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Il signor G
Dalla diatriba politica tra Nicola Giangregorio (Fratelli d'Italia) e Roberto Gerin (Lega), la cartina di tornasole sul clima che si sta respirando a Bassano nei rapporti tra i due “alleati” di coalizione
Pubblicato il 18 feb 2021
Visto 3.125 volte
- Io mi chiamo G.
- Io mi chiamo G.
- No, non hai capito, sono io che mi chiamo G.
'Io mi chiamo G': Nicola Giangregorio e Roberto Gerin
- No, sei tu che non hai capito, mi chiamo G anch’io.
Inizia così il testo di “Io mi chiamo G”, celebre e classico monologo (anche se strutturato in forma di dialogo) del repertorio del sommo Giorgio Gaber. Si tratta di un brano in prosa che mette in contrapposizione due persone, e cioè i due “signor G”, in una discussione che genera un ping-pong di brillanti battute tra un uomo ricco e un uomo povero.
Anche noi, qui a Bassano, abbiamo una discussione tra i due “signor G” di casa nostra: Giangregorio e Gerin. Anzi, per l'esattezza: il portavoce del circolo di Bassano di Fratelli d'Italia Nicola Giangregorio e il segretario politico nonché capogruppo della Lega in consiglio comunale a Bassano Roberto Gerin. Solo che il ping-pong delle loro dichiarazioni è composto da battute assai meno brillanti e anzi contraddistinte dal livore della polemica politica, sorta interamente nell'alveo della coalizione di centrodestra.
Per capire quello che sta accadendo, basta leggere i miei articoli precedenti: nei giorni scorsi il signor G Giangregorio ha pesantemente attaccato l'amministrazione “alleata” del sindaco Pavan prendendo a pretesto la gestione del restauro del Ponte e ieri il signor G Gerin gli ha risposto per le rime.
Chiedo scusa alla memoria di Giorgio Gaber se ho accostato la sua elevata arte di autore e cantautore ai voli a bassa quota della politica bassanese. Ma tant'è: spero solo di non essermi preso una licenza giornalistica troppo ardita.
Anche perché, nel frattempo, il ping-pong a distanza tra i due “signor G” bassanesi continua. Oggi infatti Giangregorio ha trasmesso un nuovo comunicato stampa, questa volta di controreplica alla replica di Gerin. Per cui chiedo già in anticipo a Gerin, e anzi lo imploro, di non mandarmi in redazione la controreplica della controreplica.
Di storie infinite, in questo momento storico, non ne abbiamo bisogno.
Per la cronaca, nel comunicato odierno il portavoce comunale di FdI Bassano dichiara he “è la seconda volta che il segretario Gerin si nasconde, in modo alquanto malcelato, dietro a una mia presunta voglia di visibilità” e “dimenticando che a seguito delle nostre evidenze hanno licenziato l'assessore Tamara Bizzotto”. “Temo che per il segretario leghista - scrive Giangregorio - l'attività principale sia diventata quella di nascondere la polvere sotto il tappeto”. Cito e virgoletto queste dichiarazioni perché rappresentano la cartina di tornasole del clima che si sta respirando in questo momento nei rapporti tra i due “alleati” di coalizione. Poi l'esponente di Fratelli d'Italia ricorda l'interrogazione nell'ultimo consiglio comunale “promossa dai consiglieri della lista Pavan, a firma anche del consigliere in quota Fratelli d'Italia, riguardante il Ponte” e si chiede se ci siano “problemi di comunicazione anche tra stanza e stanza” o “se si soffre anche di miopia, tanto da non vedere quali sono i problemi della città” oppure “di udito, dato che non sono state ascoltate le richieste dei cittadini e dei consiglieri, con le conseguenti insoddisfazioni di entrambi, per le poco esaustive risposte o addirittura mancanti”.
“A tal riguardo - conclude la nota di Giangregorio - mi auguro che la prossima volta si preferisca cercare una migliore azione comunicativa e di dialogo, piuttosto che affannarsi con risposte piccate e scontate, occupando meglio il proprio tempo, iniziando dal reperire le risorse necessarie al risarcimento di coloro che hanno subito danni economici, a causa della repentina chiusura del Ponte per il weekend di San Valentino.”
È proprio vero: All You Need is Love.
