Ultimora

Massimiliano Cavallo

Massimiliano Cavallo
Contributor
Bassanonet.it

Attualità

Sanità veneta, tra conti e camici

La Quinta commissione approva il piano personale 2026 del servizio sanitario regionale. Tra tetti di spesa e nuove assunzioni resta il nodo delle esternalizzazioni per garantire la stabilità dei servizi e la qualità delle cure

Pubblicato il 06 mar 2026
Visto 12.418 volte

Pubblicità

La Quinta commissione consiliare permanente del Veneto, competente in materia di politiche sociosanitarie e presieduta da Manuela Lanzarin, ha espresso parere favorevole – con i voti della maggioranza – al provvedimento della Giunta regionale che stabilisce le disposizioni per il 2026 sul personale del Servizio Sanitario Regionale e sulla specialistica ambulatoriale interna.
Alla seduta erano presenti anche la vicepresidente Chiara Luisetto, la segretaria Silvia Calligaro e l’assessore regionale al Sociale Paola Roma.
Il provvedimento, denominato PAGR 9, fornisce alle Aziende sanitarie indicazioni operative sulla gestione del personale, fissando obiettivi di costo, regole per il reclutamento – sia dipendente sia autonomo – e criteri per orientare le scelte tra internalizzazione ed esternalizzazione dei servizi.

L’intenzione della Regione è quella di garantire maggiore uniformità gestionale tra le aziende e mantenere sotto controllo la spesa, in una fase in cui il sistema sanitario deve affrontare pensionamenti, difficoltà nel reperire specialisti e una crescente pressione sulla domanda di cure.
Ora qualche interrogativo resta legittimo. Se da un lato l’esigenza di governare i costi è comprensibile, dall’altro il rischio è che la sanità venga guidata più da equilibri di bilancio che da una visione strutturale sul personale. La crescente apertura a forme di lavoro autonomo e l’attenzione ai processi di esternalizzazione, per esempio, sollevano una domanda inevitabile: si tratta di strumenti temporanei per affrontare le difficoltà attuali o di un modello destinato progressivamente a consolidarsi?
Il Veneto continua a rappresentare uno dei sistemi sanitari regionali più solidi del Paese, ma anche qui emergono segnali di affaticamento organizzativo.
La vera sfida non sarà solo contenere i costi, ma riuscire ad attrarre e trattenere professionisti in un settore che resta il cuore della sanità pubblica.
La commissione ha inoltre esaminato il Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) 2026-2028 e la relativa nota di aggiornamento.
Il parere verrà espresso nella seduta dell’11 marzo, prima del passaggio alla Prima commissione.
In prospettiva, il punto centrale resta uno: la gestione del personale sanitario non può essere solo una questione amministrativa. Dalle scelte che verranno fatte nei prossimi anni dipenderà l’equilibrio tra sostenibilità economica, qualità dei servizi e ruolo del pubblico nel sistema sanitario. Se le misure serviranno a rafforzare la struttura del servizio regionale, potranno rappresentare un passaggio utile. Se invece dovessero diventare soltanto strumenti di gestione emergenziale, il rischio è quello di rinviare problemi che, prima o poi, torneranno a presentarsi con ancora maggiore forza.

Scopri di più su questi argomenti

New

Notizie flash sul tuo smartphone

Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.

Più visti

3

Attualità

15 apr 2026

Adolescenti e democrazia: la fotografia del territorio

Visto 9.815 volte

4

Geopolitica

16 apr 2026

Il caso delle isole Chagos

Visto 9.014 volte

6

Attualità

20 apr 2026

Luisa Parolin vince l'89ª Mostra dell’Asparago Bianco DOP

Visto 5.198 volte

8

Industria

15 apr 2026

Manifatturiero UE, l’allarme occupazione: 200mila posti persi

Visto 4.241 volte

9

Associazioni

21 apr 2026

Marostica, il CAI compie 80 anni

Visto 4.031 volte

10