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Caso CPIA: polemiche e scintille in consiglio comunale a Bassano. Da mozione tecnica presentata dalle minoranze a scontro politico col Comune di Marostica. Retinò: “Scippato un servizio senza aver condiviso questo con nessuno”
Pubblicato il 09 mar 2025
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Premessa numero uno: si tratta senza dubbio di un servizio molto importante per il territorio. Ma in tutta sincerità, prima che le minoranze consiliari bassanesi tirassero fuori la questione, io del CPIA (Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti) non avevo mai sentito parlare. Colpa mia, ma non penso di essere l’unico.
Premessa numero due: sabato scorso 1 marzo, alla conferenza stampa delle minoranze per la presentazione delle interrogazioni e mozioni protocollate per il consiglio comunale di giovedì 6 marzo, è stata ovviamente presentata anche la mozione per il ripristino della sede di Bassano del Grappa del CPIA, dopo che questa dallo scorso settembre è stata trasferita alla ex scuola elementare di Valle San Floriano in Comune di Marostica. Ma in confronto ad altri temi presentati (Piano Mar, Cittadella della Giustizia, Pfas e nuovi “strani” sversamenti a San Michele) non mi è sembrata una questione di così grande rilievo, dedicandole poche righe nel mio articolo “Large, Medium, Small”.
Premessa (ed è l’ultima) numero tre: quella presentata dalle minoranze in consiglio comunale sull’argomento CPIA era una mozione prettamente “tecnica” e non politica, come affermato dallo stesso primo firmatario Paolo Retinò. Eppure…
Il sindaco di Marostica Matteo Mozzo assiste al consiglio comunale di Bassano del Grappa (foto Alessandro Tich)
…Eppure è scoppiato il finimondo.
Lo sapete bene perché il nostro articolo che ne ha dato conto ha avuto una vagonata di letture.
Il sindaco di Marostica Matteo Mozzo, con un videomessaggio social rivolto ai cittadini, ha ripercorso la vicenda che ha portato al trasferimento del CPIA a Valle San Floriano con un contratto di cinque anni estensibili ad altri cinque, comprensiva di investimenti del suo Comune per circa 100mila euro e di realizzazione di una nuova fermata del trasporto pubblico locale nella frazione.
Un’iniziativa amministrativa ormai funzionante a pieno regime, che ha portato il primo cittadino marosticense a lanciare un attacco senza precedenti alle minoranze consiliari bassanesi.
Le quali, per il fatto di avere osato richiedere il ripristino della sede CPIA a Bassano del Grappa, sono state da lui accusate di “speculazione politica”, di “disinformazione”, di appartenere a un “centrosinistra che a Bassano, all’epoca dell’amministrazione Poletto, non ha saputo risolvere la questione” e di “sgarbo istituzionale” nei confronti della sua amministrazione e dello stesso PD di Marostica che ha invece espresso il proprio plauso per come è stato risolto il problema della richiesta del CPIA di avere uno spazio dedicato per ampliare le proprie competenze e attività.
E così, il CPIA si è trasformato in Centro Polemiche Intercomunali Arroventate.
La vicenda ha avuto il suo epilogo - perlomeno sul fronte bassanese - nel consiglio comunale del 6 marzo a Bassano, nel quale in mezzo al folto pubblico presente nell’occasione, ma per altre questioni (interrogazione su via Bonaguro e delibera di approvazione dell’accordo pubblico/privato per la realizzazione del nuovo supermercato in via Cristoforo Colombo), c’era anche il sindaco Mozzo.
Diamo subito l’esito della votazione sulla mozione delle minoranze riguardo al CPIA: l’atto consiliare è stato respinto con i voti contrari della maggioranza.
Il sindaco Finco, per la gioia del suo collega Mozzo, non sarà quindi tenuto “ad attivarsi presso le istituzioni competenti per chiedere il ripristino della sede CPIA a Bassano del Grappa” e “ad attivarsi con il dirigente scolastico del CPIA di Vicenza per identificare uno spazio cittadino che possa ospitare l’offerta didattica, già a partire dall’anno scolastico 2025/2026”.
