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SPV: Luca Zaia a Bassano sull’impegno finanziario della Regione nei confronti del Concessionario. “Col Tac del 2017 risparmiati 9 miliardi di euro. Se fosse vigente il contratto del 2009, quest’anno avremmo dovuto pagare 230 milioni in più”
Pubblicato il 08 mar 2025
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“Le stelle sono tante milioni di milioni”, recitava la celebre pubblicità di un noto salumificio negli anni che furono.
“Le spese sono tante miliardi su miliardi” potrebbe invece recitare la pubblicità della Superstrada Pedemontana Veneta, relativamente all’impegno finanziario delle casse pubbliche della Regione Veneto nei confronti del Concessionario privato della superstrada a pedaggio.
Ma anche coi miliardi bisogna fare bene i conti della serva, per definire realisticamente il quadro della situazione.
Il governatore Luca Zaia durante la conferenza stampa di ieri al Centro Direzionale SPV di Bassano (foto Alessandro Tich)
La questione è sempre quella: il mare de schei - 12 miliardi di euro in tutto - che la Regione deve sborsare al Concessionario a prescindere, in comode rate annuali, per tutta la durata della concessione che è di 39 anni.
Lo hanno previsto tutti i contratti tra parte pubblica e parte privata, a partire dal primo accordo del 2009.
Tuttavia, per quanto 12 miliardi siamo sempre una cifra che fa “s’cioco”, quella di oggi è una situazione migliorativa rispetto alle condizioni iniziali.
Cose già dette e spiegate, peraltro, nella storica intervista rilasciata in quel di Venezia a Bassanonet nell’ottobre 2022 dall’ing. Elisabetta Pellegrini, direttore della Struttura di Progetto nonché Responsabile Unico del Procedimento della Superstrada Pedemontana Veneta.
E cioè che già nel contratto del 2009 il Concessionario si era posto in capo il “rischio costruzione” e il “rischio disponibilità” dell’infrastruttura, mentre il “rischio della domanda” - ovvero di quanto flusso di traffico sarebbe stato ricevuto dalla Pedemontana - era in capo alla Regione, con un flusso ipotetico da raggiungere di 33mila veicoli equivalenti al giorno.
I veicoli equivalenti non sono i veicoli effettivi ma quelli misurati, secondo un calcolo che qui vi risparmio, nel cosiddetto TGM, Traffico Giornaliero Medio.
Ergo: tot veicoli equivalenti = tot spese a carico della Regione nei confronti del Concessionario.
Nel contratto del 2009 tutto ciò equivaleva alla bellezza di 21 miliardi di euro da pagare a SIS, poi Pedemontana Veneta Spa.
Col nuovo e vigente contratto del 2017 (Tac, Terzo atto convenzionale) i miliardi da pagare sono invece “solamente” 12.
Come è stato possibile tutto ciò? Potrei continuare citando le esaustive risposte dell’ing. Pellegrini a Bassanonet, ma la questione va attualizzata alla luce delle dichiarazioni del governatore Luca Zaia nella conferenza stampa di ieri al Centro Direzionale SPV di Bassano del Grappa per l’annuncio degli sconti delle tariffe SPV per il traffico locale a partire da lunedì prossimo.
Zaia ha infatti colto l’occasione per chiarire gli aspetti degli obblighi finanziari verso il Concessionario e per togliersi al riguardo anche qualche sasso dalla SIS.
“Noi abbiamo fatto un grande lavoro di economia e di pulizia su questo progetto e su questo appalto - ha affermato il governatore -. Il contratto col Concessionario sottoscritto nel 2009 - e io in quell’anno facevo il ministro, per non far confusione - prevedeva che la Regione comunque aveva in pancia il rischio traffico. Cioè la Regione per contratto si impegnava comunque a garantire 33mila veicoli equivalenti al giorno.”
“Questo è quello che era scritto nel contratto, quindi non è vero che il rischio traffico non era in pancia alla Regione - ha continuato -. Noi non abbiamo mai spostato il rischio traffico. Tanto è vero che quando noi arriviamo in Regione nel 2010, la Cassa Depositi e Prestiti mi dice di fare attenzione perché l’operazione non sta in piedi, dovendo garantire 33mila veicoli equivalenti. Eravamo in piena crisi post 2008, crollo di Lehman Brothers eccetera, le autostrade si svuotavano, la A4 non aveva più i camion.”
“A quel punto - ha ricordato Zaia - noi riusciamo a fare un accordo nel 2017.”
Si tratta per l’appunto del famosissimo Tac, Terzo atto convenzionale con il Concessionario Superstrada Pedemontana Veneta Spa, al centro di mille e una polemica nel corso degli anni, fertile terreno di assalti politici da parte delle opposizioni in Regione che oggi non sono ancora sopiti.
“Nell’accordo del 2017 riduciamo i 33mila veicoli equivalenti a 27mila, che sono quelli di oggi - ha informato il presidente -. Abbassando il numero dei veicoli equivalenti rispetto all’accordo del 2009, accade che viene fuori uno sconto di 9 miliardi di euro. Da 21 miliardi di euro del totale da pagare in 39 anni al Concessionario, ne paghiamo 12.”
