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E anche il preside va con Bernardi
Gianni Zen, preside del Brocchi, annuncia la sua candidatura per la lista Bassano Futura del candidato sindaco Dario Bernardi. E imputa al centrodestra la responsabilità del “furto di futuro” compiuto col “facile indebitamento” del Comune
Pubblicato il 16 apr 2014
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Nei mesi scorsi c'era anche il suo nome nel ricorrente tormentone del toto-candidato sindaco di Bassano del Grappa. E lui stesso aveva confermato di essere stato tirato per la giacca da più parti, nel suo cliccatissimo comunicato “Perché non sono candidato sindaco del centrodestra a Bassano”, pubblicato da Bassanonet il mese scorso.
Ora Gianni Zen, dirigente scolastico del Liceo Brocchi e già parlamentare del Partito Popolare Italiano negli anni '90, decide nuovamente di “uscire dal riserbo” e annuncia di essere della partita, anche se non più come aspirante primo cittadino: sarà candidato nella lista Bassano Futura della coalizione “Portiamo Bassano al Centro” del candidato sindaco Dario Bernardi.
Ne dà notizia lo stesso preside del Brocchi, con un comunicato trasmesso in redazione che pubblichiamo di seguito:
Gianni Zen: "folgorato" sulla via di Dario Bernardi (foto: archivio Bassanonet)
PERCHE' MI CANDIDO CON DARIO BERNARDI
Quando penso alla politica, rimane per me sempre essenziale, come principio ispiratore, un motto di De Gasperi: “Un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista alle prossime generazioni”.
Ho deciso di candidarmi, in poche parole, proprio per la responsabilità, che sento come mia vocazione prioritaria, verso le “”prossime generazioni”.
Dopo l’esperienza degli anni novanta, decisi, perché stanco del conservatorismo centralista e statalista, che poco confida nella centralità del “cittadino come arbitro”, di tornarmene a scuola.
Meglio “servire” da vicino le nuove generazioni, mi son detto.
A far maturare questa decisione è stata la scoperta del “principio di sussidiarietà”, principio ancora oggi assente nella nostra Costituzione (primi 12 articoli). Non condivido più, quindi, una gestione dall’alto, cioè burocratico-centrica. La vera democrazia chiede la partecipazione dal basso, a partire dalla vita reale, dalla società civile, dagli enti locali. Questo è il vero senso della democrazia, dell’essere democratici.
Non c'è solidarietà, scrivevo allora, senza sussidiarietà. Veri antidoti alle “male bestie della democrazia”, come si esprimevano Sturzo ed Einaudi negli anni Cinquanta: la partitocrazia, lo statalismo e lo sperpero del denaro pubblico. Parole profetiche, inascoltate, alla radice del fallimento della Prima come della Seconda Repubblica.
Dopo essere stato lungamente e ufficialmente “corteggiato” soprattutto dal centrodestra, ho pensato a lungo se mettere a disposizione la mia esperienza in questo passaggio difficile della storia politica bassanese.
Alla fine ho deciso di dare la mia disponibilità e di aderire all'“Appello” che Dario Bernardi ha lanciato sabato scorso alla Città.
Ciò che mi ha colpito, lo devo dire, è soprattutto un passaggio chiave della sua relazione, come riportato dalla stampa: “La prima opera pubblica da fare: la diminuzione del debito”.
Io credo che l'onestà verso i propri cittadini sia giusto pretenderla a partire da questo aspetto centrale: non sperperare i soldi pubblici col facile indebitamento. Indebitarsi è cioè tradire le future generazioni. Un imbroglio che noi oggi paghiamo, visto il grande debito pubblico, per i tanti errori del passato, in particolare a partire dalla morte di Moro (1978).
Anche a Bassano questo “furto di futuro”, come lo chiamo, è avvenuto. Ad una verifica, ho visto la grave responsabilità del centrodestra bassanese, al governo della città dal 1999 al 2009.
Il debito del comune di Bassano, lo ricordo, era nel 1999, se non erro, corrispondente a 18 milioni di euro, diventato nel 2009 di 58 milioni di euro. Una follia.
