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Large, Medium, Small
Piano Mar, Cittadella della Giustizia e altre meraviglie: minoranze all’arrembaggio con una serie di interrogazioni e mozioni per il prossimo consiglio comunale
Pubblicato il 01 mar 2025
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Sette relatori in conferenza stampa (in ordine di apparizione: Paolo Retinò, Roberto Campagnolo, Paola Tessarolo, Giulia Moro, Gianni Zen, Anna Taras e Manuel Remonato), quattro interrogazioni, tre mozioni e in più alcune “considerazioni politiche” su due importanti questioni della città.
Ce n’è abbastanza per scrivere un libro.
Per fortuna all’esame di Stato per giornalisti professionisti (almeno quando l’ho fatto io) ti fanno fare anche la prova di sintesi di un testo. Ed è quello che metterò in pratica anche in questa occasione, anche se non sarà proprio un articolino.
I relatori alla conferenza stampa (foto Alessandro Tich)
Minoranze a ranghi compatti, dunque, nell’incontro coi cronisti convocato a Casa Marinali in vista del consiglio comunale del prossimo 6 marzo, per il quale le opposizioni hanno preparato tutto il materiale elencato sopra.
Interrogazioni e mozioni che, come anticipa Paolo Retinò, riguardano tutte “temi di città” con “alternanza di temi piccoli, grandi e medi”.
Della serie: Large, Medium e Small.
Partiamo dunque con i temi “Large”, relativi ad argomenti su cui negli anni abbiamo già scritto brentane di inchiostro.
Il primo riguarda una delle eterne incompiute di Bassano: il Piano Mar, alias P.P.E. “Parolini”, oggetto di una delle interrogazioni.
Roberto Campagnolo ripercorre i passaggi salienti della telenovela amministrativa a partire dal 2013 - che qui vi risparmio perché vi voglio bene -, arrivando poi al nodo centrale della vicenda, di cui tralascio sempre i dettagli: il rifiuto nel 2017 da parte della proprietà privata dell’area Numeria Sgr S.p.A. e Floria Piva di sottoscrivere la convenzione col Comune per l’attuazione del piano urbanistico.
Nel 2020 (amministrazione Pavan) il Comune di Bassano ha proposto un ricorso al TAR del Veneto affinché accertasse l’inadempimento dei privati rispetto all’accordo e nel 2024 la sentenza del TAR ha dato ragione al Comune, considerando a norma di legge (art. 2932 del Codice Civile, per gli amanti del brivido) la convenzione urbanistica come “firmata” e condannando i privati a produrre e a pagare al Comune le previste polizze fideiussorie per oltre 4 milioni di euro, che però fino ad oggi non risultano essere entrati nelle casse comunali.
“Questa sentenza - commenta Campagnolo - è un assegno circolare in mano all’amministrazione comunale che vale 4 milioni di euro.”
Le minoranze interrogheranno quindi sindaco e giunta per sapere “quali azioni amministrative siano state intraprese attesa l’ultima sentenza del TAR del Veneto”, “se è stato intimato alla ditta Numeria Sgr S.p.A. e a Floria Piva a produrre le polizze fideiussorie per complessivi 4.034.761,00 euro” e “quali sono le prossime azioni che verranno attuate dalla giunta comunale e dall’amministrazione al fine di iniziare le opere di urbanizzazione previste nel Piano Particolareggiato Parolini”.
Passiamo adesso al secondo tema “Large”, al quale - come il precedente - dedicherò pertanto più spazio rispetto agli altri.
Si tratta di un’interrogazione che riguarda indirettamente il Tribunale della Pedemontana.
“È un’interrogazione per chiedere chiarezza su cosa sta succedendo nella Cittadella delle Giustizia, su cui c’è confusione”, specifica Paolo Retinò.
L’atto interrogativo chiede lumi sugli eventuali usi della Cittadella giudiziaria, con particolare riferimento all’insediamento di Veneto Lavoro, il centro regionale per l’impego, la cui sede di Bassano è attualmente ubicata in largo Parolini.
