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Il clima politico
A proposito della mozione sulla Dichiarazione di Stato di Emergenza Climatica e Ambientale presentata ieri dalla minoranza e bocciata dalla maggioranza in consiglio comunale a Bassano
Pubblicato il 05 lug 2019
Visto 3.799 volte
Greta Thunberg? Non abita a Bassano. “Fridays for Future” è oramai un movimento mondiale, ma i Thursdays del consiglio comunale cittadino sono tutt'altra cosa.
Niente da fare per la mozione presentata in blocco ieri sera dalle minoranze di centrosinistra, con primo firmatario Oscar Mazzocchin di Bassano per Tutti, che impegnava il sindaco Elena Pavan (anzi “la sindaca”, come scritto nel testo della mozione e come contestato da qualcuno nel corso dei lavori consiliari) a dichiarare lo Stato di Emergenza Climatica e Ambientale per la Città di Bassano del Grappa.
Foto Alessandro Tich
Cito Greta Thunberg non a caso, dal momento che il documento delle opposizioni partiva proprio dal presupposto che “il 15 marzo scorso si è tenuto lo Sciopero Globale per il Futuro, giornata di mobilitazione mondiale contro i cambiamenti climatici, promossa dal movimento Fridays for Future” e che “il 24 maggio si è tenuto il secondo sciopero globale che ha visto nella nostra città mobilitarsi più di mille giovani studenti bassanesi”.
Da qui la constatazione che “per convertire ecologicamente la nostra società e la nostra economia occorre la partecipazione di tutti” e il conseguente monito che “ognuno di noi deve accettare di modificare alcune abitudini per doverle poi modificarle tutte, perché i cambiamenti climatici, se non debitamente affrontati, porteranno ad un mondo nuovo poco ospitale per tutti”.
Mazzocchin & C. hanno sottolineato nel testo che “l'Accordo di Parigi del 2015 sul clima, sottoscritto da 192 Nazioni, tra cui l'Italia, impegna tutti gli Enti Territoriali a porre in essere tutte le misure per contrastare il surriscaldamento del Pianeta”.
Impegnandoli, in particolare, a “intensificare i loro sforzi e sostenere le iniziative volte a ridurre le emissioni” e a “costruire resilienza (sic, NdR) e ridurre la vulnerabilità agli effetti negativi dei cambiamenti climatici”. E ocio a non tenere conto dei fattori di rischio ambientale, dal momento che “senza azioni immediate, concrete e risolutive, le emissioni di CO2 e degli altri gas climalteranti provocheranno un aumento della temperatura globale superiore ai 3 gradi centigradi entro il 2100, con effetti devastanti sull'ecosistema terrestre e sulla specie umana”. La mozione cita anche l'ultimo rapporto dell'IPCC (Intergovernment Panel of Climate Change) “secondo cui l'umanità ha tempo solo fino al 2030 per limitare l'incremento - pur sempre dannoso - di temperatura a 1,5 gradi, ed evitare danni irreversibili al pianeta”. Allegria.
Ne consegue la richiesta di impegnare “la sindaca” a dichiarare lo Stato di Emergenza Climatica e Ambientale per la nostra città e di impegnare la giunta “a continuare le iniziative già messe in atto dalla precedente Amministrazione” nonché “a predisporre entro 6 mesi ulteriori iniziative che vadano nella direzione delle considerazioni fatte sopra, in particolare per la riduzione delle emissioni e per l'introduzione di energie rinnovabili per incentivare il risparmio energetico nei settori della Pianificazione Urbana, nella Mobilità, negli edifici, nel riscaldamento e raffreddamento, sviluppando un progetto di Riforestazione Urbana condiviso con i cittadini”.
A parte alcune concessioni al linguaggio fumoso (“costruire resilienza”) e alle non sempre comprensibili nuove terminologie eco-friendly (“Riforestazione Urbana”, in questo senso, è un capolavoro: significa piantare migliaia di nuovi alberi per restituire verde e biodiversità ed è un'azione messa in atto già da vari enti come ad esempio i Comuni di Roma Capitale e di Padova), la mozione non propone tuttavia interventi campati in aria, sia pur essa anche “aria fritta” come ha contestato, sempre dal consiglio comunale, qualcun altro. Anzi, impegna sindaco e giunta ad istituire un “Tavolo permanente per l'ambiente e per i cambiamenti climatici” e all'intercettazione “di finanziamenti europei volti a sostenere progetti legati al contrasto dei cambiamenti climatici in ambito locale coinvolgendo gli altri Comuni del territorio”. Non solo: l'Amministrazione in toto (“sindaca, giunta e consiglio”) dovrebbe anche impegnarsi “a intensificare il coinvolgimento attivo di tutti i cittadini e di tutte le scuole di ogni ordine e grado nel processo di individuazione delle criticità ambientali e climatiche e della loro risoluzione” e “a farsi parte attiva presso il Governo e la Regione perché prendano provvedimenti analoghi”.
Insomma: Elena Thunberg, pensaci tu.
Presentando la mozione in anteprima la settimana scorsa in conferenza stampa, le minoranze promotrici (Bassano per Tutti, Bassano Passione Comune e Partito Democratico) avevano ricordato che la Dichiarazione di Emergenza Climatica ed Ambientale “è già stata adottata da 500 Comuni in Italia” e auspicato che il documento, visti i temi affrontati, “venga approvato all'unanimità”. E invece ieri sera, da parte della maggioranza, è stato rispedito al mittente.
Amministrazione comunale sorda alle emergenze del clima? Freddezza di Lega e alleati sul riscaldamento globale? Nuovi governanti restii “a continuare le iniziative già messe in atto dalla precedente Amministrazione”? Non sarà forse, parafrasando Giorgio Gaber, che l'Ecologia è di sinistra e il CO2 è di destra?
Niente di tutto ciò, a quanto pare.
“La mozione non è stata approvata - precisa oggi in un comunicato il sindaco Elena Pavan - non tanto per disinteresse da parte nostra, dato che è evidente a tutti che si tratta di tematiche molto importanti per noi e per il nostro futuro, e quindi assolutamente condivisibili, ma perché abbiamo ritenuto prematuro, in questo momento, approvare una mozione relativa ad un tema che merita il giusto approfondimento e già inserito nelle linee programmatiche che presenteremo al consiglio.”
“Stiamo lavorando per studiare azioni reali sulle quali impegnarci a livello locale - aggiunge il primo cittadino -. Non basta semplicemente approvare una mozione, è doveroso mettere in atto un piano di provvedimenti che siano utili e realizzabili.”
“Il clima e l’ambiente - conclude Pavan - sono argomenti universali, trasversali, ed è un dovere dell’Amministrazione agire a livello locale per contribuire ad affrontarli, partendo in particolare da un cambiamento culturale e di abitudini che deve riguardarci come persone e come comunità.”
Se ne riparlerà, dunque, in qualche giovedì dei prossimi consigli comunali, in sede di presentazione delle linee programmatiche e quindi di approvazione dei provvedimenti che l'Amministrazione Pavan riterrà di adottare per questa specifica tematica.
Thursdays for Future.
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