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Laura Vicenzi

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Modalità lettura - n.23

Un libro che è il racconto di una vita. La recensione di Anna Francesca Basso di Il mio lungo viaggio - 90 anni di storie vissute, di Piero Angela

Pubblicato il 03 set 2017
Visto 2.052 volte

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Un viaggio lungo, di quelli che non lo sono mai abbastanza perché mossi da una passione sempreverde per la conoscenza, per il mondo in cui viviamo. Anche le note biografiche raccontano questa vista vissuta e generosa racchiusa tra le pagine del nuovo libro di Piero Angela. Lo porta all'attenzione di "Modalità lettura" Anna Francesca Basso, e la Redazione ringrazia.

Piero Angela, nato il 22 dicembre 1928 a Torino, è stato cronista radiofonico, inviato speciale, conduttore del telegiornale Rai, ideatore e presentatore di trasmissioni documentaristiche, giornalista e scrittore di divulgazione scientifica, storica, economica, ottimo pianista jazz, scacchista, sceneggiatore cinematografico e ideatore di presentazioni audio-video nei musei.

Piero Angela

È stato tra i fondatori del Cicap (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale), associazione nata per promuovere l'educazione scientifica e lo spirito critico, nonché per indagare sull'effettiva esistenza dei presunti fenomeni paranormali. Ama i telefilm polizieschi alla CSI. Ha viaggiato per sessant’anni in lungo e in largo in ogni continente, raccogliendo esperienze vissute, reperti, dati in mezzo a mille peripezie, incontri, scoperte e avventure.
È stato insignito di dieci lauree honoris causa, gli è stato intitolato un asteroide, “7197 Pieroangela”, un mollusco gasteropode, “Babilonia pieroangelai”, gli è stata conferita la medaglia d’oro per la cultura della Repubblica italiana, ha ricevuto il premio Kalinga per la divulgazione scientifica dall’Unesco, la cittadinanza onoraria a Padova, città legata a Galileo.
Ha ideato più di 25 programmi di divulgazione scientifica tradotti in 43 lingue, ha scritto più di 40 libri tra natura, astronomia, cultura, scienza, fisica, biologia, sviluppi tecnologici, sistemi complessi, evoluzione umana, astrofisica, problemi ambientali, psicologia, storia, archeologia ed economia da solo o insieme a valenti scienziati ed esperti del settore o a suo figlio Alberto, tutti bestseller tradotti in moltissime lingue.
Il suo ultimo libro Il mio lungo viaggio - 90 anni di storie vissute (Mondadori, 224 pagine, 16,15 euro) non è un libro di divulgazione scientifica, ma un racconto personale dedicato al pubblico che da tanti anni lo segue nel suo lavoro, spesso con vero affetto. È una persona che non ama parlare della sua vita privata, infatti in questo libro ci sono solo alcuni accenni pieni di profonda stima e amore per il padre e la madre, per la moglie Margherita e per i figli Cristina e Alberto. Attraverso il racconto a cavallo di due secoli di storia, Piero Angela narra la sua vita e la sua formazione, le sue esperienze di lavoro, gli inizi in Rai, il “dietro le quinte” di oltre mezzo secolo di televisione, il pianoforte, persino la sua infanzia; racconta in modo vivido l'Italia degli anni Trenta e Quaranta, gli anni esaltanti del miracolo economico, la nascita della televisione, la sua straordinaria carriera di giornalista: prima cronista, poi inviato, poi inventore e conduttore di programmi che hanno contribuito a diffondere tra gli italiani una cultura scientifica.
Nel libro ci sono decine di aneddoti e di incontri che ne fanno una lettura godibilissima. Ma c'è soprattutto un grande insegnamento, particolarmente prezioso per i giovani che lo venerano come un mito: la passione di sapere e la voglia di scoprire possono portare molto lontano nella vita, e fare di chiunque una persona speciale, mantenendo integrità morale e professionale e il desiderio di puntare sempre all’eccellenza. Significativa è stata l’occasione di avvicinarsi alla scienza quando gli regalarono l’Enciclopedia dei ragazzi; tra i dieci, il suo volume preferito, era quello dei Perché?. Probabilmente lì è nato in lui il piacere di capire.
Un libro che è un po’ autobiografia, ma anche un po’ storia: novant’anni di vita di cui sessantacinque trascorsi in Rai; dalle sue parole, sempre misurate, traspare l’emotività legata all’informazione, il carattere forgiato dalla capacità di rinunciare, di accettare piccoli o grandi sacrifici senza sentirsi frustrati, la sobrietà, il comprendere che non ci sono solo diritti, ma soprattutto doveri, di essere forti, ma cortesi, la consapevolezza dell’importanza di trascorrere tempo significativo con la famiglia, per creare veri legami forti.
Il libro si chiude con queste parole: «Per fortuna ci sentiamo tutti eterni. Ed è per questo che cavalcheremo sino alla fine. Cercando di tenere alto il nostro pennacchio».

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