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Trasporto pubblico non di linea: mancano sempre più autisti. L’allarme del bassanese Nereo Cuman, segretario regionale Anitrav: “Non si fanno più patenti, il ministro ci ha risposto picche ma il Ministero dei Trasporti deve risolvere la questione”
Pubblicato il 12 lug 2025
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“Non parlare al conducente”.
Lo sappiamo bene, a patto però che ci sia il conducente.
Nel nostro Paese c’è infatti un mestiere che se non è in via di estinzione, si appresta ad esserlo: quello dell’autista di autobus, in particolare nel settore del trasporto pubblico non di linea anche se pure il trasporto delle corriere di linea sta soffrendo di carenza di personale.
Foto Alessandro Tich
L’allarme, che interessa l’intero quadro nazionale, viene lanciato a livello locale dal bassanese Nereo Cuman, titolare di un’azienda di trasporto persone con sede a Pove del Grappa, nella sua veste di segretario regionale veneto dell’Anitrav (Associazione Nazionale Imprese Traporto Viaggiatori) per le province di Vicenza, Verona, Rovigo e Belluno.
Dal punto di vista della richiesta di servizi le opportunità di lavoro al volante degli autobus certamente non mancano e il Nuovo Codice della Strada ha abbassato da 21 a 18 anni l’età per poter conseguire la patente D, che abilita alla guida di bus e mezzi pubblici.
Ma, a quanto pare, l’abbassamento della soglia di età non sta dando gli effetti sperati.
Nereo Cuman: riguardo alla questione degli autisti di autobus, dal suo punto di vista come rappresentante di categoria, la situazione com’è?
La situazione è semplicemente drammatica. Non ci sono più ricambi e le autoscuole non stanno facendo nuove patenti, in quanto l’obbligo di frequenza è di circa un anno, con 130 ore obbligatorie di scuola, per imparare le stesse cose che si imparano quando si fa la patente A. Vengono aggiunte le regole sul trasporto pubblico non di linea. È una cosa importante da sapere ma 130 ore sono eccessive, per arrivare a prendere la patente D. Poi nel momento in cui hai preso la patente D tu puoi guidare un bus, ma lo puoi guidare vuoto. Quindi devi fare il CQC.
Che cos’è il CQC?
CQC è il Certificato di Qualifica del Conducente, che genericamente viene anche chiamato “patente europea”. Il CQC serve per il trasporto pubblico, sia di persone che di cose conto terzi. Questo Certificato ci vuole perché se no il bus te lo guidi vuoto.
Però prima bisogna fare la patente D e apprendo da lei che non se ne fanno più…
Sì. Il problema non è solo del Veneto o di Bassano del Grappa ma il problema è a livello nazionale: non si fanno più patenti e non ci sono ricambi. Il nostro Codice della Strada dice che a 68 anni non si può più guidare un bus. Ma stiamo vedendo ancora gente che a 68 anni ha la qualità e le capacità per poter guidare questi mezzi. Abbiamo tentato con le associazioni di categoria di parlarne con la Commissione Trasporti, col ministro Salvini e col sottosegretario Rixi, e sembra che la questione non sia di loro pertinenza. Visto che non si fanno più patenti e abbiamo grosse difficoltà a coprire i servizi e a guidare i mezzi, la nostra richiesta era quella di concederci di portare il limite di età in Italia almeno a 70 anni. In considerazione anche del fatto che l’Italia dovrebbe essere in Europa, dove nella maggior parte degli Stati si guida gli autobus fino a che la commissione medica dà l’autorizzazione. In Italia no. In Italia è tutto più complicato.
E che risposta avete avuto?
Anche se il ministro ha il potere di cambiare il Codice della Strada, purtroppo la risposta che abbiamo avuto è stata “picche”. Abbiamo chiesto di metterci in condizioni di continuare a lavorare perché statisticamente noi delle associazioni di categoria abbiamo fatto una ricerca dalla quale emerge che fra quattro-cinque anni non ci saranno più autisti a livello nazionale. La dimostrazione l’abbiamo anche nel trasporto pubblico di linea: la grossa SVT, Società Vicentina Trasporti, è sotto numero di autisti in maniera incredibile. Quindi non è solo il problema della piccola ditta di Bassano del Grappa a cui manca uno o due autisti: a Vicenza ne mancano parecchie decine. E quindi non si riesce a coprire i servizi. In contropartita, quello che ha fatto arrabbiare le associazioni di categoria è che sembra che al Ministero dei Trasporti, nella figura del ministro Salvini, non gliene freghi assolutamente niente. Il problema suo è il Ponte sullo Stretto di Messina, che a noi può stare anche bene e anzi di Ponti di Messina ne può fare anche due, se vuole. Però deve metterci in condizioni di poter lavorare.
Davvero il settore è messo così male?
Così non ce la facciamo più. Non è che chiediamo la luna nel pozzo, chiediamo un aiuto perché fra qualche anno le macchine staranno ferme. C’è gente che ha pullman del valore di 4-500mila euro che non si muovono dalle rimesse perché non ci sono gli autisti.
Però chiedere di prolungare il permesso di guida da 68 a 70 anni rinvia solamente il problema di due anni…
È rinviato il problema di due anni, ma questo perché noi vogliamo sederci - e il ministro deve concedercelo, ma sembra che non voglia farlo - ad un tavolo di trattative con dei tecnici per poter trovare una soluzione che vada a cambiare la vecchia legge del 1992. Noi siamo disposti a farlo, non solo a parole, ma se quando ti siedi hai il pensiero da un’altra parte, vuol dire che il problema degli autotrasportatori e degli autisti non è un problema del Ministero dei Trasporti in Italia. Questo è quello che io posso dire palesemente perché continuiamo a ricevere picche alle nostre domande e siamo in una situazione molto preoccupante.
Lei con la sua azienda gestisce anche servizi di scuolabus. Il problema degli autisti ce l’ha anche lei?
Io sono piccolino. Io ho due linee scolastiche che gestisco da dieci anni, in appalto per due Comuni del comprensorio: Pove del Grappa e Solagna. Con molta probabilità io dovrò dismettere il servizio perché la linea di un Comune era gestita da un signore che ha compiuto i 68 anni e quindi chiaramente gli hanno declassato la patente, mentre la linea dell’altro Comune era in mano ad un ragazzo che si è licenziato per altri motivi. Ci troviamo quindi nella situazione che io ho fatto ricerche, anche tramite le agenzie interinali, ma non ci sono autisti.
Quindi, secondo lei, la responsabilità di questa situazione è principalmente del Ministero?
Certamente. Per me la responsabilità principale è del Ministero che con le associazioni di categoria deve risolvere questa questione. Ma una piccola parte di responsabilità è anche di molti ragazzi che a 18-20 anni non vogliono lavorare il sabato e la domenica. Nel nostro lavoro il sabato e la domenica invece si lavora. Anche nella mia azienda, facendo io anche Noleggio Con Conducente, il sabato e la domenica sono due giorni di lavoro. Poi, non per ultimo - e su questa cosa punto il dito contro i sindacati -, nessuno si sta interessando di rivedere il contratto nazionale di lavoro degli autisti. Il contratto è fermo da decenni e ci troviamo con una paga base di 1.200 euro al mese, per fare l’autista e con la responsabilità in capo all’autista. Allora a questo punto, piuttosto, uno va in fabbrica, preme un bottone e prende 1.400 euro al mese. Io ribadisco il fatto che il Ministero dei Trasporti non si sta interessando dei lavoratori del settore del trasporto pubblico non di linea e in generale anche dei colleghi degli autocarri.
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