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Ebbene sì. C’è Il Grande Fratello, ma c’è anche La Grande Sorella.
E in Veneto e a Bassano del Grappa, nell’animato reality show degli equilibri interni al centrodestra per il doppio voto europeo ed amministrativo di giugno, all’interno di Fratelli d’Italia tutto ruota attorno a lei: Elena Donazzan.
Segni particolari: assessore regionale del Veneto alla Formazione, Istruzione e Lavoro e sicura candidata di FdI nel collegio Nordest, con forte probabilità di essere eletta, alle prossime elezioni europee.
Elena Donazzan, sul lato sinistro della foto e di fianco al ministro Adolfo Urso, alla cena del 9 febbraio a Verona (foto da Facebook/Adolfo Urso)
Ma anche, come vedremo di seguito, attiva eminenza grigia dietro alle grandi manovre per tentare di imporre il timbro di Fratelli d’Italia al candidato sindaco della coalizione di centrodestra a Bassano del Grappa.
Nulla di trascendentale: la Donazzan fa il suo mestiere, che è quello della politica.
E in questo momento può approfittare di una congiunzione astrale molto favorevole, col suo partito dato ancora in ottima salute negli euro-sondaggi e con la schiacciante vittoria della sua corrente ai congressi provinciali di Fratelli d’Italia dello scorso dicembre in Veneto, compresa Vicenza che ha incoronato come coordinatore provinciale il suo delfino politico, nonché deputato alla Camera, Silvio Giovine.
Quando parliamo di “sua corrente” all’interno di FdI, dobbiamo in realtà specificare che si tratta della cosiddetta corrente Donazzan-Urso, ovvero della componente che fa capo all’assessore regionale del Veneto e al ministro delle Imprese e del Made in Italy, il padovano Adolfo Urso.
Ed è proprio da questi due nomi che dobbiamo partire per capire due o tre cosette in vista del doppio appuntamento con le urne, per il Parlamento Europeo e per il nuovo sindaco di Bassano del Grappa.
Venerdì scorso 9 febbraio il ministro Urso, a seguito di un incontro con gli industriali a Villafranca, si è incontrato a cena a Verona con i big del suo partito nel Veneto.
Un incontro conviviale riservato a cui hanno preso parte, oltre ovviamente ad Elena Donazzan, parlamentari, consiglieri regionali e presidenti provinciali.
Alla cena si riferisce la foto che vedete pubblicata sopra.
La Donazzan è seduta accanto al ministro, in primo piano si nota il consigliere regionale Joe Formaggio, recentemente confluito nella sfera d’influenza donazzaniana, e tra i commensali non può mancare il coordinatore regionale di FdI Luca De Carlo, politicamente depotenziato dagli esiti dei congressi provinciali di dicembre, ma che è comunque la figura che rappresenta il partito al tavolo regionale (che si tiene a Roma) delle trattative per la distribuzione dei candidati sindaci di centrodestra nel Veneto e quindi anche a Bassano del Grappa.
Tra gli assenti giustificati: Silvio Giovine. Grande assente alla cena invece, perché non invitato “per una dimenticanza”, l’europarlamentare uscente di FdI Sergio Berlato, antagonista in Veneto della corrente Donazzan-Urso.
L’obiettivo della serata conviviale è stato quello di ricompattare il partito in Veneto una volta conclusa la stagione dei congressi provinciali, con tutte le divisioni interne correlate.
Il tutto in vista del doppio appuntamento dell’8 e 9 giugno, quando si voterà in contemporanea per il rinnovo di molte amministrazioni comunali e per il rinnovo del Parlamento Europeo.
Nel collegio Nordest, FdI punta a far eleggere almeno 5 o 6 eurodeputati e tra questi c’è anche il nome di Elena Donazzan. Dovrebbe ricandidarsi per Strasburgo anche Sergio Berlato, che ha sempre una consistente dote di voti da portare al partito.
Ne conseguirebbe un combattuto testa a testa tra Donazzan e Berlato, soprattutto in Provincia di Vicenza che rappresenta lo zoccolo duro dei rispettivi bacini elettorali.
Ma al netto della concorrenza interna di Berlato, alla cena di Verona è stata decretata la “Pax Ursiana”, nel nome della quale dipendono a cascata gli equilibri intestini del partito nella nostra Regione e anche i suoi destini, voto comunale compreso.
Ritorniamo adesso a Bassano del Grappa.
Non è certamente da oggi che Elena Donazzan lavora dietro le quinte per imporre la sua linea, in vista delle elezioni amministrative, in seno al partito e di conseguenza anche alla coalizione di centrodestra.
Come riportano fonti bene informate, dopo le dimissioni da vicesindaco di Roberto Marin e dopo la promozione a nuovo vicesindaco di Andrea Zonta nel settembre 2022, è stata lei a convincere Zonta ad iscriversi a Fratelli d’Italia.
Cosa che è puntualmente avvenuta nel marzo 2023, con la garanzia della nomina dello stesso Zonta a candidato sindaco di Bassano, in quota FdI, per la coalizione di centrodestra.
Si spiega così l’improvviso cambio di marcia dell’attuale vicesindaco, da un anno a questa parte, in termini di visibilità, comunicazione, presenzialismo, opere avviate o in via di realizzazione, tagli di nastro.
