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La Polizia Locale e l'ipotesi trasferimento all'Unione Montana. Intervista al delegato RSU dei vigili Stefano Mocellin: "Meglio andare con l'Unione, il Comune di Bassano non ci considera. Ci sono 40 persone in divisa che aspettano una prospettiva"
Pubblicato il 09 mar 2020
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“La valutazione è ancora in corso.” “Ci saranno ulteriori valutazioni di natura strategica, operativa, giuridica e contabile.” “Quando avremo messo a fuoco l'intero progetto, potremo dare tutte le risposte.” “Teniamo aperte tutte le strade possibili per avere un progetto attuabile e che funzioni.” Sono state alcune delle risposte dell'assessore comunale alla Sicurezza Tamara Bizzotto all'interrogazione presentata giovedì scorso dalle minoranze (primo firmatario Angelo Vernillo), nel consiglio comunale a porte chiuse di Bassano, sul “Futuro del Comando di Polizia Locale del Bassanese”. L'argomento di cui all'oggetto è ovviamente l'ipotesi di trasferimento della funzione di Polizia Locale dalle competenze del Comune di Bassano del Grappa a quelle della non ancora costituita Unione Montana del Bassanese, prevista “gemmazione” della attuale Unione Montana Valbrenta.
Come noto, l'ipotesi è stata al centro di uno studio di fattibilità affidato dall'amministrazione Pavan al comandante dei due Consorzi di Polizia Locale di Thiene e di Schio Giovanni Scarpellini, che ha elaborato un'analisi dei costi e dell'organizzazione generale della nuova struttura, della quale si è proposto anche come comandante in fieri.
A giudicare dalle risposte rese in consiglio dall'assessore, prima che il progetto veda eventualmente la luce bisogna attendere ulteriori, e chissà quanto prolungati, passaggi valutativi. E non è una buona notizia, a quanto pare, per i diretti interessati: i circa 40 agenti di Polizia Locale che fanno capo al Comando di via Vittorelli e che auspicano invece un'accelerazione del passaggio di consegne dal Comune all'Unione Montana.
Foto Alessandro Tich
Lo si evince dall'intervista rilasciata a Bassanonet da Stefano Mocellin, agente scelto da 28 anni in servizio, rappresentante sindacale del Corpo di Polizia Locale, componente delle RSU del Comune di Bassano del Grappa.
Stefano Mocellin, come si è evoluta negli ultimi anni la situazione del Corpo di Polizia Locale?
“Più che evoluzione, il Corpo ha avuto una specie di involuzione nel senso che, dal '97 in poi, ha perso vari pezzi. Da una dirigenza “pura”, con un dirigente e un vicecomandante, mano a mano queste due figure sono andate scemando. Non c'è più stata una figura che controbilanciava quella del dirigente, che poteva essere un vicecomandante che all'epoca veniva inquadrato come un funzionario “di ottavo livello”, di nomina effettiva e quindi con concorso. Avendo perso quel ruolo, da allora il Comando ha avuto sempre un andamento che tuttora vige. Abbiano ancora dei vecchi “settimi livelli” che sono tuttora ai vertici e che hanno svolto la loro carriera prettamente all'interno di Bassano. Di fatto la struttura ha perso quelle potenzialità che poteva avere se fossero entrate dentro delle figure diverse, che potevano arrivare da qualche altro Comando, che hanno fatto una carriera che li ha visti girare per vari enti e acquisire una visione più ampia in senso territoriale. Io personalmente ho svolto l'attività di agente di Polizia Locale anche altrove. Poi nel 2008, quando sono tornato a Bassano, con l'amministrazione Bizzotto, e con l'assessore al Personale Claudio Mazzocco, c'è stata l'Adunata Nazionale degli Alpini e in quella occasione ci sono stati una serie di riconoscimenti alla categoria e anche grandi risorse. All'epoca veniva rinfacciata questa cosa ai vigili da parte degli altri dipendenti comunali, e cioè che “i ciapa più schei dei altri”. Però siamo stati sempre quelli che hanno lavorato di fatto in determinate posizioni, diciamo, gravose e hanno seguito anche un orario serale e notturno. Soprattutto in questi ultimi tempi, questa cosa non viene riconosciuta. A parte la parentesi del comandante Ruaro, che ha cercato di dare riconoscimento a chi lavorava negli orari notturni, dove c'era un forte disagio, e di farsi carico di queste esigenze con l'amministrazione e l'assessore Vernillo. E negli ambiti in cui si poteva, lo ha riconosciuto. Inoltre dal punto di vista economico - e qui entro in un tema molto caldo perché nel Corpo c'è un'eterna polemica su questo - c'è un grande divario tra chi coordina e chi è sottoposto. Arriviamo a fine anno con alcune migliaia di euro di differenza. In più c'è la discrepanza che quando è subentrata questa amministrazione i progetti estivi non sono stati fatti.”
