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Bassano chiede giustizia

Venerdì 7 ottobre mobilitazione pubblica per evitare la chiusura del Tribunale cittadino. Un incontro tra sindaci, ordini professionali e categorie economiche e un dibattito con la cittadinanza per fare fronte comune contro il temuto taglio

Pubblicato il 05-10-2011
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E' un po' come una chiamata alle armi. Sindaci del comprensorio, avvocati, presidenti degli ordini professionali, presidenti delle associazioni di categoria, amministratori pubblici: si ritroveranno tutti venerdì pomeriggio, 7 ottobre, nella sala Martinovich del Centro Giovanile per concordare nuove azioni finalizzate ad evitare la chiusura del Tribunale di Bassano del Grappa.
“Una scelta che, se effettivamente attuata - afferma una nota del Comune di Bassano - andrebbe tra le altre cose ad incidere pesantemente sull’economia locale a tutti i livelli.”
L’incontro per gli addetti ai lavori è fissato per le ore 17. Di seguito, alle 18.30, su iniziativa dell’Ordine degli Avvocati, sempre in sala Martinovich, è previsto un dibattito sul tema aperto alla cittadinanza.

E' mobilitazione a Bassano per salvare il Tribunale dalla scure del governo

La notizia della possibile chiusura del tribunale cittadino ricorre, ciclicamente, da anni. Ma questa volta - in nome dei tagli, dei risparmi e della conseguente riorganizzazione dei servizi dello Stato imposti dalla manovra finanziaria - appare una prospettiva molto probabile.
E poco importa, agli occhi del Ministero, se il bilancio economico della struttura giudiziaria bassanese risulta ampiamente in attivo.
Considerando infatti la gestione del Tribunale secondo criteri “aziendali”, l'esercizio annuale del palazzo di giustizia cittadino - grazie alla notevole litigiosità del nostro territorio, confermata anche dal consistente numero di studi legali presenti a Bassano - può vantare un ragguardevole utile: oltre 3 milioni e 300mila euro di introiti complessivi per l’Erario a fronte di 920mila euro di costi per l’amministrazione dello Stato.
Ma il criterio dei costi-benefici, evidentemente, non rientra nei parametri previsti per il mantenimento della struttura. Né tantomeno viene in aiuto il dato di fatto dell’efficienza dei procedimenti (anche se il termine “efficienza”, con la giustizia italiana, è sempre relativo) rispetto alla media regionale: 3 anni è la durata media di una causa a Bassano rispetto ai 6 del Tribunale di Vicenza.
Quello di Bassano, in definitiva, paga lo scotto di non essere un Tribunale di capoluogo di provincia e in quanto tale è inserito nell’elenco delle sedi giudiziarie prese di mira dalla scure della Finanziaria.
Una decisione che è ancora “nell’aria”, ma che necessita - qui e adesso - di una forte mobilitazione del territorio per fare in modo di salvare il salvabile prima che sia troppo tardi.
Bassano chiede giustizia: sempre in via Marinali, a pochi metri dall’attuale sede del Tribunale, c’è un’enorme scatola di cemento ancora in costruzione - destinata ad ospitare la futura “Cittadella della Giustizia” e già costata allo Stato oltre 12 milioni di euro - che in caso di soppressione della sede giudiziaria cittadina da parte dello Stato medesimo diventerebbe una gigantesca scatola vuota.
Sarebbe - almeno dalle nostre parti - la madre di tutti gli sprechi: uno scandalo da condannare in primo grado, e senza appello.

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