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Architettato ad arte
La presidente dell'Ordine degli Architetti della provincia di Vicenza Emanuela Pelloso replica all'architetto bassanese Pino Massarotto sulla questione Ponte, citando “notizie suscettibili di fraintendimenti che assecondano logiche politiche”
Pubblicato il 05 lug 2018
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Botta e risposta. L'Ordine degli Architetti della provincia di Vicenza ha pubblicato nella sezione “notizie” del proprio sito internet una lettera di replica all'architetto bassanese Pino Massarotto, coordinatore del Comitato Amici del Ponte Vecchio di Bassano e noto “oppositore” del progetto di restauro firmato dal prof. ing. Claudio Modena per la parte strutturale, dal prof. Giovanni Carbonara per la parte storico-conservativa e dall'arch. Viviana Bonato per la parte architettonica.
L'arch. Massarotto, a nome e per conto del Comitato da lui fondato e coordinato (di cui fanno parte anche l'ingegnere strutturista ed ex titolare d'impresa Alessandro Guarnieri; il professore ordinario di Tecnologia dell'Architettura presso lo IUAV Franco Laner; il geometra e responsabile del cantiere del Ponte del 1990 Fabio Pilati; l'architetto, storico del Ponte ed ex funzionario responsabile per il Centro Storico dell'Ufficio Urbanistica del Comune di Bassano Fabio Sbordone e il professore ordinario di Tecnica delle Costruzioni presso lo IUAV Enzo Siviero, tutti ritirati o pensionati), aveva trasmesso nei giorni scorsi una lettera di osservazioni alla presidente dell'Ordine provinciale arch. Emanuela Pelloso.
Spunto della comunicazione: l'accordo di collaborazione tra l'Ordine degli Architetti medesimo e l'Amministrazione comunale di Bassano del Grappa, intavolato lo scorso 14 giugno presso la sede della Soprintendenza di Verona, per quanto riguarda la scelta della pavimentazione e dell’illuminazione del Ponte degli Alpini.
No Tura, No Party. Foto Alessandro Tich
“Cara presidente - esordisce la lettera di Massarotto -, pur non essendo più iscritto sono rimasto molto sorpreso e amareggiato nel leggere sui giornali che il
mio Ordine, la neo presidente, il referente per Bassano e altri consiglieri si sono prestati a tener bordone alle sceneggiate di questa Amministrazione messe in essere per distrarre l'opinione pubblica dagli attuali e reali problemi che affliggono il nostro Ponte e per cercare un avallo al loro comportamento.”
“Mi sono chiesto - prosegue la missiva - se conoscete veramente la storia di questo progetto e le vicende degli ultimi tre anni e se vi siete chiesti perché dopo tre anni sono state fatte soltanto opere di puntellazione e non è stato ancora piantato un chiodo per restaurarlo o se vi siete accontentati dei racconti di sindaco e assessore.” “Vi siete chiesti - aggiunge l'architetto bassanese - se sia il momento di affrontare l’argomento della pavimentazione in legno, quando non si sa ancora se la reticolare d’impalcato possa essere istallata o no, e il tal caso tutto il progetto sarebbe da rivedere?”. Nella lettera Massarotto riporta anche alcune considerazioni del prof. Franco Laner che ribadisce tutta la sua contrarietà nei riguardi dell'iniziativa progettuale.
“Nel caso del Ponte - è un passo dell'intervento di Laner - dov'erano e dove sono ancora gli architetti per ciò che riguarda la conservazione del Bene? Forse non ci riguarda la conservazione dell'ideazione e concezione palladiana del Ponte, cancellata da un intervento a gamba tesa in nome di chi sa quale sicurezza strutturale e col tradimento della vera sostanza del Ponte?” “Il Gotha degli architetti veneti - incalza il docente universitario - decide dunque sull'illuminazione e la pavimentazione? Ovvero sull'epidermide! Sulla decorazione di un'opera di cui, oltretutto, non si vede l'alba.”
La risposta a Massarotto della presidente dell'Ordine arch. Emanuela Pelloso non si è fatta mancare ed è datata martedì 3 luglio. La referente provinciale della categoria professionale scrive all'interlocutore di “comprendere il suo sgomento” che tuttavia, a suo avviso, “è derivante da una sviante interpretazione dei fatti, poiché basato esclusivamente su quanto riportato dalla cronaca locale”.
