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Più Chiara di così
Il presidente del Museo dell'Automobile Massimo Vallotto sul Polo Museale Santa Chiara: “La potenza di questo progetto non è ancora compresa completamente”. Avviata una sinergia col MUSE di Trento. Ma è pronto anche il Piano B
Pubblicato il 18 feb 2015
Visto 4.396 volte
“Siamo i “senzatetto” del Polo Museale Santa Chiara.”
La butta giù così, sorridendo, l'architetto Massimo Vallotto, presidente del Museo dell'Automobile Bonfanti-Vimar, una delle due realtà espositive (l'altra è la sezione naturalistica del Museo Civico) destinate a trovare collocazione in quella vera e propria Isola che non c'è rappresentata dal soffertissimo progetto del complesso museale nell'area dell'ex monastero di S. Chiara, nonché ex caserma Cimberle Ferrari a Bassano del Grappa.
Perché in quella che appare ormai come la storia infinita di un cantiere meritorio del titolo di campione italiano di corsa a ostacoli, la “Galleria del Motorismo, Mobilità e Ingegno Veneto - Giannino Marzotto” - e cioè l'evoluzione del Museo dell'Automobile, dedicata a secoli di intelligenza e innovazione made in Veneto, da Marco Polo a oggi - è inserita nella parte del Polo Museale riferita al secondo stralcio del progetto, che deve attendere la travagliata conclusione del primo e che necessita dell'ulteriore investimento di 6,5 milioni di euro, di cui 3,5 circa per i due piani fuori terra dell'edificio che ospiterà la Galleria e altri 3 per la palazzina di accoglienza e servizi dell'intero complesso.
Il presidente del Museo dell'Automobile Bonfanti-Vimar Massimo Vallotto (foto Alessandro Tich)
Una seconda tranche che al momento è ancora da reperire e che si aggiunge agli 11,5 milioni già finanziati per il primo stralcio, di cui 10 messi a disposizione da Fondazione Cariverona, vincolati alla destinazione d'uso museale della struttura.
E un'autentica storia all'italiana: più si va avanti con lo stand-by del cantiere, che le Amministrazioni Cimatti e Poletto hanno ereditato controvoglia dall'Amministrazione Bizzotto, e più si insinua nel tessuto cittadino la discussione sulla reale utilità dell'operazione, alimentata anche da chi - sul profilo politico e sul profilo mediatico - sta battendo il chiodo perché nell'area, a costo di perdere automaticamente gli oltre 11 milioni già assegnati per il primo stralcio, trovi spazio il Teatro che Bassano non ha più. E questo perché, come sottolinea Vallotto, “abbiamo la sensazione che la potenza di questo progetto non sia stata ancora compresa completamente”.
“Il Polo Museale Santa Chiara è inequivocabilmente in una situazione critica, in parte oggettiva per il ritrovamento di reperti archeologici e per i tempi e le liturgie della Sovrintendenza e poi per la “mazzata” del fallimento della capofila - ci dice il presidente del Museo dell'Automobile -. Nel frattempo abbiamo chiesto all'Amministrazione di poterci confrontare. Le critiche al Polo Museale si concentrano sul fatto che sarà composto “da un'esposizione di animali impagliati” e “dalla collezione polverosa di auto vecchie che ricchi snob vogliono scaricare sui costi pubblici”. Non è così, se è vero che ci stiamo lavorando da 13 anni in continua dinamica evolutiva, e l'anteprima della “Galleria del Motorismo, Mobilità e Ingegno Veneto” attualmente allestita nella sede del Museo a Romano d'Ezzelino è solo una decima parte di quello che andremmo ad esporre stabilmente a Bassano. Oltre a questo, uno spazio a Santa Chiara sarebbe dedicato alle mostre tematiche a rotazione, due all'anno, che già in passato hanno portato nel nostro Museo una media di 25-30.000 visitatori all'anno.”
Ma Vallotto punta il dito anche sul fatto che l'esposizione “sorella” del Museo Naturalistico, visto il progetto, sarà tutto fuorché una stantia e poco attrattiva vetrina di reperti.
