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Mi sono Mozzo per niente
Marostica: rientra il caso del centro di accoglienza per immigrati a Crosara. Una PEC della Prefettura era stata effettivamente spedita al Comune, ma a Crosara non arriverà nessun migrante. Oggi il chiarimento del sindaco
Pubblicato il 18 lug 2025
Visto 10.505 volte
Caspita, mi sono Mozzo per niente.
Può ben dirlo il sindaco di Marostica Matteo Mozzo, che lo scorso 13 luglio - leggasi il nostro precedente articolo “Marostica Summer Immigrants” - si era letteralmente stracciato le vesti dopo aver appreso dalle voci di piazza (degli Scacchi) la notizia della prossima apertura nella frazione di Crosara di un centro di accoglienza per una quindicina di immigrati.
“Novità” di cui non era assolutamente a conoscenza, non risultandogli che in Comune siano pervenute comunicazioni ufficiali in merito, con conseguente e risentita espressione della sua “totale contrarietà e quella dell’intera amministrazione a questa ipotesi, che non è stata in alcun modo condivisa con il Comune né con il territorio” e con il monito che lui si opporrà “con determinazione a qualsiasi decisione calata dall’alto, che non tenga conto delle esigenze e del coinvolgimento della nostra comunità”. Anche perché, per il Mozzo furioso, “i cittadini di Marostica vengono prima di tutto”.
Il sindaco di Marostica Matteo Mozzo (archivio Bassanonet)
Ma ecco che oggi, all’improvviso, il caso si sgonfia come un palloncino di colore verde (ho già usato questa immagine in un altro articolo, ma mi piace).
Tra l’altro, proprio questa mattina era in programma una conferenza stampa a Marostica sugli ultimi sviluppi della vicenda, ma è stata annullata per l’indisponibilità del segretario comunale e rinviata a martedì 5 agosto.
E gli ultimi sviluppi sono questi, in sintesi: riguardo al centro di Crosara, gestito dalla Cooperativa “Un Segno di Pace”, nel mese di giugno era stata effettivamente trasmessa una PEC al Comune di Marostica da parte della Prefettura ma solo come informativa “interlocutoria”.
Cioè l’amministrazione comunale, per quanto si capisce da quello che leggerete di seguito, è stata informata (ma il sindaco il 13 luglio non lo sapeva ancora) dell’esistenza del centro ma anche del fatto che “non arriveranno migranti nella frazione di Crosara e nel Comune di Marostica”.
Come si intitola quella commedia di Shakespeare?
Ah, sì: “Molto rumore per nulla”.
Di seguito il comunicato stampa del sindaco Matteo Mozzo, che riprende pari pari il testo da lui stesso precedentemente postato nella pagina Facebook del Comune di Marostica:
COMUNICATO STAMPA DEL SINDACO DI MAROSTICA
Accoglienza migranti a Crosara - Chiarimenti e azioni dell’Amministrazione Comunale
In merito alla questione dell’arrivo di un gruppo di richiedenti asilo, nella frazione di Crosara, ritengo doveroso fornire alla cittadinanza alcuni chiarimenti ufficiali, possibili solo oggi dopo un incontro congiunto.
A seguito di verifiche interne, abbiamo constatato che, contrariamente a quanto verificato inizialmente e poi comunicato, una nota interlocutoria inviata dalla Prefettura di Vicenza era effettivamente pervenuta al Comune nel mese giugno, tramite posta certificata.
Purtroppo, tale comunicazione non è stata adeguatamente presa in visione dai nostri uffici a causa di un errore interno al sistema di gestione delle PEC in entrata.
Mi assumo pienamente la responsabilità dell’accaduto e assicuro ai cittadini che saranno presi immediati provvedimenti.
In particolare, è già in corso una revisione dei protocolli di gestione della corrispondenza istituzionale, e saranno stanziati investimenti mirati per garantire una maggiore efficienza, trasparenza e tempestività nella presa in carico delle comunicazioni ufficiali.
Desidero ringraziare Sua Eccellenza il Prefetto, Comm. Filippo Romano, per la disponibilità al dialogo e la collaborazione istituzionale dimostrata in questa circostanza, così come tutto il suo staff per la professionalità con cui stanno seguendo la vicenda.
In questi giorni come già annunciato non sono uscito con ulteriori comunicazioni fino al momento in cui non avevo un chiaro quadro della situazione in essere.
Ringrazio la Cooperativa “Un Segno di Pace” e il suo Cda il cui nome avevo omesso volontariamente, sapendo quanto lavoro era stato fatto in passato e continua a fare sul nostro territorio, nel gestire altre delicate e sempre crescenti casistiche sociali. Preciso che la cooperativa "Un segno di Pace" è solo proprietaria dell’immobile e non ha e non avrebbe avuto parte attiva nel processo di eventuale accoglienza.
Il 5 di Agosto verrà comunicato alla cittadinanza un progetto all’avanguardia pensato e proposto dall’amministrazione in collaborazione con la cooperativa “Un segno di Pace” sulla struttura di Crosara, di grande attinenza sociale e che servirà a risolvere molteplici criticità della nostra comunità.
Confermo quindi che non arriveranno migranti nella frazione di Crosara e nel Comune di Marostica.
Ma bisogna essere consapevoli che anche il nostro ente sarà chiamato in futuro come molti altri in caso di criticità a dovere attivare i protocolli Anci.
Cosa a cui l’Amministrazione non si è tirata indietro ma che VUOLE CO-GESTIRE e in questi giorni di emergenza abbiamo iniziato a studiare con i servizi sociali un piano completo e in linea con la normativa per un vero inserimento nel caso ci fosse necessità, utilizzando gli strumenti che abbiamo, partendo dall’insegnamento della lingua italiana con certificazione presso il CPIA di Valle San Floriano fortemente voluto da questa amministrazione e l’inserimento nel mondo del lavoro e volontariato mediante progettualità che stiamo già sviluppando con le aziende del territorio e che stanno dando ottimi risultati per i cittadini di Marostica italiani che ne stanno usufruendo.
Il sindaco
Matteo Mozzo
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