Il “pericolo”, per Marostica, è pertanto scongiurato come pure non viene incrinato l’asse leghista Bassano-Marostica: squillino gli asparagi, rullino le ciliegie.
Diciamo che l’esito della votazione non rappresenta chissà quale notizia, in quanto ampiamente previsto dai bookmakers della Pedemontana.
Ma è nella discussione che ha preceduto il voto che sono emersi alcuni contenuti interessanti, ulteriori polemiche e conseguenti scintille comprese.
Il primo firmatario Paolo Retinò (Bassano per Tutti - Europa Verde), nel presentare la mozione ha ribadito che “è una mozione tecnica, che non ha nessun risvolto politico”.
“Dai primi di settembre - ha rivelato il consigliere - sono stato sollecitato da tantissime persone su questo tema, perché era venuto a mancare un presidio solido che Bassano aveva da quando c’è l’istruzione degli adulti. Io mi sono subito attivato, ho avuto un’interlocuzione con l’Ufficio Istruzione, ho anche un’email di risposta del 18 ottobre 2024 che comunicava che rispetto allo spostamento era in corso una verifica. Circa una settimana dopo mi ha telefonato il dirigente Brussato spiegandomi che cosa era accaduto. Quello che è emerso è che gli uffici di Bassano non sapevano nulla di quello che era successo.”
A nome della maggioranza è intervenuto il consigliere Luca Faccio, del gruppo Finco Sindaco, che nel preannunciare l’orientamento a sfavore nei confronti della mozione ha elencato tutti i passaggi del trasferimento della sede CPIA a Valle San Floriano di Marostica, coi conseguenti investimenti dell’amministrazione Mozzo e col finanziamento PNRR ottenuto dal Centro Provinciale per l’Istruzione agli Adulti per il potenziamento dei servizi offerti in quella sede.
Sembrava praticamente di riascoltare, anche nell’ordine dei concetti espressi, il videomessaggio del sindaco Matteo Mozzo o di rileggere il nostro articolo “Fucile a canne Mozze”.
E proprio in direzione del sindaco di Marostica - peraltro presente in sala - si è concentrato l’intervento del consigliere Gianni Zen di è il Momento, particolarmente risentito per i toni sconvenienti usati da Mozzo nei confronti dei consiglieri eletti, per quanto di minoranza, di Bassano del Grappa.
“Ci vuole in qualche modo una statura istituzionale quando si parla tra istituzioni - ha affermato Zen -. Ci vuole una postura istituzionale. Eventualmente, il referente del sindaco di Marostica è il sindaco di Bassano. E il presidente del consiglio è il garante della dignità del servizio che fanno i consiglieri comunali. Credo che vada ricostruita questa dignità istituzionale. E credo che se c’è qualcosa tra di noi, lo si deve dire in modo rispettoso.”
Un appello ad onorare l’autonomia e la sovranità del consiglio comunale, in nome dei legittimi interessi della città di Bassano?
Nossignori: è stato lo spunto per la piccata risposta del sindaco Nicola Finco.
“Mi fa piacere - ha esordito il sindaco - che si chieda un rispetto del ruolo dei consiglieri comunali quando qualche amministratore del territorio interviene manifestando le perplessità su un possibile servizio che gli può venir tolto dal territorio.”
“Però - ha incalzato Finco, rivolgendosi alle minoranze - non ho letto e non ho visto da parte vostra lo stesso atteggiamento quando qualche sindaco del territorio, in maniera anche non troppo velata, ha attaccato il sindaco di Bassano per una sua scelta, una sua visione politica su alcuni argomenti.”
È stato chiaro, anche se non esplicitamente nominato, il riferimento al caso della Polizia Locale e dell’Unione Montana del Bassanese.
