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Aria di fronda
La sezione di Bassano di Italia Nostra scrive una lettera aperta all'Amministrazione comunale invitandola a “fermarsi a riflettere” sul destino degli alberi di viale Scalabrini e sulla necessità di tutelare il patrimonio verde della città
Pubblicato il 18 feb 2015
Visto 3.997 volte
La sezione di Bassano del Grappa dell'Associazione Italia Nostra trasmette una lettera aperta - diffusa per conoscenza anche alle redazioni - all'Amministrazione comunale di Bassano del Grappa. Oggetto della missiva: la tutela del paesaggio urbano in considerazione del mantenimento e dello sviluppo del patrimonio verde, per dare priorità “ad una nuova idea della città che consideri il verde come cultura e valore da salvare, incrementare e trasmettere non solo un orpello estetico da sacrificare all’amministratore del momento”.
Spunto dell'intervento, l'annunciata decisione del governo cittadino di procedere al rifacimento di viale Scalabrini, con l'abbattimento dei due filari di platani lungo la strada - a seguito del verificato pericolo di crollo di alcuni alberi - per poter mantenere sul viale il doppio senso di circolazione:
Viale Scalabrini senza alberi, in una ricostruzione fotografica di Italia Nostra Bassano del Grappa
LETTERA APERTA
All'Amministrazione Comunale di Bassano del Grappa
Preg.mo Sig. Sindaco,
Preg.mi Assessori,
Guardando a questi ultimi anni Italia Nostra ha lanciato la campagna nazionale “Paesaggi sensibili “ per riaffermare, nel 60° anniversario della Costituzione, il proprio impegno in difesa del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della nazione che l’articolo 9 riconosce tra i fondamenti dell’identità del Paese, e a Bassano si è battuta con grandissimo impegno contro le “Torri Portoghesi” e a difesa del Brolo di Palazzo Bonaguro.
Recentemente abbiamo sensibilizzato amministratori e cittadini sul "Paesaggio urbano", considerato nella complessità della sua stratificazione, dai nuclei storici originari all’insediamento delle periferie sempre più dilatate nel territorio, che stentano però a diventare autonoma città moderna quando non si tratta di aree marginalizzate e residuali da abbandonare alla speculazione edilizia.
Cinquant’anni dopo la carta di Gubbio non possiamo dimenticare che i paesaggi urbani non sono fatti solo di pietre e di fisicità, ma anche di uomini vivi.
Gli uomini hanno bisogno di storia e di bellezza (perciò si vive meglio nel nucleo storico delle città, specie se a dimensione umana), ma anche di spazi in cui essere società: nei quali incontrare, scambiare, frequentare il vicino e il simile ma anche il lontano e il diverso, il forestiero.
L'Associazione non intende limitare la propria azione ed il proprio contributo ad un ambientalismo “estetico” che non risolve i problemi.
Intende piuttosto continuare a fare la sua azione di tutela del nostro patrimonio storico artistico e ambientale con il necessario concreto impegno a Bassano come nel resto d’Italia.
Diamo priorità ad una nuova idea della città che consideri il verde come cultura e valore da salvare, incrementare e trasmettere non solo un orpello estetico da sacrificare all’amministratore del momento.
Chi ha tagliato gli alberi, nel recentissimo passato, oggi ha privato per 30 anni i cittadini di un bene fungibile.
Lasciare e curare gli alberi in città sono gesti d’amore, ma è anche un atto generoso che altri godranno dopo di noi: un gesto umile e semplice ma carico di fiducia nel futuro.
Ma soprattutto non barattiamo il taglio degli alberi con false illusioni di piste ciclabili!
Piantiamo alberi, piantiamoli subito, piantiamoli assieme ai nostri figli e ai nostri nipoti in ogni angolo della città, lungo le strade e persino nelle piazze. La parola d’ordine è: creiamo spazi verdi, non distruggiamoli! Siamo arrivati al punto di non ritorno?
E allora tocca a noi bloccare questo scempio, a noi uomini che amiamo la terra perché in questa terra siamo sbocciati come fiori e cresciuti masticandola, gustandola, questa terra, siamo innamorati di lei, è parte integrante del nostro essere. Tocca a noi che siamo a diretto contatto con le piante, con gli animali, con la vita del terreno, con la natura in modo globale, col paesaggio.
Ma tocca anche a chi è nato e cresciuto in condominio studiare e capire la poesia e la concretezza del mondo naturale e unirsi a noi per invertire la rotta che ci porta a morte certa ed in poco tempo.