Nell’incontro natalizio con la stampa, il sindaco Finco aveva dichiarato che presto l’amministrazione sarebbe arrivata ad un accordo con Veneto Lavoro “per la nuova sede dell’ufficio di collocamento nella sede dell’ex Pretura”, in piazzetta Guadagnin, che “sarò riqualificata allo scopo”, con un contributo di Veneto Lavoro, per adeguare gli spazi “con 18 postazioni e più di 20 persone impiegate”.
Ma è anche vero - come riporta l’interrogazione e come conferma il sottoscritto - che “negli ultimi anni l’amministrazione di Bassano ha più volte fatto riferimento a mezzo stampa dell’insediamento di Veneto Lavoro in una porzione della cosiddetta Cittadella della Giustizia”.
In più si aggiunge il fatto, citato nel documento, che “dalle notizie di stampa in merito alle ispezioni del Ministero della Giustizia emerge che gli spazi della cosiddetta Cittadella della Giustizia non sarebbero sufficienti per accogliere il nuovo Tribunale della Pedemontana”.
Dopo quelle ispezioni era pertanto conseguita l’ipotesi, lanciata dalla precedente amministrazione, di realizzare il famoso “Tribunale-spezzatino”, spalmato in più edifici di proprietà comunale della città.
E tra questi edifici c’era anche l’ex Pretura di piazzetta Guadagnin, dove l’amministrazione Finco vorrebbe invece collocare l’ufficio di collocamento.
Completa l’intricato quadro della situazione l’attuale utilizzo del nuovo Tribunale quale sede temporanea per le 8 classi della scuola primaria Pascoli, per la quale non stata ancora trovata una sede per il prossimo anno scolastico.
Siamo nuovamente in modalità CGC: Che Gran Casin.
Considerato che “non è chiaro se per Veneto Lavoro si stia pensando agli spazi della ex Pretura o ad alcuni locali della cosiddetta Cittadella della Giustizia” e tenendo conto che “in principio di 2025 si è diffusa la notizia di una concreta riapertura del Tribunale di Bassano, il quale - con una nuova e più ampia giurisdizione territoriale - prenderebbe il nome di Tribunale della Pedemontana”, le minoranze chiedono dunque di avere precise informazioni al riguardo.
Ovvero “qual è lo stato della trattativa con Veneto Lavoro in merito al nuovo insediamento” e “qual è, precisamente, la sede eventualmente individuata allo scopo”.
Pop-corn in vista? Non credo: per il momento basteranno una Coca e un pacchetto di caramelle gommose.
In questo paragrafo concentro invece il resto delle questioni che saranno presentate dalle opposizioni in consiglio comunale, suddivise tra “Medium” (ma alcune considerabili anche “Large”, a seconda dei punti di vista) e “Small”.
Quali le une e quali le altre? Fate voi.
La terza interrogazione riguarda il “versamento anomalo” di liquido brunastro e schiumoso dal noto tubo di scarico dell’acqua superficiale di via Morelli a San Michele, già punto di prelievo e di monitoraggio di sostanze PFAS da parte dell’Arpav.
Dal momento che “il rischio di contaminazione non può essere escluso” e che sul controllo delle acque di superficie della zona “è stato istituito un tavolo tecnico permanente”, si chiede alla giunta di rendicontare in merito.
Una quarta interrogazione si concentra infine sulla situazione di disagio dei residenti di via Bonaguro per i continui casi di parcheggio abusivo nella via e di comportamenti “inopportuni” per il pubblico decoro da parte dei reduci dalla movida in centro nelle serate del fine settimana.
Si chiedono quindi lumi sulla segnaletica stradale nella via, sulla videosorveglianza e sul potenziamento dell’illuminazione pubblica, con richiesta di un’intensificazione dei controlli da parte della Polizia Locale.
Passiamo adesso alla categoria: ti chiamale, se vuoi, mozioni.
Una prima mozione impegna sindaco e giunta a promuovere tra i cittadini la conoscenza delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), altresì note come testamento biologico, con occasioni di dibattito pubblico aperte alla cittadinanza, preso atto che a Bassano vengono depositate mediamente in Comune appena 25 DAT all’anno e pertanto la maggior parte della popolazione è ancora ignara di questa possibilità di autodeterminazione sul fine vita.