Quali progetti estivi?
“Sono i progetti che erano stati lanciati ancora da Vernillo, con il famoso “patto” coi commercianti, e noi in estate dovevamo garantire alcuni orari notturni di pattugliamento, 21-03 o 21-06 in qualche caso. L'anno scorso, nel periodo di subentro tra le due amministrazioni, il progetto non è stato fatto, pur essendoci state delle adesioni. Chi ha aderito sono stati solo dei sottoposti. Ma se siamo solo sottoposti, chi coordina? Questo è stato detto anche pubblicamente dal sottoscritto, nella delegazione trattante all'assessore al Personale Zonta. “Questo è lo stato di fatto”, ho detto. Quindi ho detto, con un po' di esagerazione, che se non si fa questa cosa del passaggio della Polizia Locale all'Unione Montana possiamo chiudere baracca e burattini, prendere le chiavi del Comando e buttarle in Brenta.”
Perché?
“Questa amministrazione lo ha detto mille volte, lo ha detto anche in campagna elettorale che vuole fare questa cosa. Che il dottor Scarpellini sia la persona giusta o meno io non lo so perché non sono mai stato un suo sottoposto. Però, da quello che sento, per me potrebbe essere una soluzione ottimale, alla luce di quello che abbiamo adesso. Abbiamo un segretario generale che non ci agevola, in nessun ambito. Questo è lo stato delle cose. Questo è un esempio per capire che dentro il Comando, se non si fa il passaggio all'Unione del Bassanese, dovremo continuare a fare il minimo, “ciapar paroe” dai bassanesi per i classici divieti di sosta, continueremo a fare i “vigii dee scoasse” anziché magari fare un progetto ambientale o dedicare più tempo ad attività importanti come ad esempio quella, iniziata grazie a Ruaro, di controllo degli autotrasporti internazionali, autoarticolati e autotreni che hanno un sacco di anomalie.”
Mi faccia capire. Perché lei dice che “possiamo buttare le chiavi del Comando in Brenta” se non venisse realizzato il trasferimento all'Unione Montana? Cos'è che non funziona? Cos'è che non va?
“La cosa che non va è che non c'è un senso di prospettiva. Ogni persona che non pensa di lavorare solo per il 27, vuole avere delle prospettive e vuole dare un senso a quello che fa. Se non viene fatta questa operazione, secondo me e secondo molti colleghi, non viene riconosciuto il nostro ruolo, certo nei nostri limiti ma anche nelle nostre professionalità e peculiarità che potremmo sviluppare di più, come fanno i colleghi di Thiene, come fanno i colleghi di Schio. Faccio un esempio: ho partecipato a un convegno a Longarone sulla Federazione dei Comuni del Camposampierese, per capire come funziona. Hanno unito 11 Comuni e ci sono una quarantina di colleghi che svolgono un servizio intercomunale che è fantastico. Secondo gli attuali parametri bassanesi ci vorrebbero “millenni” prima di arrivare a quei livelli. Se c'è uno Scapellini o se c'è un Marcato, ex comandante del Camposampierese, la cosa invece si fa. Però ci vogliono le persone giuste.”
In questo momento che aria tira al Comando di Polizia Locale?