Conclusa l'incombenza di riportare questa nuova puntata della G-novela, è il momento di aggiungere alcune considerazioni. Partiamo innanzitutto da Gerin: ancora una volta, di fronte alle critiche rivolte all'amministrazione Pavan (è capitato anche col capogruppo di opposizione Angelo Vernillo), la replica a nome dell'amministrazione stessa è partita dalla sua casella di posta elettronica e da un comunicato a sua unica firma.
Cioè a dire: è il capogruppo della Lega la figura preposta a tutelare gli interessi politici del governo cittadino. La qual cosa conferma nuovamente, se mai ce ne fosse bisogno, la predominanza leghista all'interno della compagine di maggioranza a Bassano, relegando tutti gli altri al ruolo di silenti comprimari. L'ho già scritto più volte e lo ribadisco anche in questa occasione.
Più complessa, invece, è la posizione di Giangregorio. Perché oggi non è chiaro se il portavoce comunale di FdI Bassano stia parlando come Fratello d'Italia oppure come figlio unico. I circoli in provincia di Vicenza del partito della Meloni, circolo di Bassano del Grappa compreso, sono infatti in fase di transizione. L'esito nel Vicentino delle elezioni regionali dello scorso settembre, che ha visto il trionfo dell'ala-Donazzan rispetto all'ala-Berlato, ha sparigliato totalmente le carte. Si sta attendendo la nomina del nuovo coordinatore provinciale di FdI, che potrebbe portare al ricambio degli attuali vertici di molti circoli comunali, espressione di quella corrente Berlato-Forte che oggettivamente risulta essere oggi meno forte di prima. Giangregorio fa parte di questi nomi a rischio e, di certo, ne è pienamente cosciente.
Oggi Fratelli d'Italia a Bassano è un veicolo a motore ibrido. Dall'esterno svolge il ruolo di vedetta politica e bacchetta, spesso e volentieri, l'amministrazione di centrodestra. Dall'interno annovera invece la presenza in consiglio comunale del suo iscritto Gianluca Pietrosante, arrivato a Palazzo da circa tre mesi e fino ad oggi soldato fedele, nonostante l'interrogazione sul Ponte firmata assieme agli altri tre consiglieri del gruppo #Pavan Sindaco, della causa del governo comunale.
L'osservatore politico non può tuttavia sottacere il fatto che fino a un certo punto - e cioè fino a circa la metà del 2020 - i comunicati stampa di Fratelli d'Italia Bassano, tutti fortemente critici nei confronti dell'amministrazione Pavan e prevalentemente dedicati ai temi della cultura, erano in buona parte firmati in accoppiata da Nicola Giangregorio e Gianluca Pietrosante. Binomio che poi si è “scisso” molto prima della nomina del secondo in consiglio comunale. C'è stato poi il recente precedente della proposta di Giangregorio a nome di Fratelli d'Italia di nominare una via di Bassano a Fabrizio Quattrocchi, la guardia di sicurezza rapita ed uccisa in Iraq nel 2004, specificando di avere “consegnato al consigliere Gianluca Pietrosante la mozione da presentare e discutere al primo consiglio comunale utile”. Dichiarazione sconfessata il giorno stesso da Pietrosante medesimo, che ha dichiarato a sua volta di “essere stato tirato in ballo a sua insaputa” nel tentativo “di strumentalizzare la sua persona”. Quell'episodio legato alla presunta “mozione Quattrocchi” non ha avuto più seguito, almeno sul piano mediatico.
Ma i “Fratelli Divisi”, come intitolavo l'articolo sulla replica di Pietrosante a Giangregorio, oggi sembrano essere più divisi che mai.
In conclusione, abbiamo da una parte una Lega che fa la voce grossa lasciando senza voce tutti gli altri gruppi di maggioranza e, dall'altra, un circolo di Fratelli d'Italia che alza la voce rischiando di diffondere i lamenti di una voce solista.
È questo il succo della diatriba in corso tra i due “signor G” di casa nostra. Ed è anche un episodio sintomatico di questa nuova era di presunto cambiamento rispetto all'era della precedente amministrazione, quando l'unica citazione dal repertorio di Giorgio Gaber poteva essere: “Ma per fortuna che c'è il Riccardo”.
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