Col sindaco Cimatti, nonostante tutte le opere fatte, è sceso a 44 milioni. Basterebbe solo questo per dire un “grazie” a Stefano Cimatti.
Come può il centrodestra, mi sono chiesto, fare oggi una proposta di buona amministrazione, visti i gravi trascorsi? Sapendo che, al proprio interno, si trovano ancora oggi i partiti ed i politici responsabili di quel “furto di futuro”, gli stessi che si sono combattuti, tra di loro, negli ultimi 15 anni? L’avventura di Federica Finco, su questo aspetto, la vedo davvero complessa. E’ giusto farle i nostri migliori auguri, al di là del risultato.
E qui sta il secondo punto da considerare: chi si presenta alle elezioni corre, ovviamente, per vincere. Ma tutti sanno che, al di là della vittoria, l’importante è costruire una squadra coesa, non conflittuale, solidale, sganciata da interessi di parte.
L'abbiamo visto tutti cosa è successo, ad esempio, negli ultimi 5 anni, con i continui scontri interni al Pd. La governabilità è dunque un grande valore.
E qui viene fuori l'altro punto critico: la crisi della sinistra a Bassano. Sono state fatte le primarie, ma la sorpresa è stata che nessun assessore del Pd si è candidato. Alla fine, è stato scelto l’unico candidato non iscritto al Pd, cioè Riccardo Poletto, persona che conosco e stimo. Ed è stato scelto dal popolo del Pd sapendo che Poletto è stato un loro oppositore in consiglio comunale negli ultimi 5 anni.
Anch'io avevo sperato, ad esempio, in Renzi. L'ho votato alle prime primarie, quelle contro Bersani.
Ma ho visto che anche lui ha ceduto alle lusinghe del potere fine a se stesso.
Avrei ritenuto giusto che diventasse premier solo a seguito di un voto popolare, come è in democrazia. Invece niente. La democrazia, in poche parole, solo come strumento.
Non solo, in nome del cambiamento, accanto a buone scelte, sta seguendo ipotesi di riforma sbagliate: la revisione del Titolo V riprende la strada del centralismo ministeriale, un Senato di non-eletti (è giusto porre fine al bicameralismo perfetto, ma bastava dimezzare i parlamentari e diversificare i compiti delle due Camere), la finta abolizione delle province.... Un peccato, una delusione.
E come, infine, non riconoscere, con dispiacere, che alcune buone istanze di Grillo nella realtà si sono trovate inserite in un quadro di proposte vuote, in un qualunquismo che non porta a nulla? Per non dire delle infinite guerre interne. Quale credibilità, con quali competenze?
Credo che la città di Bassano abbia bisogno di una politica credibile, di persone affidabili, ragionevoli, concrete, libere dalle vecchie ideologie, amanti del bene comune, senza interessi di parte. Persone che già hanno dimostrato o stiano dimostrando, nel proprio lavoro, competenza e sensibilità. Ragionevolezza come metodo (ecco cosa significa essere “moderati”) e capacità di ascolto del bene comune, al di là dei mille interessi individuali o di gruppo.
Dario Bernardi ha dato, in modo concreto, prova di questa politica credibile, non appariscente, non polemica. Nonostante le stesse polemiche strumentali che gli sono piovute addosso, nonostante i continui attacchi fine a se stessi. Mi viene qui in mente la questione delle piante, tanto per capirci.
Una politica che si faccia gioco di squadra, sapendo dire dei sì e dei no, guardando a quel bene comune che i nostri padri ci hanno insegnato, per restituire il futuro e la speranza alla nostra città, ed in particolare ai nostri giovani. Mi è piaciuto, per chiudere, il riferimento al DEF del 2019. Una bella idea.
Per tutti questi motivi, ho deciso di uscire dal riserbo e di offrire la mia disponibilità a Dario Bernardi, nella sua lista “Bassano Futura”. Uno slancio nel futuro, per essere in grado, da subito, di fare le scelte più appropriate per il bene di tutti.
Gianni Zen
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