindaco, assessore, assessore regionale, senatore. È stato un unicum del ‘900 - afferma ancora l’ex sindaco -, sempre sopra le parti per il bene comune e la cooperazione con gli altri.”
Una commossa figlia Maria Elena Fabris ricorda all’incontro stampa la figura del padre.
“Lui era un innamorato di Bassano e aveva piacere che il nome di Bassano fosse conosciuto al di fuori - sono le sue parole -. Era molto orgoglioso di questa comunità, che lui ha servito partendo come giovanissimo consigliere comunale e poi come sindaco a 33 anni appena compiuti, con quell’entusiasmo che lo ha sempre accompagnato.”
“Era appassionato di storia perché, diceva, “le nuove generazioni devono capire il contesto nel quale si trovano a vivere” e il suo impegno è stato coinvolgente fino agli ultimi giorni - continua la figlia -. Come famiglia ci ha fatto molto piacere che il consiglio abbia approvato l’intitolazione all’unanimità. Ci sarebbe dispiaciuto se non fosse andata così, perché il papà non è mai stato una figura divisiva, aveva i suoi valori che per lui erano sacri ma per lui era un vanto mantenere i rapporti con persone di diversa estrazione politica e orientamento ideologico.”
“Non passa giorno in cui non incontriamo qualcuno che ce lo ricorda - riferisce Maria Elena Fabris -. Ha lasciato un segno, che per noi è anche di grande conforto.”
Uno spirito di comunità che lo ha contraddistinto veramente fino all’ultimo. Come racconta ancora la figlia, poco prima di morire Pietro Fabris, a cui i medici avevano consigliato di non muoversi, ha insistito per andare a fare un ultimo “controllo” alla nuova sede dell’Anffas di Casa Rubbi, preoccupandosi anche della partenza del secondo stralcio dei lavori.
È stato accontentato. “La sua preoccupazione - conclude la figlia - era per i bassanesi tutti, in particolare per quelli in difficoltà.”
Una caratteristica che emerge chiaramente leggendo il numero a lui dedicato de “L’Illustre Bassanese”.
“L’Illustre Bassanese per eccellenza”.
Così il direttore Andrea Minchio e il curatore del numero monografico Roberto Cristiano Baggio introducono la figura di Pietro Fabris nella pagina di apertura del numero speciale della rivista.
È un’edizione “very strong” del bimestrale di cultura: 64 pagine, corredate di tante fotografie dell’Illustre di turno, colto quasi sempre sorridente nei momenti top della sua lunga carriera politica e sociale.
Il primo testo della rivista è dedicato a Pietro Fabris e la famiglia (“Dalle case operaie a Palazzo Madama”) ed è stato scritto da fonte diretta: la figlia Maria Elena.
Gli altri capitoli della monografia affrontano i diversi aspetti della sua intensa vita: il patronato, trampolino di lancio della sua attività politica; la città, luogo di elezione dell’“uomo e cristiano tra politica e fede”; la politica, campo d’azione di “un impegno senza limiti”; il sociale, mondo a cui si è dedicato con “attenzione ed affetto”; la cultura, che sia come amministratore e politico che come presidente del Comitato per la Storia di Bassano è stata per lui “una missione”; il commiato, per un bilancio soprattutto spirituale della sua esistenza terrena di uomo di fede.
Un racconto biografico scritto a più firme: Nisio Vianello, Dario Bernardi, Gianni Posocco, Luigi D’Agrò, Giuseppe Saretta, Antonio Frison, Mariano Maroso, Mario Guderzo, Don Andrea Guglielmi.
La pubblicazione si è avvalsa anche di due preziosi “suggeritori”: Gianni Tasca, che ha proposto a Editrice Artistica di realizzare il numero monografico e il fratello del senatore Luciano Fabris, già storico assessore comunale, che ha sovrinteso al lavoro di redazione.
Il capitolo dedicato alla politica, in particolare, è un documento a suo modo straordinario degli anni d’oro della DC, quando la Balena Bianca rappresentava il Veneto al posto del Leon e Fabris era uno dei suoi portabandiera di maggior spicco.
Lo si vede immortalato con alcuni grandi big della Moby Dick democristiana.
Tra questi: Tina Anselmi, Mariano Rumor, Antonio Bisaglia, Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro, il “Doge” Carlo Bernini, Giulio Andreotti.
“L’unica foto in cui Piero non sorride è quella con Andreotti”, scherza Gianni Posocco, anch’egli presente in conferenza stampa.
In realtà non è l’unica. Lo vediamo ad esempio molto serio, come imponeva la situazione del momento, in una foto di un’assemblea per la crisi della Smalteria e Metallurgica Veneta del ’75 e ’76, il suo banco di prova più impegnativo come sindaco.
Non solo Diccì: vediamo ad esempio Pietro Fabris che riceve a Bassano nel 1975 Sandro Pertini, allora presidente della Camera, oppure a braccetto col presidente del Senato Giovanni Spadolini in occasione dell’inaugurazione della grande mostra di Jacopo Bassano del 1992. È un concentrato di Prima Repubblica a portata di mano.
“Sfogliando il numero de “l’Illustre Bassanese” si vede raccontata la storia di Bassano”, afferma il sindaco Elena Pavan.
“La storia d’Italia”, allarga il tiro l’assessore Giovanella Cabion che ricorda come suo padre fosse grande amico di Pietro Fabris. “Mi hanno cresciuto con questo spirito di missione e di disponibilità - continua l’assessore -. I miei riferimenti sono stati la mia famiglia e il senatore Fabris. Quando il sindaco mi ha chiesto di entrare in giunta io ho chiamato il senatore Fabris e lui mi ha detto: “È un impegno forte ma lo devi fare”. La pubblicazione è un’emozione anche per noi.”
“Pietro Fabris è stato un grandissimo ispiratore de “L’Illustre Bassanese”, veniva sempre in redazione a darci spunti e suggerimenti - spiega Elena Trivini Bellini per l’Editrice Artistica Bassano -. Quando Gianni Tasca ci ha fatto la proposta di realizzare il numero monografico, è stato naturale accettarla. Il curatore Roberto Cristiano Baggio ha messo insieme le tessere del mosaico. Ne è uscito, secondo me, un quadro perfetto della persona.”
E così, domani 16 novembre, nel giorno del suo compleanno, Pietro Fabris perpetuerà la memoria della sua presenza storica nella sua città con lo scoprimento della targa di intitolazione della sezione del Museo Civico che racconta la storia di Bassano.
Saranno in tanti, come ho già scritto, a non mancare all’appuntamento.
Tutti a rendere omaggio a Pietro il Grande, lo Zar della storia bassanese del ‘900.
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