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Nel regno delle scarpanse

Monte Grappa Riserva dei Curculionidi. Già identificate due nuove specie endemiche di coleotteri e altre cinque sono in attesa di essere riconosciute

Pubblicato il 09-03-2023
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Oggi, cari lettori, ritorno ad occuparmi di scarpanse.
Non lo sapevo, ma nel dialetto di Asolo e dintorni la parola scarpanse indica tutta la variegata categoria di insetti che comprende coleotteri, bacherozzi e affini.
Vedo su internet che esiste anche il detto “ti si bruto fa na scarpansa”. E cioè, tradotto nella lingua di Dante, “sei brutto come una scarpaccia” o qualcosa del genere.

Un entomologo impegnato nella ricerca sul Monte Grappa

Non ditelo agli entomologi, però. Per loro ogni scarpansa è bella a mamma soja, come il celeberrimo 'O scarrafone di Pino Daniele.
Ne abbiamo conferma dalla mirabolante ricerca sui coleotteri Curculionidi del Monte Grappa, di cui mi sono già occupato nel mio precedente articolo “Che due Curculionidi”.
La novità è costituita dal fatto che la ricerca, contenuta in un librone di quasi 600 pagine intitolato “Weevils of Monte Grappa MaB Reserve / Curculionidi del Monte Grappa Riserva della Biosfera” ed edito dalla WBA Project, è stata pubblicamente presentata nei giorni scorsi alla Fornace di Asolo, su iniziativa dell’IPA Terre di Asolo e Monte Grappa, soggetto gestore della Riserva della Biosfera MaB Unesco del Monte Grappa.
E come sono solito scrivere: IPA IPA Urrà.

“I relatori - informa un comunicato stampa relativo all’incontro - hanno fatto scoprire l’importante biodiversità del territorio e in particolare il suo sconosciuto microcosmo.”
Lo studio, portato avanti negli anni da un numeroso gruppo di scienziati e ricercatori della WBA - World Biodiversity Association onlus, “ha registrato nell’area della Riserva della Biosfera del Monte Grappa una eccezionale biodiversità, in particolare di insetti”.
Tra questi primeggiano per l’appunto i Curculionidi, dei quali sono state censite ben 528 specie. Fra queste, sono state individuate e descritte due specie di Curculionidi nuove per la scienza ed endemiche, e cioè tipiche ed esclusive, del Monte Grappa: la Baldorhynchus danzii e la Baldorhynchus monguzzii e cioè le due specie di Baldorhynchus “di Danzi” e “di Monguzzi”, dal cognome dei due entomologi che le hanno individuate.
Ma su altre cinque specie, ritrovate più recentemente, sono in corso ulteriori studi perché, molto probabilmente, anch’esse nuove per la scienza.
Altro che Bastardo o Morlacco, miele del Grappa o burro di malga: le nuove specificità del Massiccio hanno sei zampe e due antenne.

“Questi dati sono ad oggi l’oggettiva dimostrazione che la Riserva della Biosfera Monte Grappa, proporzionalmente alla sua superficie (oltre 66.000 ettari), è, come area, al primo posto in Europa per il numero di specie della superfamiglia dei coleotteri Curculionoidea, la più numerosa del regno animale.” Ad affermarlo è Cesare Bellò, riferimento sul territorio del gruppo di studiosi e coordinatore della ricerca.
“Lo studio scientifico - afferma il comunicato stampa - rappresenta una delle funzioni principali di questo riconoscimento Unesco. Conoscere la biodiversità del proprio territorio consente a chi lo vive di conservarlo, gestirlo e promuoverne uno sviluppo sostenibile.”
“Scoprire la presenza di numerose specie endemiche sia relative alla flora che alla fauna del territorio - prosegue la nota -, rappresenta infatti un tesoro da costudire e da valorizzare.”
“I recenti studi effettuati sul Monte Grappa e pubblicati nel volume “Weevils of Monte Grappa MaB Reserve” - dichiara Annalisa Rampin, presidente dell’IPA Terre di Asolo e Monte Grappa - concretizzano la consapevolezza di quanto il nostro territorio sia variegato e interessante non solo dal punto di vista turistico-ambientale, grazie alle sue peculiari caratteristiche e attrattive, ma anche sotto l’aspetto scientifico.”
“Il testo - aggiunge Rampin - è e rimarrà un’importante testimonianza di tutto quello che il Monte Grappa può offrire.”

Fate attenzione, dunque, la prossima volta che andrete a fare un picnic su in Val dee Foje, oppure ai Colli Alti o in Valle Santa Felicita o a Ponte San Lorenzo o magari alle Meatte o ovunque voi preferiate tra i tanti luoghi meravigliosi del Massiccio.
Se per caso comparisse una scarpansa sulla vostra tovaglietta a quadri, vicino alle briciole del panino, non trattatela in malo modo. Potrebbe essere una specie di coleottero Curculionide ancora sconosciuta.
Giammai fosse - seppure, osservata con la lente, possa suscitare anche ribrezzo ai non addetti agli insetti - che non venisse rispettata come biodiversità comanda.
Potreste addirittura, mentre addentate la cioppetta con la sopressa e il Morlacco, trovarle un nome: la Baldorhynchus paninii ontii.

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