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Lifestyle

Il brunch è servito

Senza vincoli di orario. TeoChef propone a Bassano il Sunday brunch: versione domenicale della super-colazione all'americana con dolce e salato. Ed è già un successo

Pubblicato il 04 mar 2013
Visto 9.061 volte

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Altro che California Dreaming: la California è qui, a Bassano del Grappa, tutte le domeniche dalle 10 alle 15.
L'idea di portare in riva al Brenta una ventata di atmosfera gastronomica Made in U.S.A. è di TeoChef: al secolo Matteo Zanus, fantasioso e raffinato chef del “Room”, locale di tendenza di vicolo Zudei in pieno centro storico.
Una proposta che non è casuale, ma che nasce dall'esperienza di cucina dello stesso TeoChef, rientrato in Italy dopo un intenso anno di attività professionale a Los Angeles.

Moira del "Room" e TeoChef all'angolo dei dolci del Sunday brunch (foto Bassanonet)

La sua creatura, per il menù domenicale tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio, si chiama brunch: tipico pasto d'oltreoceano che unisce le parole breakfast (colazione) e lunch (pranzo). Si tratta anzi, per l'esattezza, del Sunday brunch: la versione domenicale della super-colazione alla americana vista in tanti film e telefilm, e oggi disponibile anche a Bassano.
“Il lavoro a Los Angeles - ci spiega lo chef - mi ha portato un'influenza di ristorazione internazionale, che oggi realizzo con gli ingredienti del nostro territorio. Il Sunday brunch è un modo informale di unire insieme colazione e pranzo tipico della tradizione americana, dove la domenica, giornata dedicata alla famiglia, si consuma senza fretta un sostanzioso buffet con dolce e salato.”
Una ricetta contro lo stress dei ritmi obbligati, che segnano il tempo degli altri giorni della settimana.
“Non sei vincolato all'orario - continua Teo - e non sei costretto a correre al ristorante prima delle 13 perché poi la cucina chiude. Puoi alzarti tardi perché è domenica e puoi mangiare in tutta comodità e tranquillità, scegliendo quello che vuoi tra le proposte del menù. Un mio amico mi ha detto: “ma allora il brunch è come una marenda longa!”. Possiamo chiamarla anche così, non c'è differenza. Come quando io ti dico finger food e tu mi dici spuncioto, stiamo parlando della stessa cosa.”
“Abbiamo portato qua la filosofia americana della domenica, ed è una novità per la ristorazione bassanese - sottolinea TeoChef -. Abbiamo aperto il “Room” lo scorso settembre e abbiamo subito proposto il Sunday brunch, per la gente che la domenica viene in centro a Bassano. La nostra fascia di utenza va dai 25 ai 35 anni, più tantissimi stranieri. E' una ventata nuova, che sta avendo successo grazie anche alla politica dei prezzi, a cui poniamo molta attenzione.”
Qual è dunque la “lista delle vivande” del Sunday brunch alla bassanese?
Il piatto forte - in tutti i sensi - è il Piatto Brunch: con scrambled eggs (uova strapazzate), mashed potatoes (il tipico purè di patate all'americana), bacon (pancetta affumicata), due croccanti salsicciotti e una fetta di pane integrale da toast. Ce n'è quanto basta, in quanto a calorie, per arrivare fino a sera. Ma la sensazione al palato è molto delicata, con dosato equilibrio degli ingredienti: ed è qui che emerge il tocco dello chef.
In alternativa - per il salato - c'è il classico cheeseburger, ma anche in questo caso all'insegna del quality food: due morbide cupole di pane e, in mezzo, un hamburger di carne di sorana nostrana, formaggio Asiago e l'immancabile bacon. “Il tutto accompagnato, per chi lo desidera - aggiunge lo chef bassanese -, da salsa barbecue e ketchup, di nostra produzione.”
La caratteristica del brunch è che si può iniziare dai piatti con carne, ma non è obbligatorio. C'è chi parte coi dolci per continuare col salato e chi fa l'incontrario, chi si concentra solo sul dolce e chi invece, dopo un bel Piatto Brunch, ordina subito il caffè: la filosofia e i gusti sono completamente free.
E anche la lista dei dolci è molto American Graffiti: muffins, sandwich Victoria, cheesecake ai mirtilli, brownies, sfogliatine, torte di mele e - davvero dulcis in fundo - pancake con sciroppo di acero. Sembra il cestino da picnic di Nonna Papera: il che, detto da un appassionato di Disney, è un sincero complimento.
Alternativa, rispetto al solito, è anche l'offerta nel bicchiere: si va dalla classica spremuta di frutta, alla mimosa (prosecco con spremuta d'arancia), al milk shake. Molto richiesto è anche il “bloody mary”: un cocktail a base di succo di pomodoro che, a quanto pare, aiuta a tirarsi su dopo eventuali libagioni del sabato sera.
Che dire alla fine, caro TeoChef? Tu vuò fa' l'americano, e ci riesci benissimo.

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