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Tutti casa e chiesa
Siglata la convenzione tra amministrazione comunale e Parrocchia di Santa Maria in Colle: la Chiesa di San Giovanni sarà utilizzabile dal Comune per 260 giorni all'anno. Il ruolo del vicesindaco Marin e le battute del sindaco Pavan
Pubblicato il 18 feb 2020
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Comune di Bassano tutto casa e chiesa. Non si tratta propriamente della famosa “Casa della musica” che l'amministrazione Pavan aveva predestinato in questo stesso luogo quale sede della Filarmonica Bassanese, con annessi sala prove e auditorium, dopo avere azzerato il progetto già approvato e finanziato a tale scopo dall'amministrazione Poletto nella sede del Vecchio Ospedale di viale delle Fosse. La “nuova” soluzione si è però rivelata impraticabile, per i problemi logistici e di inadeguatezza alle proprie necessità segnalati dalla Filarmonica Bassanese medesima. Niente “Casa della musica”, dunque. Ma la chiesa comunque c'è ed è ancora e sempre la Chiesa di San Giovanni.
La novità rispetto al recente passato è costituita dal fatto che per i prossimi 15 anni - e per 260 giorni all'anno - il centralissimo tempio della Parrocchia di Santa Maria in Colle, tuttora consacrato e aperto al culto dei fedeli, potrà essere utilizzato come sala polifunzionale per eventi e iniziative promossi dal Comune di Bassano del Grappa.
Sacro e profano che convivranno in reciproca armonia. Lo prevede una convenzione firmata dal vicesindaco e assessore comunale al Patrimonio Roberto Marin e dall'Arciprete Abate di Bassano del Grappa, nonché parroco di Santa Maria in Colle, don Andrea Guglielmi. Nell'ambito della convenzione viene inoltre stabilito un contributo di 150.000 euro del Comune alla Parrocchia per il co-finanziamento degli ultimi lavori da eseguire per l'adeguamento della Chiesa alle sue nuove necessità di “spazio pubblico” ad usufrutto del Comune, ma anche di luogo dedicato alla preghiera, e che riguardano il totale rifacimento dell'impiantistica: elettrica, termoidraulica e di insonorizzazione. L'accordo prevede anche l'intervento in quota parte dell'ente comunale alla copertura delle spese per le utenze e per la futura manutenzione ordinaria del tempio parrocchiale.
Da sin.: Stefano Ceccato, Roberto Marin, don Andrea Guglielmi, Elena Pavan (foto Alessandro Tich)
Il grande direttore d'orchestra che ha concertato l'operazione per conto dell'amministrazione comunale è appunto il vicesindaco Marin, che ha saputo trovare la quadra assieme all'Abate per uscire dal tunnel della destinazione d'uso civico del sacro edificio, dopo che l'ipotesi “Casa della musica” a San Giovanni era finita nell'archivio dei sogni irrealizzabili.
Per annunciare l'accordo raggiunto tra Parrocchia e Comune viene indetta a San Giovanni una conferenza stampa convocata da don Andrea Guglielmi, nella sua veste di “padrone di casa”. Nell'occasione partecipa anche il sindaco Elena Pavan, che nonostante il dialogo sospeso con la Parrocchia per il caso CdA della Fondazione Pirani Cremona, sprizza soddisfazione da tutti i pori ed è in vena di battute esilaranti.
Ad esempio quando don Andrea rimarca nel suo discorso le perduranti ristrettezze delle casse parrocchiali, la Pavan spiritosamente ribatte: “Abbiamo appena inaugurato l'OCC”.
Il riferimento è all'Organismo di Composizione della Crisi, lo sportello di aiuto inaugurato giovedì scorso nella sede del vecchio Tribunale di via Marinali per venire incontro alle esigenze di rientro dai debiti delle famiglie e degli imprenditori in difficoltà economica.
Ma il top del sindaco in versione Zelig viene raggiunto ancora all'inizio dell'incontro, quando la Pavan chiede sempre scherzosamente all'Arciprete Abate di Bassano del Grappa se sia possibile fare un “esorcismo” ad alcuni presenti e cioè ai giornalisti che sono cattivi con lei. La cosa mi inorgoglisce (tra gli “indemoniati” ci sono anch'io) anche se, per colpa delle cervicali, non riesco ancora a fare completamente il giro della testa.
Chiedo scusa al Parroco di Santa Maria in Colle per quest'ultima divagazione, ma del resto questa incredibile facezia pronunciata all'interno della Chiesa di San Giovanni non l'ho mica tirata fuori io.
