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Vengo anch’io? No, tu no
Scoppia il caso politico del pranzo esclusivo e riservato col generale ed europarlamentare nonché vicesegretario federale della Lega Roberto Vannacci alla Bifrangi di Mussolente. Anche se la Lega territoriale…
Pubblicato il 16 lug 2025
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Da Jannacci a Vannacci.
Non avrei mai pensato di accostare il nome del grande cantautore milanese a quello del generale del mondo al contrario nonché europarlamentare della Lega per Salvini Premier, partito di cui è anche vicesegretario federale. Anche se tra i due cognomi c’è solo una lettera iniziale di differenza.
Il fatto è che “Vengo anch’io? No, tu no”, il titolo e il ritornello di quella che è probabilmente la più celebre canzone di Enzo Jannacci, riassume perfettamente i contenuti del caso politico scoppiato in queste ore nel Bassanese: il pranzo riservato ed esclusivo - e in quanto tale, con tante esclusioni a cominciare dalla stessa Lega - col generale Roberto Vannacci alla Bifrangi di Mussolente.
Il generale Roberto Vannacci (foto da Facebook / Roberto Vannacci)
La notizia è diventata di pubblico dominio grazie a un articolo pubblicato ieri da Arrigo Abalti nel suo blog di informazione Buongiorno Vicenza, che ha rivelato quello che per il promotore dell’incontro conviviale a porte chiuse, il fondatore e patron della Bifrangi Francesco Biasion, doveva essere un evento oscurato al resto del mondo.
Il pasto per pochi eletti (ma quanti siano esattamente è ancora un mistero alla Roberto Giacobbo) è in programma venerdì prossimo 18 luglio alle ore 12 alla Bifrangi, escluso ovviamente agli occhi indiscreti della stampa e delle Tv.
Secondo i riscontri dell’articolista sul “pranzo segreto del generale” l’invito è circolato “in forma riservatissima” per pochi nomi “tutti appartenenti a un microcosmo fatto di imprenditori, simpatizzanti e figure borderline tra l’economia e la politica”.
E, soprattutto, la grande esclusa al Pranzo Generale (sezione “No, tu no”) sarebbe proprio la Lega vicentina, rappresentante sul campo del partito di cui oggi Vannacci è il vice leader nazionale ma anche, al contempo, un’ingombrante personalità con cui dover fare i conti.
Esclusione che è stata confermata oggi sul Giornale di Vicenza dal segretario bassanese della Lega Andrea Viero che ha dichiarato testualmente al quotidiano:
“Dispiace che un personaggio di tale spessore venga nel nostro territorio e il suo staff non si premuri di avvertire le segreterie territoriali del nostro partito. Stiamo parlando del vicesegretario federale, per cui un contatto era quantomeno dovuto.”
Nel frattempo, l’articolo di Buongiorno Vicenza su quello che per il generale altro non è che un “normale pranzo” ha provocato la sarcastica replica di Vannacci, secondo il suo stile (“Arrigo Abalti, non si preoccupi: le manderò il menù e, se proprio insiste, anche il conto. Nel frattempo: buon appetito….ah no, mi dispiace, lei non è invitato”), al quale poi Abalti ha controreplicato con toni ugualmente taglienti.
Cari Abalti e Vannacci, grazie di esistere: avete rianimato l’estate politica del Bassanese e dintorni che - fatta eccezione per il sindaco di Marostica Mozzo col caso dell’ancora presunto centro di accoglienza per immigrati a Crosara - era caduta in un profondo letargo.
Ma adesso, per aggiornare e commentare la notizia secondo il suo stile, tocca a Bassanonet.
Colta in contropiede dalla diffusione della notizia del ciclone Vannacci che sta per abbattersi in casa propria, la Lega territoriale dell’area bassanese sta intanto cercando di correre ai ripari.
Un comunicato stampa ufficiale di chiarimento della questione dovrebbe essere trasmesso alle redazioni nelle prossime ore o nella giornata di domani.
