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Nove, si dimettono maggioranza e minoranza: cade l’amministrazione Rebellato
Scontro sul metodo di governo e sulla gestione dei servizi: il Comune verso il commissariamento e nuove elezioni
Pubblicato il 18 feb 2026
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Terremoto politico in Municipio a Nove. Nella giornata di lunedì 16 febbraio si sono dimessi quattro consiglieri di maggioranza e, a seguire, l’intero gruppo consiliare di minoranza “Per Nove Futura”.
Una scelta che di fatto determina la caduta dell’amministrazione guidata dal sindaco Luca Rebellato e apre la strada al commissariamento dell’ente in attesa di nuove elezioni.
La squadra amministrativa guidata dal sindaco Luca Rebellato in una foto ufficiale di mandato: le dimissioni incrociate di maggioranza e minoranza hanno chiuso anticipatamente l’esperienza di governo a Nove.
Le motivazioni alla base della crisi
I consiglieri di maggioranza Zanon, Termini, Pesavento e Carlesso parlano di una decisione «non improvvisa né irresponsabile», maturata – spiegano – dopo oltre due anni e mezzo di mandato segnati da «una profonda mancanza di fiducia» e da «un’evidente carenza di metodo democratico nella condivisione delle decisioni».
Nel comunicato diffuso, gli ormai ex consiglieri denunciano l’assenza di un reale confronto politico con il primo cittadino: proposte ignorate, provvedimenti presentati come già definiti e nessun coinvolgimento nelle scelte fondamentali per la comunità. Più volte, sostengono, sarebbe stato richiesto un cambio di metodo, anche attraverso un richiamo formale protocollato nelle settimane precedenti alle dimissioni, senza però ottenere riscontri concreti.
Rivendicano inoltre il peso elettorale del proprio gruppo, definito determinante per la vittoria della lista alle ultime amministrative, e accusano il sindaco di un progressivo accentramento decisionale che avrebbe svuotato il ruolo del Consiglio comunale.
La tempistica delle dimissioni – precisano – è stata valutata per consentire un rapido avvio dell’iter verso nuove elezioni, limitando il periodo di commissariamento.
Le criticità emerse nel Consiglio comunale
Poche ore dopo, anche il gruppo consiliare di minoranza “Per Nove Futura” ha annunciato le proprie dimissioni. I consiglieri Franco Bordignon, Fabio Zanardello, Anna Gnoato e Roberto Sguario parlano di una decisione «a lungo soppesata», maturata di fronte al «ripetersi di scelte e azioni contrarie al metodo democratico e al bene della comunità».
Tra le contestazioni sollevate: la mancata convocazione della conferenza dei capigruppo prima dei Consigli comunali, l’assenza di commissioni – in particolare quella urbanistica – fino a una mozione presentata dalla minoranza, il mancato rispetto dei tempi di consegna delle delibere e difficoltà nell’accesso agli atti.
Il gruppo denuncia inoltre un presunto immobilismo amministrativo, l’assenza di nuove opere pubbliche e una gestione ritenuta problematica di alcuni servizi, tra cui il centro ricreativo per adulti-anziani e la scuola dell’infanzia, il cui patrimonio netto – secondo quanto dichiarato – si sarebbe dimezzato in tre anni.
Critiche anche alla gestione del Segretario comunale, definito assente al di fuori delle sedute consiliari, e alla scelta del sindaco di nominare una figura fiduciaria di staff in un Comune sotto i 5 mila abitanti.
Lo scontro politico
In un ulteriore comunicato, “Per Nove Futura” respinge le dichiarazioni di sorpresa espresse dall’ex sindaco Rebellato rispetto alle dimissioni dell’opposizione.
«È la sua maggioranza ad essersi frantumata», afferma il gruppo, attribuendo la crisi al fallimento politico dell’amministrazione.
La caduta simultanea di maggioranza e minoranza certifica una frattura ormai insanabile all’interno del Consiglio comunale.
Ora la parola passa alla Prefettura, che dovrà nominare un commissario per la gestione ordinaria dell’ente fino alle prossime elezioni amministrative.
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