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Vuoto a rendere
Gianluca Pietrosante lascia il consiglio comunale e le minoranze, su richiesta del sindaco, garantiscono all’assemblea il numero legale venuto a mancare alla maggioranza. Il PD attacca Pietrosante, lui motiva la sua assenza e contrattacca
Pubblicato il 01 mar 2024
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Lo confesso: ieri ho già avuto un bel po’ di cose da fare durante la giornata e non me la sono sentita di andare a seguire il consiglio comunale a Bassano. Una circostanza che per un cronista armato di bloc notes comporta una dose di attenzione e di pazienza ai limiti delle possibilità umane.
Anche se sono ben cosciente del fatto che in questo periodo a mezza altezza tra la fine del mandato amministrativo e la campagna elettorale può sempre succedere qualche sorpresa.
E così è stato.
Foto da Facebook/Roberto Campagnolo
La sorpresa di Pasqua ampiamente in anticipo avviene poco dopo le 21, quando il consiglio comunale sta procedendo ormai da quasi tre ore.
Il consigliere del gruppo maggioranza #Pavan Sindaco e in quota Fratelli d’Italia Gianluca Pietrosante, presente fino a quel momento, prende il cappotto, esce dalla sala e lascia i lavori consiliari.
Qualcuno dal fronte di opposizione si accorge dell’anomalia e chiede la verifica al segretario comunale tramite appello.
E la verifica lo conferma: la maggioranza non garantisce più il numero legale per la validità dell’assemblea, pari alla metà più uno dei consiglieri eletti.
A questo punto, egregi elettori, per capirci qualcosa bisogna prendere il pallottoliere.
Dunque: i consiglieri comunali a Bassano sono in tutto 24.
Di questi, 15 sono di maggioranza e 9 di minoranza, per quanto il consigliere di maggioranza Stefano Facchin sia passato nei banchi opposti del Gruppo Misto e per quanto la consigliera di Impegno per Bassano Marina Bizzotto sia in una posizione, per così dire, di maggioranza “sofferta”.
La metà più uno di 24 consiglieri è pari a 12+1 e dunque 13. Con almeno 13 presenti la seduta è pertanto valida e si può discutere, votare e deliberare.
In questo consiglio comunale di giovedì 29 febbraio, in maggioranza ci sono due assenti giustificati già in partenza: i consiglieri Roberto Gerin e Riccardo Torre. Quindi i consiglieri di maggioranza presenti sono 13. Andatosene via Pietrosante, rimangono in 12.
A norma di regolamento viene decisa una sospensione di 15 minuti, in attesa dell’eventuale rientro del consigliere uscito. La qual cosa non avviene.
Se le minoranze decidessero di “scollegarsi” e di lasciare il consiglio, non ci sarebbe quindi più il numero legale per proseguire i lavori.
Ma le minoranze, venendo incontro a una richiesta del sindaco Elena Pavan, rimangono al loro posto.
Alla ripresa dei lavori, il sindaco lancia infatti l’appello:
“Chiedo a tutti i consiglieri presenti, maggioranza e opposizione, di poter rimanere in consiglio comunale e procedere con la discussione e votazione degli altri punti, per rispetto dei cittadini che attendono le pronunce che andremo a discutere.”
Appello accolto da Angelo Vernillo, capogruppo di Bassano Passione Comune, a nome delle opposizioni:
“I consiglieri di minoranza, che in questo momento stanno garantendo e garantiranno il numero legale, accolgono la richiesta istituzionale della signora sindaca di rimanere a garantire la conclusione dei lavori. È responsabilità primaria di chi ha vinto le elezioni ed ha una maggioranza garantire la presenza in consiglio comunale, per rispetto appunto di quella maggioranza che ha deciso di metterla al governo della città e lo deve fare dal primo all’ultimo giorno in cui è stato eletto.”
Verso le 21.30, Roberto Campagnolo posta sulla sua pagina Facebook una foto di due sedie vuote sui banchi di maggioranza e scrive a commento:
“Nel primo consiglio comunale del 2024 la vita amministrativa della nostra Città viene garantita dal senso di responsabilità dei consiglieri di opposizione. Consiglieri che rimangono in aula garantendo il numero legale che la maggioranza non aveva più.”
Alle 22.28 de la noche, sempre praticamente in real time, arriva in redazione un comunicato stampa del Circolo di Bassano del Grappa del Partito Democratico.
Vi lascio quindi al paragrafo conclusivo, quello dei fuochi d’artificio finali.
“A Bassano la destra non governa più, litiga e basta - scrive il PD nella nota -. Durante la prima seduta del consiglio comunale dell'anno (il primo dopo oltre due mesi) abbiamo assistito all’ennesima figuraccia di questa maggioranza consiliare.”
“L’assenza dall'inizio della seduta di due esponenti della maggioranza già metteva in bilico l’amministrazione Pavan - prosegue il comunicato -. A far saltare il banco, e la validità del consiglio comunale, è stato il consigliere di Fratelli d’Italia (eletto nella lista Pavan Sindaco) Gianluca Pietrosante che ha deciso di lasciare l’aula consiliare, senza avvisare i colleghi consiglieri comunali e il Segretario Comunale. A quel punto le minoranze hanno deciso, per senso di responsabilità verso la cittadinanza, di garantire il numero legale.”
“Il fatto che il numero legale sia garantito, ancora una volta, dalle minoranze è un esempio lampante di come la destra bassanese sia ormai spaccata su tutta la linea - interviene Luigi Tasca, segretario e consigliere comunale del Partito Democratico di Bassano -. Sono stati eletti per governare, ma sembra che se ne freghino. Quello che non capiscono, o forse che non gli interessa, è che a farne le spese è Bassano coi suoi cittadini costretti a vedere un’amministrazione immobile e incapace di funzionare perché sciatta, pigra e impegnata a litigare in vista delle elezioni.”
“Bassano merita di meglio - conclude Tasca, in modalità elettorale -. Bassano ha bisogno di un cambiamento radicale e di tornare ad una buona amministrazione che metta il benessere dei bassanesi al primo posto.”
Raggiunto dalla news dell’intervento del PD nei suoi riguardi, questa mattina Gianluca Pietrosante ha trasmesso a sua volta una sua comunicazione a Bassanonet.
“Premetto che innanzitutto ho fatto il 100% di presenze nei consigli comunali dal 2020, non ne ho mai mancato uno - dichiara il consigliere di FdI - #PavanSindaco -. Ieri sono dovuto andare via, avvisando la maggioranza, perché mio figlio stava poco bene e mia moglie era andata un po’ in panico, quindi sono andato via per urgenze familiari.”
“Ripeto - aggiunge - che ho avvisato la maggioranza e il sindaco, dopo, ha avvisato di questa mia situazione di disagio la stessa minoranza. Quindi trovo strumentali e di cattivo gusto le affermazioni del PD.”
Poi Pietrosante - e su questo scrivo la parola “fine” - parte per la tangente:
“Si vede anche in queste urgenze familiari l’odio del PD contro la famiglia. Probabilmente se fossi stato un padre trans con un bimbo adottato tramite l’utero in affitto, avrei avuto la loro compassione.”
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