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Il sasso nello stagno viene lanciato da Bassano del Grappa, dove - presso gli Istituti Scalabrini - ha il suo ufficio padre Mauro Lazzarato, direttore dell'Ufficio Migrantes della Diocesi di Vicenza.
Interpellato dal “Giornale di Vicenza” in occasione della Festa dei Popoli, padre Mauro ha sottolineato come “il volto della nostra Diocesi, con la presenza di 94 mila immigrati residenti, dei quali 25 mila sono minorenni, è cambiato e diventa sempre più multiculturale, multietnico e multireligioso”. “Ecco perché - ha quindi affermato il responsabile dell'Ufficio Migrantes - è fondamentale trovare luoghi di culto per queste persone. Solo così si potrà fermare l'integralismo, di qualunque provenienza sia.”
“Per questo - ha aggiunto padre Mauro - è necessario creare strutture alla luce del sole dove le varie fedi si possano esprimere. Non possiamo far pregare gli stranieri negli scantinati piuttosto che per strada come è accaduto a Treviso. E non possiamo nemmeno dire no ad altre moschee. Ora il dibattito riguarda Torino, un giorno potrebbe riguardare da vicino anche noi. I numeri sono importanti. I musulmani sono molti e non possiamo ignorarli. Accanto a loro ci sono induisti, ortodossi e molte chiese evangeliche. Non possiamo far finta che non esistano”.
Musulmani in preghiera. Per l'Ufficio Migrantes della Diocesi "è fondamentale trovare luoghi di culto per queste persone"
Un intervento, quello di padre Lazzarato, destinato a stimolare un vivace dibattito sull'argomento. E la prima reazione porta la firma del consigliere regionale della Lega Nord Nicola Finco.
“L'integrazione - dichiara Finco - non si realizza costruendo in Veneto e a Vicenza luoghi di culto per chi nel mondo sta facendo scorrere sangue cristiano innocente in nome di Allah.
Le parole di don Mauro Lazzarato sono ben lontane dalle esigenze e dal sentire dei vicentini, e sembrano ignorare gli attentati che in questi giorni stanno accadendo in Egitto, in Svezia, in Medio Oriente, nei Paesi africani e dovunque i cristiani si trovano in minoranza.”
“In Veneto esistono già 37 moschee - prosegue il consigliere leghista -, all'interno delle quali gli imam pregano e predicano in arabo, lingua incomprensibile per le nostre forze dell'ordine e di conseguenza impossibile da controllare.”
Finco pone ad esempio il caso di Ponzano Veneto (Tv), dove il vescovo “ha messo fine alla concessione delle sale parrocchiali ai musulmani per la loro preghiera” e ricorda come “molti sindaci, primi responsabili della sicurezza dei loro cittadini, si stanno attrezzando anche urbanisticamente per evitare il sorgere di moschee abusive nei capannoni”.
“Il passo avanti nell’integrazione non si fa costruendo moschee accanto alle chiese, e questa non è strumentalizzazione politica - osserva Finco -. Don Lazzarato dovrebbe invece adoperarsi, stante l’ufficio che ricopre, per far comprendere ed accettare agli immigrati musulmani le caratteristiche identitarie del popolo veneto, che sono il lavoro, il volontariato, la tolleranza.”
Una misura necessaria, afferma ancora il consigliere regionale, “soprattutto nei confronti di una forte immigrazione islamica che troppo spesso non vuole accettare alcuna forma di integrazione per salvaguardare la matrice intollerante contenuta nel Corano”.
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