“La questione relativa al restauro del Ponte di Bassano - chiarisce Pelloso - è stata più volte oggetto di discussione all'interno del Consiglio dell'Ordine che, è giusto ricordare, pur essendo stato rinnovato recentemente, ritiene opportuno muoversi in continuità e coerenza con il mandato precedente su questi temi.”
“Siamo stati coinvolti dagli architetti bassanesi - prosegue la presidente - in seguito all'affidamento di incarico per il restauro del Ponte verificando gli aspetti procedurali e rivendicando il nostro ruolo in un intervento così delicato e importante. Ma soprattutto il nostro atteggiamento si è rivolto all'approfondimento, partecipando direttamente ad incontri e a sopralluoghi in cantiere, e all'ascolto, valutando con interesse le diverse opinioni; il dibattito che ne è scaturito ha suggerito l'organizzazione di un importante Convegno sul Restauro tenutosi a Bassano nell'ottobre 2016 che a sua volta ha innescato una raccolta di progetti di restauro realizzati in Provincia.”
“Il Consiglio dell'Ordine - continua la risposta - ritiene infatti fondamentale scindere due diversi aspetti che riguardano ugualmente il ruolo dell'Ordine rispetto ai suoi iscritti: il primo è quello della tutela della professione e quindi le modalità di affidamento di incarico e la regolarità delle procedure, il secondo è quello riguardante l'aspetto culturale che si svolge con l'approfondimento dei temi, con la promozione di studi e dibattiti ma che non può necessariamente sfociare nel giudizio sulla bontà o meno di una soluzione progettuale proposta. L'incontro avvenuto a Verona rientra nel programma di questo mandato dell'Ordine che mira a consolidare le relazioni tra Ordine stesso e Amministrazioni Comunali nell'interesse dei nostri iscritti. Non si tratta quindi di “ascoltare un racconto” ma di dialogare costruendo un rapporto interlocutorio che possa essere costruttivo e proficuo.”
“L'oggetto dell'incontro con l'arch. Magani della Soprintendenza di Verona, avvenuto alla presenza mia, del sindaco e del vicesindaco di Bassano, di alcuni nostri consiglieri e della presidente della FOAV arch. Anna Buzzacchi - è il passaggio-chiave della risposta - non è stato quello della pavimentazione e dell'illuminazione del Ponte, quanto della metodologia di affidamento dei futuri incarichi riguardanti il Ponte stesso e non solo.”
“Ribadiamo - osserva ancora Pelloso - che non è nostro compito e nostro interesse dirimere le questioni relative a scelte progettuali e tanto meno ridurle a questioni meramente estetiche; il nostro ruolo è quello di rivendicare la conoscenza e le competenze per affrontare un progetto di restauro e di esigere l'attuazione di procedure corrette che garantiscano le figure in gioco.”
“La proposta di istituire una Commissione, composta da professionisti di provata esperienza - aggiunge la presidente -, rientra proprio in questa logica di sussidio e affiancamento al fine di garantire il miglior risultato finale nel rispetto di regole e procedure, commissione che non giudicherà alcun progetto, e che avrà carattere esclusivamente e meramente consultivo. L'Ordine quindi non “avvalla” alcun progetto, ma assume il ruolo che ha più volte rivendicato in questa vicenda e che ha dimostrato di poter sostenere organizzando un seminario che, mi si consenta, ha alzato il livello del dibattito, affrontando il tema del restauro in modo complesso e articolato.”
La lettera della presidente provinciale dell'Ordine degli Architetti Emanuela Pelloso si conclude quindi con un invito all'arch. Pino Massarotto, se ve ne fosse la necessità, “ad un incontro “de visu”, evitando di dare troppa credibilità a notizie suscettibili di fraintendimenti riportate da social o dalla cronaca locale, che assecondano logiche politiche alle quali siamo e vogliamo continuare ad essere estranei”.
