Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 10-08-2010 18:47
in Economia | Visto 2.626 volte
 

S.O.S. ceramica

Si è svolta a Deruta (Pg) l'Assemblea nazionale dell'Associazione Italiana Città della Ceramica, presenti Bassano e Nove. “La crisi è occasione per creare nuove forme di collaborazione”

S.O.S. ceramica

In fase di costituzione il Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale per la ceramica

S.O.S. ceramica. Il settore che per decenni ha contraddistinto i nomi e la tradizione di Bassano e di Nove nel mondo cerca una via d'uscita dal tunnel in cui si trova da anni - e da tempi ampiamente precedenti all'attuale crisi economica - stretto tra l'incapacità di riconvertire il suo immenso “know how” in nuovi prodotti, rispondenti alle nuove richieste del mercato globale, e la resistenza a superare la “mentalità da campanile” che per troppo tempo ha impedito ai produttori di fare rete.
Un “malato” storico - escluse, ovviamente, alcune eccezioni - al cui capezzale cercano di accorrere le istituzioni, alla ricerca della ricetta giusta per venire incontro alle aziende dei territori vocati alla produzione ceramica, a maggior ragione nell'attuale momento di crisi.
Con questi propositi si è svolta nelle scorse settimane al Museo Regionale della Ceramica di Deruta, in provincia di Perugia, l’Assemblea nazionale dell’Associazione Italiana Città della Ceramica alla quale hanno partecipato, in rappresentanza del nostro territorio, la consigliera comunale delegata di Bassano Maria Cristina Busnelli e l’assessore di Nove Claudio Gheller.
Un incontro che il Comune di Bassano - in una nota - definisce “particolarmente importante” e che ha visto la presenza di altre delegazioni europee provenienti da Spagna, Francia e Romania. Con un primo risultato: nel corso dei lavori sono stati infatti approvati un nuovo statuto ed una convenzione per la creazione di un Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale.
“Si è trattato di un momento di verifica del lavoro fatto, di scambio di idee e di informazioni fra realtà territoriali che vivono problemi analoghi - spiega Maria Cristina Busnelli -. La crisi economica può essere l’occasione per evitare chiusure pregiudiziali, ad esempio dell’artigianato verso l’industria, ma anche per creare nuove forme di collaborazione”.
Tra gli scopi dello statuto vi sono la promozione e l’avviamento di progetti e azioni congiunte di cooperazione territoriale che siano di interesse per i paesi che aderiscono e lo sviluppo turistico e culturale dei territori e delle città intorno all’asse portante della ceramica.
Tra gli altri obiettivi del documento: il miglioramento dell’artigianato in ceramica in campi quali la progettazione di nuovi prodotti, nuovi materiali e nuove tecniche di commercializzazione, lo sviluppo della formazione professionale con il fine di incrementare la competitività e l’organizzazione di eventi internazionali allo scopo di migliorare la diffusione di conoscenze e buone pratiche.
“Abbiamo cercato di approfondire i vari aspetti che possono concorrere a difendere e rilanciare il settore della ceramica - sottolinea ancora la Busnelli - e sono stati presentati progetti italiani per la tutela della ceramica artistica e tradizionale contro la contraffazione che spesso cela anche grosse frodi fiscali accompagnate da condizioni inique quando non illegali”.
Pubblicato da lupo il 10 ago 2010 21:40 | Segnala abuso
...difendere e rilanciare il settore? ma se le fabbriche che chiudono vendono i modelli ai cinesi..............Hanno venduto storia e cultura delle nostre tradizioni.
Pubblicato da anselmo il 10 ago 2010 21:54 | Segnala abuso
@lupo Hai perfettamente ragione!!! Questi non sanno nemmeno cosa dicono.
Pubblicato da flavio il 12 ago 2010 09:42 | Segnala abuso
Siamo alla follia. Si vuole così tanto stimolare il settore ceramica che ormai da anni è stata CHIUSA la sezione specifica presso l'Istituto d'Arte di Nove, sostituito da vari corsi che fanno tanto "trendy" ma che insegnano tutto e niente. La fine della ceramica come settore trainante della zona si deve, credo, soprattutto a ragioni storiche, aveva fatto il suo tempo e non poteva più stare sul mercato, almeno un certo tipo di prodotto, chi invece sul mercato resiste lo fà perchè ha saputo reinventarsi e guardare lontano. Mi dispiace solo che si continui a fare finta di credere nel settore quando da anni le istituzioni fanno esattamente il contrario, anche lasciando fuori molti personaggi che in quanto a tradizione ne sanno qualcosa. MAh...
Pubblicato da lupo il 12 ago 2010 21:04 | Segnala abuso
"anche lasciando fuori molti personaggi che in quanto a tradizione ne sanno qualcosa" FLAVIO,più che lasciare fuori,direi emarginare....dimenticare.Vi sono persone che hanno fatto la storia e che non leccano culi ! (scusate ma ci vuole) Non si è mi visto che non si chieda a chi conosce ed ha esperienza,anche solo per uno scambio di oppinioni.Sappiamo chi sono gli "addetti ai lavori" sappiamo quli sono le produzioni.....non giudico mi limito a ragionare.La chiusura della sezione ceramica dell'istituto A.De Fabris ha dello scandaloso,non solo perchè gli iscritti erano insufficienti,ma un paese che si vanta di una tradizione ceramica non può non avere la scuola.Non sò se siete al corrente ma si stanno,tramite anche l'associazione Artigiani,avviando delle richieste alla regione per un contributo di 6 mil di euro.......Benissimo,ma quante aziende hanno visto negli anni passati qualcosa ? qualcosa di importante ! Per quanto a mia conoscenza si son spesi molti denari NOSTRI per cataloghi e missioni ,la situazione però non è cambiata.....Innovare,io penso che tu Flavio e Anselmo siate del mestiere o perlomeno conosciate il settore,voi sapete che se non si presentano articoli nuovi ogni 3 max 6 mesi,non lavori.Questo è innovare.Poi ci sono nuovi strumenti e atrezzature che non sempre possono essere acquistate per mancanza di liquidità.Innovare si può ma gli strumenti devono essere dati agli imprenditori.E quì si apre un mondo di discussioni......Buona serata
Pubblicato da flavio il 12 ago 2010 21:15 | Segnala abuso
Sono purtroppo d'accordo con te lupo.
Pubblicato da themistocles il 05 ott 2010 08:36 | Segnala abuso
E a mettere la ciliegina sulla torta è l'articolo di oggi sul GDV relativo a Portoni Aperti a Nove. Ma come si può autocelebrarsi in questo modo. Hanno forse chiesto il parere degli espositori?

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