E’ per questo che si possono, si devono costruire itinerari botanici, passeggiate, che collegano i vari elementi della città, che penetrano nel costruito lungo fiumi, canali, strade, piste ciclabili e linee di trasporto e si aprono in giardini, parchi e spazi verdi ovunque ci sia terreno disponibile per godere momenti di serenità. Con la finalità di far convivere le esigenze di lavoro, produttività, mobilità, commercio, consumo che caratterizzano la nostra quotidianità, con le esigenze di vivibilità, cultura, salute, benessere che sono proprie del nostro essere. Itinerari studiati, cioè botanici e non “solo” verdi, perché le specie e varietà vanno scelte con cura e identificate, così chi li percorre entra ancor di più in contatto con questo paesaggio nuovo, grazie alla conoscenza delle piante e dei loro nomi.
Non crediamo proprio che un filare di platani, come era quello di viale Montegrappa, e adesso viale Scalabrini crei seri danni e molti più problemi rispetto al reale beneficio ambientale, naturalistico, estetico: il platano è una pianta ornamentale, non un arbusto come quelli che sono stati piantati sul cemento in viale Montegrappa!
Qualcuno ci può dire perché sono stati sostituite tutte le piante di Viale Venezia?
Quanti soldi pubblici sono stati spesi? C'erano i marciapiedi sconnessi?
Ed ancora, sappiamo bene che le strade medievali delle nostre città non sono adatte alle esigenze che la mobilità e la città dei giorni nostri richiede, ma non per questo oggi ci sogneremmo di "sventrare" (come si è fatto!) i centri storici per far posto a strade più larghe per far passare auto, mezzi pubblici, bici, motocarri pedoni, treni o navi!
Oggi siamo compiaciuti nel vedere la facciata del Monte di Pietà così col suo intonaco plastico nuovissimo, ma forse dimentichiamo che si è demolito quello antico preesistente!
Per avere case, città, strade, auto, bici, ferrovie, treni, ecc.. non occorre dire solo NO e vivere come gli uomini della pietra come raccoglitori o cacciatori, basta avere buon senso nelle scelte!
Forse a qualcuno piace il McDrive lungo la statale accanto all'ennesimo centro commerciale, ma troppo presto ci si dimentica che è stato costruito dopo aver abbattuto un edificio del 1700!
In questi anni si sono sempre fatti interventi urbanistici "isolati" e "scoordinati" ma soprattutto senza alcuna logica urbanistica e senza tenere presente il "bene comune", la città, il suo paesaggio il suo ambiente.
Dal punto di vista sanitario studi dell'OMS hanno dimostrato che gli alberi rimuovono grandi quantità di inquinamento aereo e migliorano la qualità dell’aria, e che l'asma nei bambini è molto inferiore in aree con maggior numero di alberi lungo le strade; piantare alberi in aree con elevato inquinamento, incroci, semafori, produce un proporzionale maggiore effetto di rimozione degli inquinanti, rispetto agli alberi nei giardini; le osservazioni sotto un singolo albero mostrano riduzione del PM10 del 20% nell’aria, e i maggiori benefici si ottengono con 2-3 file di alberi vicini.
Una recente ricerca ha analizzato l’impatto benefico del verde sulla vita della popolazione usando modelli matematici: 850 vite salvate all’anno, 600mila attacchi respiratori in meno, un risparmio sui costi di salute di circa 7 miliardi di €!
Rivolgiamo a Lei Signor Sindaco e alla Giunta Comunale un appello accorato.
Si stanno per prendere (o si sono già prese!) drastiche decisioni su Viale Scalabrini vicinissimo a siti di valore storico, artistico e ambientale che sono icone identificative della comunità bassanese.
Intervenire solamente sul Viale Scalabrini vorrebbe dire non avere per il futuro una soluzione precisa e adeguata per un'intera area (con tutte le implicazioni di viabilità, di arredo urbano, di attenzione alle piante e al verde), che comprende via Colbacchini (già c'è un progetto che andrebbe aggiornato in funzione di questo), l'area a parcheggio sotto la collina (è in atto la soluzione), la SS Trinità con il suo viale di cipressi (lo scempio viabilistico e paesaggistico è sotto gli occhi di tutti!), Angarano e il Brolo di palazzo Bonaguro, il Ponte e sue sponde.
Fermatevi a riflettere! Non guardate solo Viale Scalabrini, ma proporre e progettare un'area più vasta e così importante non riguarda solamente i residenti di una via o di un viale, riguarda tutta la comunità perché tutti ne trarranno beneficio.
Italia Nostra - Sezione di Bassano del Grappa
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