“Un'aria di estrema incertezza. Molti colleghi, soprattutto quelli operativi, chiedono un cambiamento e ci auspichiamo che ci sia un cambiamento anche dal punto di vista del trattamento economico. Dentro il Comando tira adesso una brutta aria. Come ho già detto, abbiamo un dirigente che non ci agevola e siamo un po' smarriti insomma. Abbiamo dopo altre persone, ai lati, che non favoriscono un bell'ambiente. Noi quindi auspichiamo che ci sia questo trasferimento di funzione all'Unione Montana. Anche il commissario principale Maurizio Zuliani è stato disincentivato, perché lui ricopre un posto di alta professionalità, come è stato quello del precedente comandante dott. Ruaro, anche se in realtà la sua è una semplice posizione organizzativa. Percepisce per questo un salario aggiuntivo, ma ad esempio all'Ufficio Tecnico abbiamo 6 funzionari che prendono il doppio di lui. Questo è il peso che ha la Polizia Locale nel Comune di Bassano. Con che volontà, stimolo, possiamo lavorare? Dopo però il Comune ci viene a chiedere, e questo succedeva fino a quando c'era Ruaro, quanti soldi abbiamo preso dalle multe, perché hanno bisogno dei nostri schei. Adesso per i proventi delle soste irregolari bastano e avanzano gli ausiliari e noi possiamo svolgere diverse altre attività. Abbiamo le assicurazioni scadute, con la lettura nei varchi, come ho già detto abbiamo il controllo autotrasporti eccetera. Teniamo vivo un po' il nostro spirito operativo. Però, un domani?”
“Un domani”, in che senso?
“Adesso andiamo verso la stagione estiva, aspettiamo anche che passi la buriana del virus di questi giorni. Ma se l'amministrazione non dà una tempistica certa, non si può andare avanti così. Perché al di là delle dichiarazioni che fanno in consiglio comunale, bisogna avere una tempistica certa. Siamo in grado noi di fare le notti? No. Non è dignitoso fare il servizio notturno perché ci sono le problematiche del centro storico, eccetera, se poi questa cosa non ci viene riconosciuta. Fuori in pattuglia noi abbiamo lo stesso ruolo che ha una Radiomobile dei Carabinieri o una Pantera della Polizia. All'inizio facciamo la stessa cosa. Che poi ognuno svolga il servizio secondo i propri indirizzi, le proprie peculiarità e i propri Comandi, è una cosa diversa. Però per la flagranza, il reato, la violazione amministrativa, eccetera, siamo agli stessi livelli. Il dottor Scarpellini mi ha detto: “Io voglio il più possibile equiparare il ruolo, dal punto di vista del salario, con quello delle altre Forze dell'Ordine”. Le leggi dello Stato non lo prevedono, perché noi non siamo forze di Polizia ma area di vigilanza degli enti locali. Però se non ci sono funzionari che ci danno questo riconoscimento, continuiamo a lavorare coi fichi secchi.”
Lei è fiducioso su questo tanto annunciato trasferimento di funzione della Polizia Locale dal Comune di Bassano all'Unione Montana del Bassanese?
“Fatalità quest'anno, con la fase di cambiamento, dal Comune non è partito ancora nessun progetto. Siccome è da gennaio che ci dicono “tanto fra due mesi siete via”, di fatto non hanno preparato il terreno per calendarizzare bene questa storia, perché loro devono guardare anche la convenienza economica. Io non ho certezza che la cosa si faccia. Entro fine anno scade anche la convenzione con la Polizia dell'Unione. Bisogna che la politica si dia una mossa. Ci sono 40 persone in divisa che aspettano una prospettiva, che non è solo per Bassano ma per un intero territorio. Anche in Vallata abbiamo delle problematiche concrete che aspettano che vada in porto questo progetto. Ci sono anche altri Comuni della cintura che non vedono l'ora che si faccia questa cosa, anche se altri Comuni, come ad esempio Romano d'Ezzelino, hanno tirato su il naso. Io penso che questo progetto non sia di destra o di sinistra, ma una cosa che può fare bene al territorio bassanese.”
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