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Nasce l'associazione Bassano Viva, ovvero la “Casa degli Innovatori”. La sua missione: “Condividere e promuovere la cultura dell'innovazione sul territorio bassanese”. Target dichiarato del neonato sodalizio: i giovani e gli under 35

Pubblicato il 05-07-2013
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Il suo nome sarebbe perfetto per una lista civica: Bassano Viva.
Ma l'associazione culturale fondata in questi giorni da dieci giovani professionisti, in gran parte operanti nel settore della comunicazione - età media, 35 anni - non è niente di tutto ciò. La sua missione, infatti, è quella di “Casa degli Innovatori”: ovvero - come recita il manifesto del neonato sodalizio - “un laboratorio attivo e una piattaforma d'incontro per tutti gli innovatori bassanesi e in generale del nordest: area ad altra concentrazione di talenti ed eccellenze che operano ogni giorno nel proprio settore con creatività e spirito di innovazione.”
Insomma: un collettore di idee innovative sulle tematiche che coinvolgono la nostra vita quotidiana (economia, ecologia, tecnologia, cultura e società) che saranno diffuse, condivise e messe in rete sul sito web bassanoviva.it e tramite i social network, e presentate periodicamente alla cittadinanza con incontri pubblici, dibattiti e eventi.

I soci fondatori di Bassano Viva presenti alla conferenza stampa di presentazione all'Urban Center (foto Alessandro Tich)

A cominciare da venerdì prossimo 12 luglio, quando al Caffè dei Libri in vicolo Gamba in città, alle ore 21, interverrà il direttore generale del VEGA - Parco Scientifico e Tecnologico di Venezia Michele Vianello, che presenterà la sua ultima pubblicazione “Smart Cities. Gestire la complessità urbana nell'era di internet.” “Un momento speciale per tutta la cittadinanza - commentano i promotori dell'associazione - per confrontarsi e riflettere sui temi proposti da chi cerca di formare, in modo strutturato, una nuova generazione di innovatori dei territori urbani.”
La conferenza stampa di presentazione di Bassano Viva si svolge - non a caso - all'Urban Center, la grande idea incompiuta della nostra città. Uno spazio tanto potenzialmente strategico quanto tristemente sottoutilizzato, che i fondatori di Bassano Viva (Tammaro Barra, Roberto Campagnolo, il presidente Giovanni Cunico, il segretario e tesoriere Michele Faggion, Antonio Fiorese, Denis Foffano, Stefano Mocellin, Martina Remonato, Morena Stocchero, Barbara Zanetti) si propongono di coinvolgere tra le sedi di primo piano delle proprie iniziative. Le quali, a detta degli stessi promotori dell'associazione, intendono dare “molta concretezza attorno a un'idea digitale”.
“La situazione socioeconomica si è fermata, ma sappiamo che c'è una Bassano che funziona - afferma il presidente Giovanni Cunico -. Ci proponiamo con la logica di una start up, per andare a diffondere la cultura dell'innovazione, sociale, culturale e politica. La nostra è una piattaforma dove si fa cultura dell'innovazione. Nel nostro sito abbiamo la sezione “sostienici”, per richiamare nuovi soci e attivare una formula di found raising che ci permetta di promuovere eventi no profit come incontri pubblici e workshop.”
“Vogliamo fare entrare più giovani possibile, under 35 - aggiunge il socio fondatore Stefano Mocellin -, per ascoltare le loro idee e portare entusiasmo nelle cose pubbliche. Idee che non si rivolgono solo a Bassano, ma a tutto un territorio che ha dinamiche che si intersecano. Non siamo l'ennesima associazione culturale che si aggiunge alle altre già esistenti, ma vorremo anzi integrarci con le altre associazioni per diffondere anche le loro idee.”
“Saremo in contatto anche con i giovani bassanesi fuori da Bassano, che stanno vivendo esperienze innovative all'estero - sottolinea Cunico -. La Casa degli Innovatori è casa loro. Speriamo di infilarci nel dibattito pubblico per dare il nostro contributo, e per influenzarlo.”
Riusciranno i nostri eroi a proporre e a far accogliere le idee del “laboratorio di innovazione” alla cosiddetta classe dirigente locale, a cui ancora oggi - per la maggior parte dei suoi componenti - il fatto di confrontarsi con la gente sulle piattaforme web, di aprirsi alle novità che nascono dalla Rete e di rispondere alle sollecitazioni delle community digitali fa venire l'orticaria?

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