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La città in Officina
“I reparti hanno riempito il magazzino”: il candidato sindaco Dario Bernardi illustra i risultati dell'Officina delle Idee, lo spazio di confronto promosso dalla sua coalizione per raccogliere idee e proposte per l'Amministrazione della città
Pubblicato il 21 mag 2014
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Domenica 11 maggio hanno trasformato la sala mensa della Baxi in una laboratorio di proposte per la città, l' “Officina delle Idee”.
Dieci tavoli, ovvero dieci “reparti”, dedicati ad altrettante tematiche in cui chiunque - indipendentemente dal suo credo politico e da chi andrà a votare alle amministrative - ha potuto dare stimoli e suggerimenti sugli argomenti di maggiore rilevanza per la prossima Amministrazione comunale.
Domenica 18 maggio il candidato sindaco di Bassano Dario Bernardi e i referenti delle cinque liste civiche della sua coalizione, che hanno promosso l'appuntamento, hanno presentato quindi i risultati dell'iniziativa in una sala Tolio del tutto priva - analogamente all'“Officina” di una settimana prima - di simboli di lista e di materiale elettorale, per sottolineare lo spirito “aperto a tutti”
Alcuni "reparti" dell'Officina delle Idee nella sala mensa della Baxi Spa a Bassano (foto Alessandro Tich)
“Il percorso dell'Officina delle Idee è stato un percorso civico per tutta la comunità, un preciso progetto politico per Bassano che parte dal presupposto che tra le nostre idee c'è anche quella che anche gli altri hanno buone idee. Un'Amministrazione libera da schemi di partito che vuole facilitare l'incontro delle idee di ciascuno. Portare Bassano al Centro è un obiettivo che non si riferisce a una parte politica, ma è attenzione e interesse alla centralità della persona. Il centrodestra ha un'idea: governare la città da centrodestra. Il centrosinistra lo stesso. La nostra scelta fondamentale è invece quella di partire dalla città.”
Bernardi illustra quindi il “report di magazzino”, e cioè le idee raccolte nei dieci “reparti” dell'Officina, pronte ad essere elaborate e messe “in produzione” dall'Amministrazione comunale in un ventaglio di proposte e sollecitazioni che va “dai grandi progetti alle piccole attenzioni quotidiane”.
Con alcune voci generali “che riteniamo utili a chiunque vincerà le elezioni”.
Tra le richieste generali più gettonate dai cittadini: “L'Officina non deve chiudere, anzi aprire nuove sedi”. “Questa esperienza va a indicare al nuovo sindaco un metodo significativo, aprendo sedi dell'Officina delle Idee nei quartieri, con le categorie economiche e nei vari mondi della città, come ad esempio lo sport nel cui “reparto” questa istanza è stata particolarmente espressa. Le attuali assemblee di quartiere, ad esempio, non sono comunque nello stile dell'Officina. E' un metodo per mettere chiunque nella concreta possibilità di dire la sua.”
Poi un altro grande tema: “la creatività estesa”. “Anche per me, con una pluridecennale esperienza in Comune - sottolinea il candidato sindaco -, ci sono idee e proposte, come questa, che non avevo mai sentito. C'è la domanda di un “X Factor” delle eccellenze, che per il gruppo di lavoro del “Made in Bassano” ha avuto un'attenzione prioritaria.”
“Questa è una logica di progetto - prosegue -. Prima del “fare” bisogna pensare e condividere, e poi agire. Il prossimo sindaco non dovrà essere un “sindaco del fare” che si distacca dalla città. E' emerso che le soluzioni migliori si pensano, si condividono, e poi si fanno concretamente.”
Un'altra voce emersa dall'Officina: “creare banche”. “Abbiamo pensato a creare i reparti, ma non avevamo pensato che per farli funzionare servono anche le banche, e cioè depositi di credito in tempo, idee e servizi. Il cittadino associato vede l'Amministrazione comunale non come qualcosa che si isola ma che è pienamente disponibile, mettendo a disposizione tempo, idee, servizi e iniziative. E' la sollecitazione arrivata dai gruppi “I giovani ci mandano a dire” e “La città frizzante” per la cultura.”