Amenità a parte, basta varcare il portone di San Giovanni - che attualmente rimane aperto tutte le mattine per accogliere i fedeli - per capire intuitivamente di cosa la Chiesa ha ancora bisogno per diventare un luogo “accogliente” anche dal punto di vista delle dotazioni tecniche e logistiche. Mentre è in corso l'incontro coi giornalisti, la fredda e umida temperatura interna consiglia di non svestire i cappotti, mentre varie chiazze di condensa sono ben visibili sul pavimento. L'acustica inoltre è quella che è. E per udire nettamente le parole pronunciate dalle file dei banchi sarebbe utile munirsi di un apparecchio dell'Amplifon. C'è dunque da mettere mano a tutte le carenze impiantistiche e strutturali senza l'adeguamento delle quali una sala polifunzionale non avrebbe motivo di esistere. Ed è proprio questo l'obiettivo dei lavori che partiranno a breve, per una spesa complessiva stimata in 304.000 euro. Di questi, 150.000 saranno attinti dal già citato contributo del Comune di Bassano. Altri 100.000 euro sono stati ottenuti dalla Parrocchia grazie a un finanziamento della CEI, Conferenza Episcopale Italiana. I rimanenti 54.000 euro sono infine disponibili alle casse parrocchiali grazie alla generosità dei privati.
Sarà l'ultimo intervento, in ordine cronologico, dell'opera di restauro e manutenzione straordinaria della Chiesa di San Giovanni iniziata ancora nel 2009 e proseguita in vari stralci per una spesa complessiva di 1.142.620 euro, coperta in parte da finanziamenti pubblici (638.128 euro) e da un contributo di Fondazione Cariverona (160.000 euro).
Il resto è stato interamente a carico della Parrocchia con il contributo della comunità.
Si aggiungono adesso gli ultimi 304.000 eurini per concludere definitivamente il recupero della Chiesa che venne ricostruita nella seconda metà del XVII secolo - nel suo attuale e insolito assetto architettonico con la facciata “laterale” - dall'architetto bassanese Giovanni Miazzi. A sovrintendere ai lavori di rifacimento dell'impiantistica, per conto della committenza, sarà l'ing. Stefano Ceccato, referente tecnico e componente del Consiglio per gli Affari Economici della Parrocchia di Santa Maria in Colle. L'auspicio dichiarato è che l'intervento possa essere concluso entro la fine del 2020.
San Giovanni rimarrà comunque primariamente un luogo di culto e di preghiera, anche se più volte, negli ultimi anni, è già stata anche la sede di mostre e di incontri culturali.
“Questo - sottolinea don Guglielmi - è un luogo particolarmente caro ai bassanesi, soprattutto di una certa età, che entrano ogni mattina quando apriamo le porte.”
La copertura della spesa per l'intervento in progetto consente quindi di pensare in anticipo ai nuovi impegni economici che incombono a medio termine sulle casse parrocchiali.
“Il Centro Giovanile - annuncia l'Abate - nei prossimi anni richiederà degli sforzi importantissimi di riqualificazione urbanistica.”
Ritornando sul fronte laico, arriva immancabile il fatidico momento degli Alleluia degli amministratori comunali.
“Il progetto di valorizzazione di questa Chiesa nel cuore del centro storico è un'opportunità bellissima - afferma il sindaco Elena Pavan -. La Chiesa si va a riempire di vita e arricchisce l'offerta culturale della nostra città. Aprire queste porte alla vita è una cosa che ci fa essere molto fieri.” “Con il recupero di San Giovanni - dichiara il vicesindaco Roberto Marin - riconsegniamo un pezzo di città ai bassanesi, grazie all'ottimo rapporto di collaborazione con la Parrocchia.” “Una collaborazione - aggiunge Herbert von Marin, orchestratore dell'operazione - da estendere insieme sull'utilizzo dello spazio.”
Già, l'utilizzo. Che cosa si pensa di fare all'interno della Chiesa, una volta riadeguata negli impianti, disponibile all'uso civico per 260 giorni all'anno? “C'è una prima ipotesi di lavoro per organizzarvi una serie di eventi - spiega il vicesindaco -. Conferenze, incontri, mostre, eventi musicali, anche eventi legati al turismo. L'idea è quella del pluriutilizzo e della multifunzione, tenendo conto che ci troviamo all'interno di una Chiesa consacrata.”
Le manifestazioni che saranno proposte a San Giovanni, cioè, saranno comunque in linea con la destinazione dell'edificio che non tollera trasgressioni, per così dire, antireligiose.
E così la Chiesa di Piazza Libertà si trasformerà in auditorium, sala conferenze o sala mostre a seconda dell'evento in cartellone. Rimane ancora in fieri l'aspetto dell'allestimento e degli arredi interni della futura sala “multitasking” all'interno di un bene storico vincolato dalla Soprintendenza, ma le due controparti rimandano la questione ad un momento successivo, fiduciose che anche in questo caso la soluzione verrà trovata.
Si passa quindi alle domande dei cronisti, seduti sui banchi della Chiesa, per captare distintamente le quali, tra dispersione acustica ed eco, servirebbe appunto l'apparecchio dell'Amplifon. “Questa è dunque la nuova Casa della musica?”, chiede un giornalista birichino agli amministratori comunali, visto che il sacro edificio ospiterà anche degli eventi musicali. “Questa è la Chiesa di San Giovanni”, risponde il sindaco Pavan.
La conferenza stampa è finita, andate in pace.
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