Attualità

“Sono e rimarrò un immigrato”

Riflettori su Kledi Kadiu, ballerino italo-albanese e star della trasmissione “Amici”, intervenuto a Bassano per parlare di integrazione. “Vent'anni fa la gente era più curiosa. Oggi c'è meno rispetto, comprensione e dialogo”

Pubblicato il 04 giu 2011
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Dal palcoscenico dorato di “Amici” a quello della Sala da Ponte di Bassano del Grappa per parlare della sua esperienza di immigrato. Immigrato speciale, aggiungiamo noi, visto che il suo viaggio della speranza in Italia gli ha portato - meritatamente, del resto - fama e denaro.
Kledi Kadiu - il ballerino albanese naturalizzato italiano che da pupillo di Maria De Filippi è diventato, tra le altre cose, anche ambasciatore dell'Unicef - risponde all'invito di “Dialogando” per partecipare al dibattito con i “campioni dell'integrazione”. Afferma che le immagini degli sbarchi che vediamo oggi in televisione “sono lo stesso scenario di vent'anni fa, al tempo della mia prima esperienza di clandestino in Italia.” Riassume velocemente le tappe delle sue peregrinazioni lungo lo Stivale, che lo portano a dichiarare “di conoscere tanti aspetti dell'Italia di ieri e di oggi.”
“Da artista - ammette - qualche privilegio ce l'hai, in confronto con la situazione dei miei connazionali negli anni '90. Oggi i tempi sono cambiati, e in peggio.”

Kledi Kadiu, tra i relatori di "Dialogando" (foto Alessandro Tich)

“Quando sono arrivato - prosegue Kledi - la gente era molto curiosa sul modo di vivere nel tuo Paese d'origine. Oggi c'è una barriera, è un momento difficile in Italia come in Europa e nel mondo. La gente è arretrata. C'è meno rispetto, comprensione e dialogo, tre aspetti che io ritengo fondamentali.”
“Come ambasciatore dell'Unicef - spiega al pubblico bassanese - sono appena rientrato dal Bangladesh. Di fronte a quello che ho visto in questi giorni a Dacca, il mio viaggio di tanti anni fa sembra una crociera di lusso. Oggi noi abbiamo troppa pigrizia, siamo addormentati nella ricerca, nei pensieri e negli stimoli rispetto ai valori che abbiamo e che stiamo perdendo.”
“La danza - aggiunge - è una pratica sportiva e come tale, quando la insegno ai ragazzi, deve trasmettere disciplina, rispetto e educazione. Valori che aiutano i ragazzi a fronteggiare le asperità della vita.”
“Oggi - sottolinea il ballerino Tv - ho la cittadinanza italiana, ma sono e rimarrò un immigrato. Come testimonial dell'Unicef mi batto soprattutto per la sensibilizzazione sui diritti della “seconda generazione” dei nuovi italiani. Hanno pensato a me, e da immigrato ho detto subito sì.”
Così parlò Kledi Kadiu. Prima che dallo stesso palco, in maniera del tutto inattesa, entrasse in polemica con l'assessore regionale Elena Donazzan. Ma di questo vi parliamo in un altro articolo.

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