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La Lega Nord e l'informazione

Il Carroccio bassanese evita deliberatamente di trasmettere i suoi comunicati stampa a Bassanonet. Ecco i perché della censura preventiva che ricorda pratiche in voga solo nei regimi totalitari

Pubblicato il 18-02-2012
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Se avete letto questa mattina un noto quotidiano locale o se avete visto qualche sera fa un noto telegiornale locale, sarete già informati dell'ultima iniziativa del gruppo consiliare della Lega Nord di Bassano del Grappa: un'interpellanza riguardante le condizioni di staticità del Ponte di Bassano.
Secondo i consiglieri del Carroccio il monumento ligneo necessita con urgenza di un collaudo a fronte dell'evidenza di “un anomalo andamento del piano stradale”, di “preoccupanti deviazioni nei montanti che sorreggono il tetto” e di “sensibili distacchi dei rivestimenti in marmo del piano di calpestio”.
Questa notizia, però, non la avete vista su Bassanonet, e a questo punto vi chiederete il perché. E il motivo ve lo spieghiamo noi: la Lega Nord di Bassano del Grappa ha escluso Bassanonet dalle testate destinatarie dei propri comunicati stampa.

Per essere chiari, quando parliamo di Lega Nord di Bassano ci riferiamo ai suoi tre esponenti più importanti: il segretario cittadino e capogruppo consiliare Luciano Todaro, il consigliere regionale e comunale Nicola Finco e l'europarlamentare Mara Bizzotto. Tre nomi che tra i mittenti dei messaggi “con richiesta di pubblicazione” indirizzati alla nostra redazione sono sistematicamente assenti.
Del solo Finco, raramente, “filtra” qualche comunicato trasmesso dall'ufficio stampa del gruppo Lega Nord del consiglio regionale. Ma è solo l'eccezione che conferma la regola.
Ovviamente noi sappiamo come e dove stanare le comunicazioni alla stampa e ai vari siti web di questi tre rappresentanti del popolo, e ci riserviamo la libertà di pubblicarle - come abbiamo sempre fatto - qualora riteniamo che affrontino argomenti di pubblico interesse. Ma non possiamo far finta di niente e chiudere gli occhi su questa anomalia ed è venuto il momento di renderla pubblica.
Perché si tratta di una rara e continuata forma di censura preventiva nei confronti di un organo di informazione che nel merito si potrà anche discutere, ma che nel metodo ricorda pratiche in voga solo nei regimi totalitari.
Quello che vi stiamo dicendo non è una nostra impressione, ma è quanto ci è stato direttamente confermato da uno dei tre esponenti leghisti sopra citati con il quale qualche giorno fa - con toni, peraltro, molto cordiali - abbiamo bevuto un caffè.
Nell'occasione, da noi stimolato sull'argomento, il rappresentante del Carroccio locale ha ammesso che i comunicati destinati alla stampa non vengono inviati a Bassanonet. Compreso il comunicato sul Ponte degli Alpini, che era stato trasmesso proprio in quella giornata alle testate locali, fatta eccezione per il nostro portale.
E il problema, a quanto pare, non è la nostra testata in quanto tale, i cui articoli sulla Lega - come asserito dal nostro interlocutore leghista - “sono apprezzati”.
Il vero problema è un altro: e cioè i commenti agli articoli in questione “postati” dai nostri utenti, che secondo i vertici della Lega bassanese conterrebbero toni e contenuti molto spesso sgraditi. E allora, piuttosto che “ricevere bastonate”, meglio risolvere la questione alla fonte e applicare il black-out dell'informazione nei nostri confronti.
Questi sono i fatti: a voi, che ci leggete, ogni altra considerazione.
Alla faccia della “missione” dei nostri rappresentanti eletti nelle istituzioni, con responsabilità pubbliche di cui devono rispondere a tutti gli elettori, che dovrebbero accettare la prima e fondamentale regola del gioco: quella di esporsi durante il loro mandato - e non solo al momento del voto - al giudizio della gente, per quanto sgradito e non allineato esso possa essere.
Secondo la Lega Nord di Bassano, come intitolato oggi dal Gazzettino, “Il Ponte degli Alpini scricchiola”. Ma ci permettiamo di invitare il Carroccio cittadino a fare attenzione: con la scelta di nascondersi preventivamente al confronto, può scricchiolare fortemente anche il consenso.

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