“Quindi - ha aggiunto Finco nella sua “requisitoria” - non è che se riguarda voi bisogna convocare il tavolo dei sindaci, i presidenti dei consigli comunali, per chiedere il rispetto del ruolo del consiglio comunale di Bassano, mentre se viene attaccato il sindaco di Bassano del Grappa non bisogna farlo, quando il sindaco di Bassano del Grappa non ha mai attaccato nessuno, se non portando avanti la sua visione e la sua idea su un tema ben preciso di questa amministrazione. Non ho visto nessuno intervenire in Tv per chiedere il rispetto dell’autonomia amministrativa del Comune di Bassano del Grappa.”
Entrando poi nel merito della questione CPIA, il sindaco di Bassano ha fatto capire che le cose non si possono cambiare:
“Bassano oggi non ha una sede dove poter ospitare questo tipo di servizi, perché oltre alle ore serali chiedono anche la possibilità di utilizzare una sede durante le ore diurne. Dall’altro c’è un’amministrazione che, al di là che sia di una parte politica o dell’altra, ha fatto un investimento importante e oggi sta investendo ulteriori risorse per rendere quel sito accessibile.”
“E quindi - ritornando sul suo leitmotiv - se io penso di portarmi a casa una funzione che è stata delegata, sono quello che “rompe il rapporto con i sindaci del territorio”, mentre voi che volete a tutti i costi portare a casa un qualcosa che già esiste e che non crea nessun disagio gli utenti, allora quella è una scelta della leadership di Bassano del Grappa.”
The End? Quasi.
Manca ancora il secondo e più incalzante intervento del presentatore della mozione Paolo Retinò, ultimo episodio di questa concitata CPIAnovela.
“La governance, la leadership della città di Bassano la facciamo dettare all’amministrazione di un altro Comune - ha dichiarato Retinò -. Questo succede, perché quello che abbiamo come certezza è che a Bassano nessuno era informato di questo. La scelta di andare a Valle San Floriano non è una scelta condivisa con nessuno in questo Comune, né con il sindaco, a meno che non voglia smentirmi adesso, né con l’assessora all’Istruzione, a meno che non voglia smentirmi in un altro momento (l’assessore Marina Bizzotto era assente, NdR), né con gli uffici. Quindi noi ci facciamo dettare la linea da un’altra amministrazione.”
“Nella mozione si chiede il ripristino, non il trasferimento - ha ulteriormente chiarito -. Di certo non può essere Bassano responsabile di un impegno di spesa al quale non ha partecipato, perché Bassano non ha condiviso con nessuno, e neanche con gli altri Comuni del territorio, questo trasferimento.”
“Io sono a favore, e l’ho dichiarato anche in sede di Unione Montana, della Grande Bassano e della leadership che Bassano esercita assieme agli altri - ha rimarcato il consigliere di minoranza -. Ma la leadership si esercita insieme, non facendosi scippare un servizio senza aver condiviso questo con nessuno. Perché questo è quello che è accaduto.”
“Poi ci sono i voti politici, la sinistra, gli attacchi al PD, “il noi e il voi” - ha concluso Retinò -. Io onestamente con questa mozione non immaginavo di sollevare nulla di tutto questo, se non fare un servizio alle persone che frequentano i CPIA. Evidentemente la politica viene prima dei servizi per i cittadini.”
The End. Questa volta veramente.
Che dire in conclusione, al netto delle origini e degli sviluppi del caso CPIA e indipendentemente da chi abbia torto e chi ragione?
Il sindaco di Marostica Matteo Mozzo avrà avuto sicuramente le sue buone ragioni per difendere a spada tratta il trasferimento nel suo Comune dell’istituto provinciale di istruzione per gli adulti, con gli investimenti comunali conseguenti.
Ma sparando a zero contro alcuni consiglieri comunali di un altro Comune - per quanto appartenenti allo schieramento politico opposto al suo - ha creato un poco opportuno precedente di distruzione per gli adulti dei corretti rapporti tra istituzioni dello stesso territorio.
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