Sembra che l’orientamento del fronte leghista locale sia quello di sgonfiare il caso mediatico su un appuntamento che era già conosciuto a chi doveva conoscerlo, per quanto non invitato a parteciparvi dal momento che, come specifica a Bassanonet il referente organizzativo della Lega dell’area bassanese Massimo Berton, “a casa sua ognuno invita chi vuole” e per il pranzo alla Bifrangi “è stato fatto un invito agli imprenditori e basta, non c’è la politica di mezzo.”
“Sapevamo di questo pranzo con l’onorevole Vannacci già da un mese - dichiara Berton -. Ed è in programma un incontro post pranzo con l’onorevole Vannacci da parte di referenti regionali, provinciali e territoriali della Lega per organizzare e calendarizzare un evento nell’area bassanese dopo l’estate, tra settembre e ottobre.”
Cosa che peraltro è stata confermata in anticipo e pari pari dallo stesso generale nella sua replica ad Abalti:
“La sezione territoriale della Lega era informata del mio arrivo ed è coinvolta in un incontro al fine di organizzare un evento nel Bassanese dopo l’estate.”
“Quindi è tutto nella norma - conclude Massimo Berton -. Non c’è niente di strano o di segreto. Si è voluto creare un caso che noi con molto piacere vogliamo ridimensionare e riportare alla realtà.”
Ara che ben: il clamore sull’esclusione dal pranzo ad invito con cotanto esponente politico e sul presunto silenzio della Lega starebbe per sgonfiarsi come un palloncino di colore verde.
Già, ma rimane aperta la domanda principale: che ci viene a fare l’eurodeputato e generale Roberto Vannacci alla Bifrangi di Mussolente?
Partiamo innanzitutto dal presupposto che un pranzo “riservato” come quello di Vannacci alla Bifrangi non è nulla di eccezionale: gli incontri a porte chiuse fra le lobby private e gli esponenti della politica che conta ci sono sempre stati.
È inutile fare gli ingenui o far finta di niente: potrà anche non piacere, ma fa parte delle regole non scritte del gioco del potere.
Anche perché, come afferma uno dei massimi assiomi della filosofia occidentale, gnanca el can move a coa par niente.
Sono incontri ravvicinati che generalmente mirano a promuovere e a favorire l’adozione di provvedimenti politici graditi ai portatori d’interesse e che possono anche portare al finanziamento (lecito) delle campagne elettorali dei politici in questione da parte degli stessi sostenitori privati.
Niente di nuovo sotto il sole misquilese.
Francesco Biasion, ovvero mister Bifrangi, è sempre stato un personaggio controcorrente e spesso anche scomodo nei confronti delle istituzioni e della burocrazia (chiedere conferma ai vari sindaci di Mussolente), disposto in passato persino a chiudere lo stabilimento di via Manzoni per trasferire la sua azienda definitivamente all’estero, e in questo senso si attaglia molto col generale “politicamente scorretto” del mondo al contrario.
Vannacci, al netto della sua immagine divisiva anche all’interno del suo stesso partito, vota in Europa e come vicesegretario della Lega ha pure voce in capitolo nella politica nazionale: invitarlo a pranzo assieme a una cerchia ristretta di imprenditori è una mossa tattica e soprattutto una scelta di campo.
Per l’europarlamentare leghista si tratta solamente della “normale attività di chi dialoga con le forze produttive del Paese”.
È meno normale invece, ed è anzi un chiaro segnale di sfiducia nei confronti dei referenti politici locali e regionali, che un’impresa del territorio affidi le proprie istanze e quelle di un selezionato pool di altri imprenditori a una figura emergente - per quanto discussa - della politica nazionale che sta studiando per diventare il nuovo uomo di punta della Lega per Salvini Premier.
Escludendo dall’appuntamento non solo la politica territoriale ma anche altri eventuali imprenditori potenzialmente interessati all’aggancio con l’eurogenerale.
Insomma: Vengo anch’io? No, tu no.
Ma perché? Perché no.
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