C’è poi una mozione per l’istituzione della Fondazione San Bassiano, già proposta in campagna elettorale da è il Momento: un ente del Terzo Settore, con un modello di governance pubblico-privato, per affrontare in modo “innovativo e partecipato” le sfide legate alla non autosufficienza e al sostegno agli anziani.
Una terza mozione riguarda infine il tema del CPIA (Centro Provinciale per l’Istruzione agli Adulti), ospitato da una decina d’anni presso la scuola media “Fraccaro” in via Generale Basso, a ridosso della stazione ferroviaria di Bassano, e da quest’anno trasferito nella assai più impervia e meno facilmente raggiungibile sede della ex scuola elementare di Valle San Floriano in Comune di Marostica.
Il documento impegna pertanto sindaco e giunta ad attivarsi presso le istituzioni competenti per richiedere alla dirigenza scolastica del CPIA il ripristino della sede a Bassano del Grappa.
Siete arrivati a leggere fino a qui?
Bene, dai, bravi: un ultimo sforzo sulle “considerazioni politiche” conclusive e poi vi lascio liberi.
Tra i punti all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale c’è anche la discussione per approvazione della variante urbanistica per la realizzazione di una nuova media struttura di vendita fino ai 1500 mq di superficie in via Cristoforo Colombo, in un’area attualmente ad uso agricolo a ridosso del “Grifone”, tramite il trasferimento della “capacità edificatoria” che era già prevista per un’altra area, ubicata in via Rivarotta a Marchesane.
Una questione di cui abbiamo già scritto e di cui scriveremo ancora.
Anna Taras, che interviene a nome di Bassano Passione Comune, punta il dito sulla nascita “di un nuovo supermercato” che “smantella ulteriormente una zona a destinazione agricola” e che si aggiunge “alle già previste aperture di supermercati nell’ex Enel ed ex Elba di viale Vicenza”.
Qui però non si tratta di riqualificazione dell’esistente, ma di consumo edificatorio del suolo.
“Ci si chiede quale sia la visione - commenta Taras -. Per noi “consumo di suolo zero” vuol dire “basta nuovo edificato”. Non c’è consapevolezza dell’amministrazione comunale sulla sofferenza del comparto del commercio e sulla tutela del territorio per la salvaguardia dell’ambiente.”
Et Momentis in fundo, il consigliere Manuel Remonato lancia l’affondo sul “ruolo centrale che Bassano deve avere nel territorio, in vista anche della costituzione degli ATS” e che invece “sta venendo meno, con la vicenda che riguarda la Polizia Locale”.
“L’amministrazione dice che l’Unione Montana è un problema - afferma Remonato -. Il problema è l’incapacità dell’assessore alla Sicurezza dell’Unione, che è il sindaco Finco, di gestire le persone che ha sotto. Finendo col rovinare i rapporti con i Comuni limitrofi.”
“La preoccupazione è forte - aggiunge -, non solo per il contesto della Polizia Locale ma anche per gli altri contesti.”
L’eventuale ripartenza del corpo dei vigili urbani nell’organico del Comune di Bassano decorrerebbe dal 1 gennaio 2026 e quindi in realtà - a fronte della spasmodica fretta con cui il sindaco Finco vorrebbe chiudere la questione del recesso dalla convenzione con l’Unione Montana per il conferimento della funzione di Polizia Locale - per prendere una decisione “c’è tempo fino ad agosto”.
L’appello che viene lanciato nell’occasione all’amministrazione di Bassano è dunque quello di prendere tempo per valutare meglio e più approfonditamente tutti gli aspetti gestionali ed economici conseguenti a una scelta di questo genere, dal momento che “ad oggi non è stato fatto nessuno studio di fattibilità”.
Gianni Zen, il grande saggio del gruppo, rivolgendosi a Nicola Finco cita un proverbio Tuareg:
“Fermati un attimo, arrivi prima.”
Concludo io con un proverbio cinese:
“Fa più rumore una convenzione che cade, di un’Unione Montana che cresce.”
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