“La parte di Storia Naturale - ci anticipa - sarà concepita come il MUSE di Trento. Parte da un nucleo, quello della collezione Luca che per legge deve essere esposta al pubblico, e da quello si aggancia sui temi dell'evoluzione dell'ambiente, e in particolare l'ambiente fluviale, e ti racconta le mutazioni naturalistiche nei secoli, quanto l'uomo abbia influito negativamente, quali sono i correttivi da apportare per mitigare questi effetti. Ambiente e ecologia nel senso alto del termine, presentati in modo multimediale, divulgativo e didattico.”
“Abbiamo quindi proposto agli amministratori comunali di Bassano - prosegue Vallotto - di approfondire insieme il potenziale di queste due realtà. Li invitiamo intanto a visitare l'anteprima della Galleria del Motorismo, Mobilitò e Ingegno Veneto al Museo dell'Automobile. Poi, sempre insieme, andiamo al MUSE: lì ci aspetta il direttore Michele Lanzinger, che racconterà il progetto e i risultati dei primi 16 mesi di vita del Museo delle Scienze di Trento. Organizzeremo un pulmino per la trasferta. Da parte degli amministratori è stata espressa la massima disponibilità per l'iniziativa.”
Il riferimento al Museo trentino non è casuale: “Stiamo preparando il terreno per l'incontro col MUSE, con il quale stiamo costruendo la sinergia di una prevista collaborazione per scambiare flussi turistici. Il MUSE, dal suo inizio, ha già registrato 700mila visitatori paganti - rimarca il presidente -. E questo non è un fuoco di paglia dovuto alla novità, ma un risultato del dinamismo propositivo del Museo, con continue mostre temporanee. Se a Bassano intercettassimo un quinto dei suoi visitatori, e fanno 140mila persone, raddoppieremmo la presenza di turisti nel bassanese, attirandoli nel centro storico. Sarebbe una leva poderosa. Stiamo inoltre intensificando i contatti per una sinergia parallela col MUVE, il sistema dei Musei Veneziani. L'obiettivo deve però integrarsi con le opportune azioni di marketing territoriale, e con una comunità preparata.”
Ergo: per il Polo Museale quale scenario può aprirsi?
“L'auspicio è che con cognizione di causa si faccia una valutazione “aziendale”, pro e contro, ragionata per capitoli, della sostenibilità totale dell'opera - afferma il nostro interlocutore -. Oggi, sull'argomento, manca un “crederci collettivo” e c'è inoltre scarsità di comunicazione nei processi partecipativi. Dopodiché i decisori eletti dovranno prendere una loro posizione che noi, come cittadini che ambiscono ad essere corretti, rispetteremo. A quel punto decideremo cosa fare.”
Nel caso in cui il progetto del Polo Museale venisse abbandonato, infatti, il Museo dell'Automobile Bonfanti-Vimar ha già pronto nel cassetto, necessariamente, il Piano B.
“A quel punto, se Santa Chiara non venisse sentita, voluta, capita, realizzata - specifica Vallotto -, il Museo dell'Automobile, con un patrimonio che è unico e tanti anni di ricerca di cui dobbiamo dire grazie a Nino Balestra, non potrà esprimere tutto il suo potenziale e sarà un vero peccato. E allora valuteremo delle proposte - che negli anni ci sono arrivate da più parti, e tutte non vicine al Bassanese - di uno spostamento in sede più adeguata. Proposte che recentemente sono state rinnovate sull'onda delle voci diffuse dai media sull'argomento.”
Morale della favola: prima di mollare eventualmente la presa, il Comune di Bassano deve compiere una approfondita ricognizione sul campo per accertare le reali potenzialità del Polo Museale, alla luce anche delle annunciate sinergie della componente privata con Trento e Venezia.
In caso contrario, con l'eventuale rinuncia dell'ente pubblico al completamento del progetto così come è stato concepito, la Galleria del Motorismo eccetera by Museo dell'Automobile emigrerà - non senza rimpianti, ma con la certezza di essere accolta a braccia aperte - verso altri lidi.
La questione, struca struca, è questa qui. Più Chiara di così...
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