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Politica

E Rosanna va all'attacco

Parte la campagna elettorale del PD nel Veneto: toccherà i 581 Comuni della regione. I candidati Rosanna Filippin e Giorgio Santini incontrano la stampa a Bassano. Filippin: “Ho rimesso il mio mandato di assessore nelle mani del sindaco”

Pubblicato il 15-01-2013
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“Sarà una campagna elettorale pancia a terra”.
Rosanna Filippin - senatrice in pectore del Partito Democratico, collocata al 4° posto della lista unica regionale del PD per il Senato - sprizza grinta ed energia da tutti i pori. E di energia, e di entusiasmo, ne avrà bisogno: dal momento che il PD regionale - di cui la Filippin, fino al prossimo giugno, è anche il segretario politico - sta per mettere in campo una capillare azione di richiamo al voto in ogni angolo del Veneto.
“Siamo un “partito pazzo” - afferma - che ha chiamato gli elettori alle primarie per scegliere il candidato premier, e poi ancora per scegliere i candidati da mettere in lista andando a votare il 30 dicembre! E siccome siamo un “partito pazzo”, abbiamo deciso di fare un “Viaggio nel Veneto”. Durante la campagna elettorale andremo in tutti i 581 Comuni del Veneto. In ciascun Comune sarà presente un nostro candidato, e un amministratore, per incontrare la gente e per dire: noi siamo qui.”

I candidati al Senato del PD Giorgio Santini e Rosanna Filippin (foto Alessandro Tich)

Rosanna Filippin - con una verve inconsueta per noi che l'abbiamo sempre conosciuta ed incontrata nella compìta e distaccata veste di assessore comunale - dà ufficialmente il via alla campagna elettorale del PD in regione dalla sua Bassano del Grappa, nella sede cittadina del partito in via Zaccaria Bricito.
Al suo fianco c'è un altro senatore in pectore: Giorgio Santini, sindacalista di lunghissimo corso, collocato al numero 3 della lista per il Senato, anch'egli originario dalle nostre parti. Nato a Marostica, studi superiori e frequentazioni a Bassano dove pure, quand'era giovane segretario metalmeccanici della CISL, è stato tra i protagonisti della storica vertenza sindacale delle Smalterie. Poi, alla CISL, ha fatto carriera. Fino a diventarne il segretario generale aggiunto: in pratica, il “vice” del segretario generale Bonanni. Carica dalla quale nei giorni scorsi, a seguito della sua candidatura, si è ovviamente dimesso in quanto incompatibile con il ruolo di parlamentare.
E anche la Filippin, nell'incontro con la stampa per l'inizio della campagna elettorale, dà un analogo annuncio “per sgombrare il campo da ogni dubbio”.
“Il giorno dopo il mio inserimento in lista - rivela la candidata - ho rimesso il mio mandato di assessore all'Urbanistica nelle mani del sindaco Cimatti. Deve essere lui a decidere in quale misura e fino a quando il mio ruolo di assessore durerà.”
L'incarico di assessore, in realtà, è compatibile con quello di parlamentare.
Ma l'insolitamente raggiante Rosanna non intende svolgere lavori a metà: “Se sarò eletta il 100% del mio tempo sarà dedicato a questo ruolo. La mia preoccupazione a tempo pieno sarà Bassano e il Bassanese. Bassano ha bisogno di una rappresentanza politica, e di questa parte politica. E' un territorio che manifesta difficoltà e problemi e sono onorata che assieme a me ci sia anche Giorgio Santini. Avere il segretario aggiunto della CISL dimostra come al primo posto nel programma del PD, assieme alla questione morale, ci sia la questione del lavoro.”
Già: avete letto bene. “Se sarò eletta”, premette la Filippin. Nonostante i numeri 3 e 4 di lista che per Santini e per lei staccano di fatto il biglietto direttissimo per Roma.
Una prudenza - scaramanzia a parte - motivata dal fatto “che a scegliere saranno i cittadini italiani, e non i sondaggi”. “Bisogna prendere tanti voti - spiega ulteriormente Santini -. L'attuale legge elettorale per il Senato prevede per chi vince un forte premio di maggioranza, rispetto ai seggi di minoranza che vanno divisi tra le altre coalizioni. Di scontato non c'è nulla.”
E allora “pancia a terra” e tutti in trincea, “vicino e di fronte ai cittadini e ai loro problemi”.
“Come segretario regionale - rimarca Filippin - sono molto soddisfatta per le liste che valorizzano i risultati delle primarie. Quasi il 50% dei candidati è costituito da donne e da forze fresche e giovani, era necessario dare un segno di distinzione e diversità. In quanto al mio inserimento nella quota scelta dalla segreteria nazionale, io mi considero una donna di partito e a disposizione del partito. Sono felice per il riconoscimento del lavoro svolto.”
“Sono onorato della proposta di candidatura del PD nazionale - dichiara Giorgio Santini -, segno dell'attenzione al problema dei problemi, e cioè il lavoro. Ho accettato con l'unica condizione di candidarmi nel mio territorio. E' un fatto molto positivo che dopo questi anni di sbandamento il Paese, dopo le elezioni, ritrovi una capacità di essere governato. I prossimi anni saranno ancora difficili, ma se c'è una forza politica che ha un'idea sana della politica, noi crediamo che ce la possiamo fare.”
“Il messaggio importante - aggiunge Santini - è che si recuperi il valore dell'impegno diretto delle persone. La politica ha una faccia positiva, se viene svolta con il coinvolgimento di più persone. E' l'idea di società prevista dalla Costituzione Italiana. Sono fiducioso, le primarie del PD sono state il segnale che ha interrotto un certo flusso di antipolitica.”
“Noi ci presentiamo come la vera forza di cambiamento” - evidenzia Giovanni Reginato, segretario bassanese del Partito Democratico. Che anticipa due punti della campagna elettorale nel Bassanese, gazebo elettorali a parte: un incontro-conferenza con esperti nazionali sui temi della green economy e del lavoro e un incontro coi candidati vicentini del partito, in date ancora da stabilire.
“Questa è una partita tutta da giocare. Ma non con la palla giocata dagli altri e noi in difesa. Stavolta ci siamo anche noi e giochiamo all'attacco” - conclude Rosanna Filippin, in versione Ibrahimovic.
In panchina, nel frattempo, si sta scaldando il nuovo assessore all'Urbanistica di Bassano, che sostituirà la “promossa” parlamentare. Sarà sempre in quota PD o di area vicina al partito, e il suo nome potrebbe essere svelato quanto prima.

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