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Lucia Cuman eletta alla presidenza di Women For Freedom

L’associazione umanitaria annuncia il nuovo CdA e sigla l’accordo per "Mi Hogar", una casa sicura per le ragazze sopravvissute allo sfruttamento in Bolivia

Pubblicato il 18 feb 2026
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È Lucia Cuman la nuova presidente di Women For Freedom.
La scelta del direttivo è ricaduta sulla persona che già ricopriva con impegno e dedizione il ruolo di vice presidente nel precedente mandato.

Women For Freedom: nuovo direttivo e sfida globale contro gli abusi

Ma le novità riguardano anche tutto l’assetto dello stesso Consiglio d’Amministrazione, che passa da cinque a sette elementi, in un’ottica di ancora maggiore coralità ed energia. Insieme alla presidente, il cammino verso la libertà di donne, bambine e bambini ora verrà portato avanti da Daniela Belfatto, già direttrice del festival biennale Liberamenti, in qualità di vice presidente, Gianfranco Cipresso, Antonella Gianesin, il co-fondatore dell’organizzazione umanitaria Davide Parise, Alessandra Perdonello e Luisa Rizzon, co-fondatrice e già presidente dei due mandati triennali precedenti.

Il nuovo Consiglio d’Amministrazione ha già cominciato ad attivarsi con grinta accogliendo un’importante sfida: l’avvio del progetto “Mi Hogar” a Cochabamba, in Bolivia: forte dell’esperienza positiva del primo progetto in quel Paese, “Trampolín”, a El Alto (La Paz), che ospita fino a quaranta ragazze, Women For Freedom ha siglato un accordo assieme a Riccardo Giavarini, responsabile della fondazione boliviana Munasim Kullakita, per la realizzazione di un altro luogo sicuro per ospitare giovani tra gli 11 e i 17 anni, sopravvissute a reti di sfruttamento e abuso. Cochabamba è una delle città dove purtroppo questo fenomeno è più diffuso. L’obiettivo al momento è quello di accogliere venti ragazze, accompagnandole in un percorso personalizzato di recupero, autonomia e rinascita.

«Questi anni - commenta Cuman - sono stati segnati da risultati molto importanti e da progetti con obiettivi impattanti tra cui, solo per citarne alcuni, la scolarizzazione delle bambine in Nepal, la cultura dell’igiene e del rispetto in Camerun, la lotta alla tratta e allo sfruttamento sessuale di minori in Bolivia, ma anche il sostegno delle donne in condizioni di fragilità del nostro territorio attraverso la spinta verso la conquista dell’autonomia economica. Senza tralasciare le attività di divulgazione nelle scuole e il successo degli eventi organizzati: primo fra tutti, il festival biennale Liberamenti, la cui ultima edizione ha coinvolto oltre 3.700 persone tra eventi e mostre e 500 studentesse e studenti delle scuole superiori, e ha reso possibile la realizzazione di 32 eventi, di cui 11 mostre gratuite e accessibili, oltre a proiezioni cinematografiche, concerti, spettacoli teatrali e iniziative fuori salone, aiutando Women For Freedom nella missione di promuovere la cultura del rispetto, attraverso l’arte, la sensibilizzazione, la divulgazione e l’educazione. Proseguiremo questo cammino e faremo sempre meglio, grazie anche all’aiuto delle numerose volontarie e volontari. Ringrazio il direttivo per la fiducia accordata».

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