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Simply Marostica

Mick Hucknall, in concerto coi Simply Red, ammaliato dalla città degli Scacchi. Al Marostica Summer Festival un’altra serata sold out all’insegna del pop soul internazionale

Pubblicato il 05-07-2023
Visto 13.175 volte

“Che bel posto!”.
Sono le prime parole, in italiano, pronunciate da Mick Hucknall all’inizio del concerto dei Simply Red al Marostica Summer Festival.
E non penso siano state parole di circostanza.

Mick Hucknall sul palco di Marostica con i Simply Red (foto Marco Pettenuzzo)

Hucknall, il “rosso” dei Simply Red, frontman e cantante dalla voce inconfondibile del gruppo pop soul britannico sulla cresta dell’onda ormai da quarant’anni - sono nati nel 1983 e la loro prima hit mondiale, Money’s Too Tight (To Mention), è del 1985 -, parla la nostra lingua.
Da sempre amante dell’Italia, in passato ha investito una parte dei suoi schei (a proposito di “Money”) per acquistare una splendida proprietà a Taormina, ribattezzata villa “Il Cantante”, dove per anni ha trascorso i suoi momenti di relax e ha prodotto anche vino.
Robe da popstar britanniche, come Sting.
Che mister Simply Red abbia affermato che Marostica è un “bel posto”, è stata una cosa piacevole da sentire. Le band in tour si trovano ogni giorno in una città diversa e in un Paese diverso, vanno a dormire di hotel in hotel, affrontano una routine sempre uguale nonostante sia affrontata in luoghi differenti, all’inizio del concerto sono concentrate sulla performance da eseguire sul palco e c’è probabilmente poco spazio mentale per ammirare i paesaggi.
Ma la città di Marostica, con la visione della piazza degli Scacchi gremita di pubblico e attorniata dalle Mura scaligere col Castello Superiore illuminato, ha il suo perché.
Simply Marostica.

Il concerto dei Simply Red è l’ennesimo evento sold out del Marostica Summer Festival organizzato da DuePunti Eventi. 4500 spettatori.
“Tutto esaurito” come al concerto della serata precedente, quello degli Hollywood Vampires con Johnny Depp, Alice Cooper, Joe Perry & C., di cui al mio articolo “Johnny Guitar”.
Ma in quanto ad atmosfera generale, i due concerti si trovano agli antipodi.
La serata con Johnny Depp and Friends è stata all’insegna del più sfrenato “Rock’n’Rooool”, quello da manina col pollice aperto e l’indice e il mignolo all’insù nel segno delle corna.
Con i 6500 spettatori assiepati quasi totalmente in piedi, da cui la maggiore capienza rispetto al concerto della serata successiva.
E con tutti gli elementi visivi e se vogliamo anche comportamentali del caso: bandane, orecchini da pirata, muscoli in bella vista, birra alla spina spillata a decalitri sul posto da apposito chioschetto, trucchi pesanti, magliette rock, minigonne vertiginose, selfie selvaggio, assembramento totale (ebbene sì, la pandemia è ufficialmente finita) e danza libera.
Quello coi Simply Red è invece un evento dall’atmosfera totalmente “borghese”, quasi in sintonia con la musica raffinata degli artisti sul palco: tutti posti numerati a sedere, signore vestite con mise di circostanza, autorità sedute in prima fila e non mescolate in mezzo alla rock people come la sera prima, in un clima ovattato (ma solo all’inizio, perché poi gli applausi e i consensi si susseguiranno a raffica) da Teatro Ariston.
Sì al giusto godimento dello spettacolo musicale, dunque, ma senza eccedere.
Quando Mick Hucknall intona Sunrise, uno dei successi più “sensuali” del gruppo (vedasi il celebre video della canzone), una signora a pochi metri da me si alza in piedi per mettersi a ballare e nel giro di cinque secondi un addetto del personale di sala la invita cortesemente a rimettersi a sedere.
Evidentemente il sole può alzarsi (“Sunrise”) ma non il pubblico.

La scaletta del concerto, una delle sole cinque date italiane del gruppo, è una carrellata dei maggiori brani classici dei Simply Red, introdotta da Better With You che è la loro canzone del momento.
Un’occasione anche per riscoprire le tante hit, tutte famosissime, che la band britannica è riuscita a piazzare nelle classifiche internazionali nel corso della sua lunga carriera.
Ne cito solo qualcuna, oltre alla già citata Sunrise: Holding Back The Years, It’s Only Love, Stars, Come To My Aid, Ain’t That A Lot Of Love, Something Got Me Started, Fairground.
Il bandleader Mick è in gran forma: nonostante i 63 anni all’anagrafe, la sua voce potentemente soul, le sue abilità canore e la sua capacità di creare empatia col pubblico sono sempre le stesse.
Anche la band, dal punto di vista dell’esecuzione musicale, è di altissimo livello.
L’attuale formazione è nata nel 2003 ma tra gli artisti sul palco ce n’è uno, il sassofonista Ian Kirkham, che suona con i Simply sin dal lontano 1986.
Lo spettacolo va via liscio come l’olio, tutto un pop, swing and soul. Il pubblico apprezza e il gruppo fa di tutto per farsi apprezzare.
Manca ancora all’appello proprio Money’s Too Tight (To Mention), il primo successo che ha fatto conoscere al mondo Mick “il rosso” quando era ancora un ragazzo di 25 anni coi boccoli ramati sulla testa. Si spera che venga eseguito al momento dei bis.
Ma proprio nel momento dei bis, dei lampi cominciano a squarciare il cielo e si squarcia anche la magica atmosfera dell'evento musicale.
I Simply Red eseguono un solo brano, che non è Money ma l'altrettanto celebre If You Don't Know Me By Now. Poi se ne vanno senza neppure salutare, lasciando il pubblico per vari minuti in sospeso nella speranza di un loro ultimo rientro sul palco. L'unico momento stonato di un evento all'insegna delle sette note.
La scaletta dei brani eseguiti, consegnata alla stampa come da prassi, prevedeva tre pezzi per i bis. Nell’ordine: la già citata Money’s Too Tight (To Mention); Nutbush City Limits, cover-tributo del classico della grande Tina Turner da poco scomparsa e appunto If You Dont’Know Me By Now.
Ma qualcosa di imponderabile spinge la band ad eseguirne solo uno e a concludere la propria esibizione anzitempo.
Forse Hucknall ha un barometro in tasca, perché poco dopo cominciano a cadere le prime gocce che ben presto si trasformeranno in un intenso slavaio serale estivo.
L’improvvisa perturbazione si sta abbattendo sul territorio e anche Simply Marostica non fa eccezione: i 4500 spettatori escono dalla piazza e vanno a riprendersi le auto per tornare a casa sotto un God of Water (“Dio de Aqua”, come da inglese maccheronicamente tradotto dal veneto).
Dalla pioggia di applausi si è passati alla pioggia vera: ma è stata un’altra serata da ricordare.
Anche se molti la ricorderanno per la sua brusca conclusione, non compresa nel prezzo del biglietto.

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