E ancora: “Vivere la città”: “Informare, comunicare, sapere condiviso, in ogni reparto. Informazione tempestiva e anticipata sul territorio e trasmissione del sapere anche manuale,ad esempio nell'artigianato. Un'esigenza che riguarda le tematiche della scuola, del lavoro, della cultura, dei quartieri.”
In più, “la visione oltre”. “Emerge una domanda di più politica per comprendere, dal presente, il futuro - afferma Bernardi -. Più politica intensa non come più partiti o più politica politicante, ma nel senso di saper individuare come comunità gli scenari prossimi. Politica non è l'amministrazione della città, ma individuare il futuro di una comunità. Ad esempio nel turismo, nella nuova occupazione giovanile e soprattutto nello scenario sociale. C'è il problema dell'invecchiamento della popolazione: dobbiamo saper vedere in anticipo come vivremo e quali risorse avrà la comunità.
Oggi devo già pensare come rendere la vita anziana, che sarà quasi maggioritaria, più vivibile. Dobbiamo saper leggere il domani anche nel lavoro, già oggi l'85% del lavoro si trova in aziende piccole che non esistevano fino a due o tre anni fa e il Comune deve farsi regista di una concertazione con le categorie economiche.”
E i contenuti concreti dell'Officina delle Idee?
“I reparti hanno riempito il magazzino - rimarca il candidato sindaco -. Ci sono una serie di proposte sulla cura della città e sulla qualità della vita e dei servizi. La città abitata: una bassano su misura per tutti da cui esce una domanda di relazione di comunità. C'è ad esempio il problema sottovalutato della solitudine educativa delle famiglie. La città è cambiata, con le agenzie educative, quelle parrocchiali per prime, che vengono a mancare. I genitori si trovano ad educare da soli, i supporti alla genitorialità sono un tema molto forte.”
Poi “la sostenibilità economica come criterio”: “Tenere i piedi per terra, amministrare oggi per non creare danni a chi amministrerà in futuro.”
La città “frizzante”: “Il Comune in cabina di regia. Non si chiede tanto al Comune di fare, ma che sia un regista di iniziative. Mettendo a disposizione i suoi spazi a partire dal sistema museale, coinvolgendo gli artisti locali e trasformando queste proposte in operatività economica.”
La città “brillante”: innovazione come regola, “dentro” il municipio. Burocrazia come servizio, nuove e pari opportunità. Sburocratizzare la richiesta di sale pubbliche a Bassano.”
La città “che attrae”: “Made in Bassano a 360 gradi. Certificare il territorio, vocazione europea. Come emerso dal gruppo “Made in Bassano”, il prossimo assessore al Turismo sarà un assessore comprensoriale, per rilanciare la vocazione turistica della Pedemontana e della “Brenta Valley”. Dimensione europea non solo turistica, ma anche nella scuola e nello sport, favorendo l'organizzazione di manifestazioni di livello.”
La città “che opera”: “Investimenti per crescere. manutenzione e arredo. C'è la chiara indicazione di investire ancora, con attenzione significativa alle nostre imprese e alla tutela del paesaggio e dell'ambiente.”
La città “giovane”: “In passato sono stato assessore alle politiche giovanili, per i giovani c'era il tempo libero e il tempo occupato. A Bassano oggi c'è un tempo disoccupato dei giovani. La biblioteca comunale è apprezzata, ma c'è la richiesta dell'apertura serale, che non è semplice perché il servizio di prestito dei libri è svolto dal personale addetto. Trovare nuove forme di gestione del tempo del volontariato e del personale addetto.”
La città “capoluogo”: “Ci sono proposte significative di nuove specializzazioni all'interno dell'Ospedale, in particolare per la Cardiologia. Ricuperare il Tribunale della Pedemontana e costruire il carcere a Bassano. Dove c'è un carcere, il Tribunale deve esserci obbligatoriamente.”
“E adesso? La nostra proposta - conclude Dario Bernardi - è quella di una coalizione civica con un candidato sindaco, cinque liste e 108 candidati che crede in questo modo di fare amministrazione. Partendo da Bassano, e non da un programma partitico nazionale, si riescono a mettere in campo le proposte e le risposte concrete per la Bassano che verrà.”
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