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“Progetto Veneto è la risposta contro il fascismo di oggi”
Il nuovo movimento politico si presenta a Bassano. Pronto a scendere in campo alle amministrative di primavera. Maria Nives Stevan: “La nostra macchina è già partita e farà tanto rumore e tanta strada.” E sulla Lega Nord...
Pubblicato il 01 mar 2012
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Sono tutti e tre ex leghisti doc, e sulla Lega Nord ne dicono di crude e di cotte.
Ma precisano anche che il loro movimento “non è una Lega bis” e richiama anzi persone e associazioni di diversa estrazione politica che si riconoscono nella sua proposta.
Maria Nives Stevan, Davide Lovat e Cesare Renier presentano a Bassano “Progetto Veneto”: il nuovo movimento politico di cui sono, rispettivamente, referenti per il Bassanese, per il Vicentino e per il Veneziano.
Da sinistra: Davide Lovat, Maria Nives Stevan e Cesare Renier. Progetto Veneto scalda i motori
“La nostra macchina - esordisce Maria Nives Stevan - è già partita, e farà tanto rumore e tanta strada. Con questo progetto noi ex leghisti abbiamo trovato l'entusiasmo di una volta.”
“Un portavoce della Lega di Bassano - prosegue la Stevan riferendosi, senza nominarlo, a Luciano Todaro - ci ha attaccati definendo Progetto Veneto un movimento “pseudo venetista” e cercando di squalificare l'associazione culturale “Va' Pensiero” che vi aderisce. Noi non abbiamo nulla a che fare con i gruppi indipendentisti che propongono un localismo simile al leghismo peggiore. Noi proponiamo un modello di società in cui, tra le altre cose, c'è anche la valorizzazione della cultura e in questo ambito sta bene anche l'associazione “Va' Pensiero”. Fare politica non è solo parlare di schei.”
Maria Nives Stevan ribatte anche a chi la accusa di volere a tutti i costi “un posto al sole”. “Nella campagna elettorale per le comunali del 2009 a Bassano - replica - il gruppo leghista, su tutti i media locali, dava la vittoria certa, spartendosi addirittura apertamente la poltrone comunali ancor prima di essere eletti, attribuendo a sé le cariche di assessori. Questi sì che volevano il posto al sole. Dopo la débacle elettorale, la sezione della Lega meritava invece di essere commissariata.”
E' un fiume in piena, l'ex pasionaria del Carroccio bassanese ed ex assessore provinciale, “silurato” a suo tempo dal presidente Schneck.
Ma, del resto, di sassolini da levarsi dalla scarpa ne ha tanti. Come Davide Lovat, l'ex responsabile provinciale leghista per gli enti locali ed ex “rottamatore” vicentino della Lega, espulso dai vertici padani per i suoi interventi e le sue posizioni ritenute troppo scomode.
Ma in fatto di epurazioni o abbandoni dalla Lega Nord, a quanto pare, tutto il mondo è paese. Ne sa qualcosa Cesare Renier, già candidato sindaco per la Lega nel Comune di Mira nel 2007, “colpevole” agli occhi dei bossiani per aver sostenuto la causa di alcuni militanti espulsi dal Carroccio in quel di Chioggia “senza che abbiano avuto la possibilità di difendersi in sede di dibattito”.
“Ero nel direttivo provinciale della Lega Nord di Venezia - riferisce Renier -, poi sono entrato in contrasto con la dirigenza locale. Nel 2010 ho quindi dato le dimissioni da consigliere comunale e da membro del direttivo. Nell'ultimo anno e mezzo, col nepotismo di Bossi, la Lega è cambiata. Manca la democrazia all'interno del movimento, è una mezza dittatura.”
“Altro che “cerchio magico” - ribatte Davide Lovat -, la Lega ormai è un “circo magico”. E' Lega-Bottega: ha tradito completamente gli ideali costruiti negli ultimi vent'anni.”
Ma è lo stesso Lovat che lancia un messaggio di rottura: basta, d'ora in avanti, con le polemiche personali e coi riferimenti alla Lega Nord. Perché è il momento di parlare di politica: quella del presente e del futuro.
“Progetto Veneto - afferma ancora Lovat - è un modo di andare avanti e non è, come viene dipinto da qualcuno, un movimento di ex leghisti, né uno pseudo partito venetista. E' un progetto di risposta a risposte e esigenze nuove, impegnato su tutte le tematiche a 360 gradi.”
“Per ovviare alla crisi di rappresentatività della politica, denunciata anche ieri sera in un importante convegno a Vicenza dal sociologo Ilvo Diamanti coadiuvato e supportato da Massimo Cacciari e Gad Lerner - spiega il referente vicentino del movimento - l'elettore si trova oggi davanti a due alternative. La prima consiste nel votare la propria lobby, parola frutto dell'ipocrisia puritana degli americani che in realtà vuol dire “corporazione”.
Con questo sistema gli elettori si dividono in gruppi di interesse e i partiti si riducono a cartelli elettorali interessati solo alla spartizione della torta della spesa pubblica. Ma chiunque conosca la storia e la filosofia della politica sa che il corporativismo, in una cultura liberale, porta dritto al fascismo.”
“La seconda alternativa - continua Lovat - consiste nel votare la propria comunità, territoriale e di valori. Questi valori sono la famiglia, l'ambiente, l'economia sociale e di mercato, la cultura e l'articolo 5 della Costituzione che riconosce le autonomie locali e le loro esigenze di autonomia e decentramento. E' questa la logica su cui si basa il Progetto Veneto che abbiamo fondato come risposta contro il fascismo odierno. Sono contento di dire queste cose proprio a Bassano del Grappa, capitale simbolica della resistenza antifascista. Il fascismo del XXI secolo lo vogliamo combattere con queste forme di aggregazione.”
Progetto Veneto scalda intanto i motori per un'agenda di impegni che si presenta già molto fitta.
A breve, ad Arzignano - altra città “simbolica” per ben altri motivi, legati alle vicissitudini della locale sezione della Lega - saranno pubblicamente presentati il simbolo elettorale e il sito internet con il Manifesto del nuovo movimento.
I rappresentanti dell'organizzazione politica, inoltre, sono già al lavoro in alcuni Comuni chiamati al voto amministrativo la prossima primavera.
“A Mira - anticipa Renier - stiamo colloquiando con le liste civiche per un progetto di politica a servizio del cittadino, come si faceva nella Lega agli inizi. Nelle civiche ci sono rappresentanti già Udc, Forza Italia, Pdl, Margherita: nessuno oggi è più iscritto a un partito.”
Mentre a Thiene, dove il sindaco uscente e segretario provinciale della Lega Maria Rita Busetti parte favorita, Progetto Veneto - dichiara Lovat - “collaborerà con il candidato sindaco più idoneo a scalzare 15 anni di potere leghista”.
E Bassano del Grappa, dove si voterà - salvo imprevisti - nel 2014?
“A Bassano - specifica Maria Nives Stevan - stiamo preparando il gruppo, con lo stesso entusiasmo di quando militavo nella Lega. Quando arriveranno le amministrative, saremo pronti.”
E anche l'ex assessore provinciale raccoglie l'invito del collega Lovat a tagliare i ponti con il tira e molla di attacchi incrociati con la Lega Nord.
“Con questo - conclude la referente bassanese di Progetto Veneto - intendo chiudere ogni polemica con i leghisti di Bassano per lasciarli al giudizio degli elettori per le loro capacità manifeste: nessun sarcasmo potrebbe sortire effetti più dirompenti della semplice osservazione del loro lavoro...”.
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