Alla base della asserita investitura di Zonta - anche se il suo nome, a tutela di eventuali “bruciature”, non è mai stato fatto pubblicamente - vi è l’assunto dell’asse politico provinciale Donazzan-Giovine, confermato a una riunione del Circolo cittadino del partito: a Bassano del Grappa il candidato sindaco del centrodestra dovrà essere e sarà di Fratelli d’Italia.
E adesso attenzione alle date.
Ai primi di febbraio era stato ipotizzato un pre-accordo tra i coordinatori dei partiti di centrodestra del Veneto che prevedeva a Bassano del Grappa una candidatura di coalizione in capo a FdI, concedendo in controparte alla Lega la candidatura per il sindaco di Rovigo.
Successivamente, al primo vertice a Roma del 7 febbraio, quello famoso del Comune di Bassano considerato “di seconda fascia”, era emersa l’inversione di marcia: Fratelli d’Italia (coordinatore Luca De Carlo) ha rivendicato la candidatura a sindaco di Rovigo e la Lega (coordinatore Alberto Stefani) quella di Bassano del Grappa, con Nicola Finco scalpitante ai blocchi di partenza.
Ma dopo la cena “pacificatrice” di FdI Veneto del 9 febbraio in quel di Verona, la prospettiva è cambiata ulteriormente.
Al secondo vertice romano del 13 febbraio, risoltosi ancora con un nulla di fatto, il coordinatore regionale De Carlo ha insistito per imporre nuovamente a Bassano del Grappa la candidatura di coalizione in capo a Fratelli d’Italia.
Un giro di vite che andrebbe interpretato, secondo una chiave di lettura interna al partito, quale favore politico ad Urso e conseguentemente alla Donazzan.
Ma sul fronte degli equilibri di partito non può esserci storia senza le relative complicanze.
Fino adesso, infatti, il nome speso da Fratelli d’Italia per Bassano del Grappa al tavolo regionale delle trattative elettorali è stato quello di Stefano Giunta, esponente della vecchia guardia della destra bassanese e già vicesindaco, molto vicino all’area dell’ex parlamentare vicentino ed attuale consigliere comunale di FdI a Vicenza Giorgio Conte. Il quale condivide con Giunta un solido passato politico in Alleanza Nazionale nell’ambito del PdL e quindi, quasi una quindicina di anni fa, all’interno della corrente di Generazione Italia e del movimento finiano Futuro e Libertà.
Non è il candidato sindaco voluto dalla Donazzan, ma nel caso di una sua investitura ufficiale l’assessore regionale potrebbe comunque dare la propria benedizione per far confluire a suo favore i consensi vicentini della corrente di Conte sulle schede del voto europeo.
Perché in politica, come ho già scritto, è possibile tutto e il contrario di tutto.
Per Elena Donazzan è questione prioritaria ottenere un grande risultato alle europee non solo per superare nelle preferenze l’avversario diretto Sergio Berlato ma anche e soprattutto per portare in cascina una quantità di consensi talmente pesante da poter aspirare, l’anno prossimo, alla candidatura della presidenza della Regione Veneto, sulla quale ha già espresso la propria disponibilità dopo la vittoria nei congressi provinciali.
Per raggiungere lo scopo deve “spaccare” anche a Bassano del Grappa e in questo senso diventa fondamentale e strategica una candidatura a sindaco del centrodestra in capo a Fratelli d’Italia, come da lei voluto e promesso, in modo tale che il partito in città conquisti il titolo della leadership di centrodestra e di conseguenza corra ancora più convintamente per lei per il voto europeo.
Se la candidatura a sindaco di coalizione andasse invece alla Lega - senza considerare l’ipotesi che Lega e Fratelli d’Italia corrano da soli al primo turno - la forza elettorale della Donazzan nel collegio Nordest non subirebbe chissà quali contraccolpi, ma certamente ciò andrebbe a scapito della sua credibilità almeno agli occhi dei meloniani in riva al Brenta.
Alla luce di tutto quanto esposto sopra, trova quindi una spiegazione ciò che ho già segnalato nel mio precedente articolo “Fuga da Alcatraz”.
Oggi è pervenuto in redazione un comunicato del Circolo di Fratelli d’Italia di Bassano del Grappa sul tema del centrodestra alle amministrative bassanesi, e in particolare della “fuga in avanti” di Forza Italia, ma il mittente della nota stampa non è Nicola Giangregorio, referente e portavoce del Circolo medesimo.
Il messaggio è stato trasmesso direttamente dall’ufficio stampa di Elena Donazzan.
Una circostanza che la dice lunga su chi oggi, per conto del partito della Meloni, ha in mano le redini della situazione in città.
Così è se vi pare: non solo le sorti del centrodestra di Bassano vengono discusse e decise fuori da Bassano, ma addirittura il segretario del Circolo di Bassano di Fratelli d’Italia viene “bypassato” dallo staff per la comunicazione dell’assessore regionale nel suo ruolo di portavoce e referente per la stampa cittadina.
Scusate se mi ripeto, ma ho visto cose che noi umani eccetera eccetera.
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