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Cose dell'altro Emisfero

Confcommercio Bassano insorge contro il possibile ulteriore ampliamento dell'area commerciale Unicomm-Emisfero di viale De Gasperi. Il presidente Chenet avverte il Comune: “Pronti ad ogni sorta di reazione nel caso passasse anche questa oscenità"

Pubblicato il 11-01-2013
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E' un “Emisfero” che cresce e si sviluppa, il nuovo centro commerciale Unicomm in fase di costruzione in viale De Gasperi sud a Bassano del Grappa.
E che oltre a preoccupare la concorrenza del “Grifone”, tiene dissotterrata l'ascia di guerra dell'associazione commercianti. Che non ci stanno proprio ad accettare l'ipotesi di un ulteriore ampliamento della “grande struttura di vendita” del gruppo di Dueville, che ha ottenuto di recente il semaforo verde della commissione provinciale VIA per il raddoppio della superficie destinata all'utilizzo commerciale.
L'oggetto del contendere, questa volta, è il secondo insediamento commerciale che dovrebbe sorgere all'interno della stessa area Unicomm, nella cosiddetta “lottizzazione B”: un nuovo capannone, separato dal complesso edilizio dello shopping center Emisfero, destinato a dare spazio a un punto vendita della nota catena di abbigliamento e articoli sportivi “Decathlon”.

Il presidente di Confcommercio Bassano Luca Chenet: l'ulteriore concessione è "una nuova mina per il locale tessuto economico" (foto: archivio Bassanonet)

Come annunciato prima di Natale dal sindaco Cimatti, la proprietà Unicomm ha richiesto a tale scopo al Comune di Bassano di modificare la superficie della “lottizzazione B” - che precedeva in origine 9000 mq circa di superficie utile, di cui oltre 2000 a destinazione commerciale e 6.800 a destinazione artigianale -, riducendola a 4000 mq ad esclusiva destinazione commerciale.
“Siamo orientati a dire di sì - aveva affermato nell'occasione Cimatti -, anche se la minore superficie complessiva significa anche una riduzione di 20mila metri cubi di volume e un minore introito di oneri di urbanizzazione.”
Ma Confcommercio Bassano avverte il Comune: l'ulteriore spazio commerciale a beneficio dell'area Unicomm - definito testualmente “un'oscenità” dall'associazione di categoria - non deve essere concesso. Per i motivi e le ragioni che l'ente categoriale presieduto da Luca Maria Chenet ha specificato in un comunicato stampa, trasmesso oggi in redazione, che pubblichiamo integralmente di seguito:

COMUNICATO STAMPA

Un chiaro messaggio dei commercianti all'Amministrazione cittadina:
NO ad un ulteriore ampliamento dell'Area Unicomm


Dopo le notizie di questi giorni che sembrano paventare un ulteriore ampliamento della superficie commerciale del PPE 6, meglio noto come “Area UNICOMM”, dove nei prossimi mesi si insedierà il nuovo centro commerciale Emisfero, non poteva farsi attendere la netta presa di posizione della Confcommercio bassanese che sin dalla sua approvazione ha sempre avuto ben chiare le finalità ultime del progetto.
Ciò che infatti sta destando preoccupazione è la concreta possibilità che l’attuale giunta conceda alla committente una variante urbanistica che, camuffata con i buoni propositi di una minor cementificazione, in realtà darebbe il via libera ad un ulteriore grande struttura di vendita, per una superficie commerciale complessiva di 5.104,00 mq.
L’intervento in via Alcide De Gasperi è infatti diviso in due distinte lottizzazioni, entrambe di titolarità del gruppo Unicomm, la A e la B, ma fin d’ora a far discutere è stata sempre e solo quella più a nord (la A, già in fase avanzata di costruzione), con 167.214 metri cubi fuori terra ed i suoi 14.000 mq di superficie di vendita (qualche centinaio di metri in più del Grifone).
E’ stata proprio l’Associazione dei Commercianti a porre l’attenzione sulla rimanente parte dell’intervento, quando a luglio, nelle osservazioni inviate in provincia sulla Valutazione di Impatto Ambientale, avevano segnalato l’incoerenza dello studio visto che la lottizzazione B non era ancora stata definita in alcun modo, reclamando quindi chiarezza e trasparenza sulle future destinazioni di quella porzione di terreno, che peraltro ricade, per una limitata porzione, all’interno del raggio di sicurezza, di 300, metri dal deposito Beyfin.
“Con questa ulteriore concessione di 3.000 mq commerciali, il progetto De Gasperi comincia a prendere una connotazione ben definita e precisa, trasformando di fatto un’area che sulla carta aveva una destinazione innocua, quella produttiva-artigianale, in una nuova mina per il locale tessuto economico” - denuncia senza troppi giri di parole Luca Chenet, presidente della Confcommercio di Bassano.
Ingrandire ulteriormente quest’area commerciale significherebbe, secondo i rappresentanti dei commercianti, dar vita ad un polo commerciale di grandissime dimensioni, senza eguali e con un impatto devastante anche sul piano sociale, ambientale e viario della città e di tutto il mandamento.
Una simile variante consentirebbe infatti l’insediamento di una struttura di vendita di quelle con la S maiuscola visto che, stando ad indiscrezioni e rumors, si tratterebbe di un noto marchio di abbigliamento e attrezzatura sportiva.
“Sarebbe un atto inaccettabile ed imperdonabile da parte dell’amministrazione cittadina - conclude Chenet - visto che la decisione di procedere in questo verso non è vincolata da alcunché, ma si tratterebbe di un libero atto unilaterale la cui responsabilità ricadrebbe nelle sole volontà del sindaco e della sua giunta.”
Nico Cattarin, rappresentante Comunale dei commercianti, non è da meno: “Si ricordino i signori amministratori che già i loro programmi elettorali e le promesse più volte ribadite in tanti incontri erano ben chiare in tal senso: nessun metro quadrato sarebbe ulteriormente stato concesso alla G.D.O. durante il loro mandato. Siamo fiduciosi che almeno questo proposito non venga ora così palesemente disatteso.”
Quello che arriva da Largo Parolini è quindi un niet perentorio ed inamovibile, dichiarandosi sin d’ora pronti ad ogni sorta di reazione nel caso dovesse passare anche questa “oscenità”.
Il commercio bassanese ha bisogno di equilibrio e di proporzione, non creiamo un’ancor maggiore desertificazione e degrado nei nostri centri storici iniettando ulteriori superfici in un mercato oltremodo saturo, con un’offerta che già oggi è tripla rispetto alla domanda ed ai fabbisogni dei consumatori.

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