“Significa - ha incalzato il governatore - che se noi avessimo il contratto del 2009 efficace, calcolando i 9 miliardi divisi per 39 anni, quest’anno noi avremmo pagato la rata con un sovrapprezzo di 230 milioni di euro. Vuol dire che invece di dare 150 milioni quest’anno, ne avremmo dati 380.”
“Questi sono i conti - ha concluso Zaia al riguardo -. Io non voglio più sentir dire che noi abbiamo trasferito il rischio traffico dal Concessionario alla Regione. Perché non è così. Cassa Depositi e Prestiti docet, ANAC docet e Corte dei Conti docet.”
“Una cosa che non abbiamo sottolineato abbastanza in questi anni è che il modello che è stato utilizzato per il calcolo dei flussi di traffico nel Tac del 2017 è stato certificato dall’Università di Padova”, ha dichiarato la vicepresidente della Regione e assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti Elisa De Berti.
“Il presidente ha sempre richiesto in questi anni e ha fatto richiesta anche al Ministero di avere un ente che certificasse i flussi di traffico pubblico a livello nazionale, ma un simile ente non c’è - ha aggiunto -. Ovviamente sarebbe molto utile che ci fosse, per avere alla fine una visione unica su tutte le valutazioni che vengono fatte sui flussi di traffico. Però il modello che noi abbiamo utilizzato nel 2017 è certificato dall’Università di Padova.”
“In questi anni, prima che la Pedemontana entrasse in funzione, avevamo spesso sentito se la Pedemontana fosse utile oppure no - ha osservato De Berti -. Molti ne hanno messo in discussione l’utilità e la necessità, posto che è sempre stata chiesta da tutti i sindaci, da tutte le associazioni di categoria e da tutto il mondo industriale perché comunque la Pedemontana attraversa la zona più industrializzata di tutta la nostra Regione.”
“Oggi come oggi, con i flussi di traffico che abbiamo - ha sottolineato la vicepresidente -, abbiamo accertato che sicuramente la Pedemontana è un’infrastruttura necessaria, dal punto di vista di utilità, di tempo e anche della risposta che abbiamo con i mezzi pesanti e con l’utilizzo importante delle aziende.”
Tutto chiarito dunque, tutto confermato e tutti contenti.
Eppure anche le dichiarazioni di ieri del governatore Zaia hanno scatenato la controffensiva delle minoranze in consiglio regionale.
Arturo Lorenzoni (Gruppo Misto - Veneto Vale):
“Il presidente Zaia le sta tentando tutte per limitare la voragine che ha creato firmando il Terzo atto convenzionale della SPV nel 2017 e assumendosi l’intero rischio traffico della nuova arteria, prima interamente sui concessionari.”
In realtà, e a onor del vero, non è così: il rischio traffico per la Regione c’era anche prima, nella prima convenzione sottoscritta il 21 ottobre 2009 sotto la presidenza della Regione di Giancarlo Galan.
“Ora Zaia mette i panni dell’amministratore buono, che difende gli interessi dei cittadini - ha aggiunto Lorenzoni -. La realtà, invece, parla di un buco di bilancio di milioni di euro per molti anni a venire, forse per sempre, a causa dei pochi transiti. Un’opera utile, ma che si è progressivamente trasformata in una sfida impossibile per il bilancio regionale, proprio per l’interlocuzione debole tenuta con i concessionari privati.”
Vanessa Camani (capogruppo PD):
“Pedemontana, sugli sconti dei pedaggi operazione da televendita. Offerta solo per gli abbonati Telepass con buona pace per gli altri. Zaia ringrazia SIS per l’ospitalità ma sorvola sui contenziosi ancora aperti.”
“É oggettivamente incredibile che il governo veneto non sia in grado di dire se questi sconti sui pedaggi della Pedemontana peseranno in positivo o ancor più in negativo sulle casse pubbliche regionali - ha aggiunto -. Abbiamo già sborsato 51 milioni di euro per i primi 12 mesi. Direi che sarebbe ora di smettere di fare televendite e cominciare a fare un po’ di conti. Abbiamo già chiesto più volte di audire in commissione la Giunta su questo. Non sono mai venuti: torneremo a chiedere un confronto.”
E ancora:
“L'altra cosa sconcertante è che Zaia si metta a ringraziare SIS per aver dato ospitalità alla conferenza stampa, disegnando un quadro di rapporti idilliaci tra 'neofiti' che stanno crescendo assieme. Ma come è possibile affermare questo se, a tutt'oggi, restano aperti svariati contenziosi con la concessionaria, tra penali per i ritardi, restituzione Iva e i problemi legati alla galleria di Malo?”
“Zaia dice che le infrastrutture non devono per forza portare guadagni, ma qui - ha concluso Vanessa Camani - mi sembra che la Pedemontana stia diventando un costosissimo regalo continuo.”
Non se ne esce, dunque: per qualsiasi dichiarazione che viene fatta sul carico finanziario della Pedemontana ne consegue sempre, e con effetto immediato, una reazione uguale e contraria.
Taaac!
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