Ed è a questo punto, egregi lettori, che sono costretto ad aggiungere alcune mie considerazioni. Per ben due volte, nella lettera di risposta, l'arch. Pelloso fa riferimento a “una sviante interpretazione dei fatti” basata “esclusivamente su quanto riportato dalla cronaca locale” e a “notizie suscettibili di fraintendimenti riportate da social o dalla cronaca locale, che assecondano logiche politiche...”.
Sui social non mi esprimo, rimango sulla cronaca locale. È incredibile come la rappresentante di un Ordine professionale arrivi a dichiarare una simile corbelleria.
E cioè che le notizie riportate dalle testate locali (parlo e rispondo, ovviamente, solo per Bassanonet) assecondino non meglio specificate “logiche politiche” tali per cui, se la notizia è scomoda oppure sgradita, è in qualche modo “pilotata” da qualche eminenza grigia di un determinato orientamento ideologico, in questo caso contrario all'attuale Amministrazione comunale bassanese. Questa sì, che è un'affermazione che porta a una “sviante interpretazione dei fatti”. Diamo pertanto il benvenuto anche alla presidente Pelloso nella già affollatissima setta di Dietrology.
Riguardo poi al fatto che le osservazioni di Massarotto sono basate “esclusivamente su quanto riportato dalla cronaca locale”, va aggiunto un ulteriore chiarimento.
Grazie proprio alla lettera della presidente dell'Ordine, veniamo a conoscenza che “l'oggetto dell'incontro con l'arch. Magani della Soprintendenza di Verona (...) non è stato quello della pavimentazione e dell'illuminazione del Ponte, quanto della metodologia di affidamento dei futuri incarichi riguardanti il Ponte stesso e non solo”. Illuminante.
Devo pertanto informare la presidente che dopo l'incontro alla soprintendenza di Verona, il Comune di Bassano del Grappa aveva trasmesso al riguardo un comunicato stampa alle redazioni. Titolo del comunicato: “Ponte degli Alpini - Stamattina in Soprintendenza a Verona un incontro sui temi della pavimentazione e dell'illuminazione” (www.bassanodelgrappa.gov.it/Comune/Ufficio-Stampa/Comunicati-stampa/Ponte-degli-Alpini-Stamattina-in-Soprintendenza-a-Verona-un-incontro-sui-temi-della-pavimentazione-e-dell-illuminazione).
“All'ordine del giorno - afferma la nota stampa in merito all'incontro - vi era la proposta di collaborazione, già espressa nei mesi scorsi da parte degli architetti vicentini e auspicata dalla Soprintendenza, per quanto riguarda la scelta della pavimentazione e dell’illuminazione del Ponte degli Alpini.” Nello stesso comunicato il sindaco Riccardo Poletto dichiarava che “nell'incontro abbiamo ragionato insieme sulla possibilità di costituire una commissione consultiva, della quale faranno parte - assieme ai tecnici comunali - rappresentanti dell’Ordine degli Architetti. Obiettivo è quello di individuare, all’interno di quanto previsto dal progetto, le migliori soluzioni estetiche relative alla pavimentazione e di valorizzazione del monumento dal punto di vista illuminotecnico”.
Ergo: la presidente degli architetti afferma che “l'oggetto dell'incontro (...) non è stato quello della pavimentazione e dell'illuminazione del Ponte, quanto della metodologia di affidamento dei futuri incarichi riguardanti il Ponte stesso e non solo”.
Mentre l'Amministrazione di Bassano afferma che “all'ordine del giorno vi era la proposta di collaborazione (...) per quanto riguarda la scelta della pavimentazione e dell’illuminazione del Ponte degli Alpini” e non fa il benché minimo accenno alla “metodologia di affidamento di futuri incarichi riguardanti il Ponte stesso e non solo.” Dunque se l'informazione sull'incontro di Verona è stata incompleta o, peggio ancora, “sviante”, è perché incompleta e semmai sviante è stata la comunicazione dell'Amministrazione comunale.
Continua pertanto, anche in questo frangente, la sequenza delle mezze verità della Pontenovela. Nel frattempo - parlando sempre per me stesso e sempre in onore ai rispettivi ruoli - ribadisco alla presidente Pelloso che quello che scrivo, sul Ponte o su qualsivoglia altro argomento, è il frutto di libero pensiero e non è architettato ad arte.
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