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Pan e Formaggio
Approvata dal consiglio regionale la legge sui richiami vivi ad uso venatorio, proposta dai consiglieri Giuseppe Pan e Joe Formaggio. “Una vittoria per i cacciatori”. Le opposizioni: “Formaggio prostrato alle indicazioni di Sergio Berlato”
Pubblicato il 24 lug 2025
Visto 10.692 volte
“Approvata la Legge n. 313 Pan e Formaggio”.
Scusatemi, ma quando dall’ufficio stampa del consiglio regionale del Veneto ho ricevuto all’indirizzo mail della redazione il comunicato stampa con questo titolo, non ho resistito dal dedicargli un articolo.
Ho pensato subito: e che sarà mai? Un provvedimento per il consumo responsabile della baguette col Morlacco oppure per l’adozione nelle mense scolastiche della cioppetta con l’Asiago? Niente di tutto ciò. Che peccato.
Foto Alessandro Tich
Pan e Formaggio altro non sono infatti che i cognomi dei due consiglieri regionali Giuseppe Pan (Lega) e Joe Formaggio (Fratelli d’Italia), promotori della legge regionale di cui sopra che disciplina l’utilizzo dei richiami vivi ad uso venatorio.
Il provvedimento, cioè, regola l’uso di queste “esche viventi” (allodole, merli, passeri, tordi eccetera) rinchiuse in una gabbia, di cui i cacciatori si servono in prossimità dell’area di tiro affinché gli uccelli della stessa specie dei richiami vivi, riconoscendone il suono vocale, si avvicinino e possano essere facilmente colpiti dalle doppiette.
La legge regionale in questione regolamenta in particolare la questione degli anelli che devono essere applicati sulle zampe dei richiami vivi e che costituiscono i certificati inamovibili della loro provenienza legale e non di frodo.
“Con questo provvedimento mettiamo fine a un’incertezza normativa che ha penalizzato soprattutto i cacciatori del Vicentino - commenta Joe Formaggio nel comunicato -. Da oggi si parte con regole chiare, trasparenti e improntate alla legalità. Con questa legge andiamo a uniformare gli strumenti identificativi e a fare una ricognizione del patrimonio dei richiami vivi, introducendo anelli numerati inamovibili, una banca dati regionale e un sistema di autocertificazione.”
“Questa legge - ribadisce JF su questa “vittoria per i cacciatori” - nasce per dare una risposta legislativa importante ai problemi verificatisi principalmente nel Vicentino, dove ci sono stati enormi problemi di interpretazione e controllo, che hanno generato procedimenti penali e pesanti sanzioni nei confronti di molti cacciatori. Una conquista per tutti i cacciatori onesti che rispettano le regole.”
E non manca da parte di Joe Formaggio anche il messaggio alla Nazione, pardon alla Regione:
“Con questa legge, assieme a tutte le altre approvate in questa legislatura, abbiamo tutelato nel miglior modo possibile l’attività venatoria in Veneto. Abbiamo dimostrato con i fatti che questa maggioranza sta dalla parte dei cacciatori, delle tradizioni e del rispetto della legalità.”
Amen.
Tuttavia, come attestato da altri comunicati stampa giunti in redazione, le minoranze in consiglio regionale non ci stanno ad essere uccellate dal provvedimento approvato.
Per Arturo Lorenzoni, del Gruppo Misto - Veneto Vale, “alla fine il grande sforzo che abbiamo fatto per rendere più sensato e più vicino alla sensibilità delle persone il Pdl n. 313 sulle “Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio” non ha portato alcun risultato”.
“La maggioranza - afferma Lorenzoni - si è arroccata sulle posizioni dettate dal Sergio Berlato presente in acquario a dettare i voti della maggioranza, e i consiglieri leghisti, anche quando dissenzienti sulle posizioni, di sono adeguate alle richieste di Berlato, rimandando in caso alle norme applicative i temi del benessere degli animali, la tutela della salute e delle condizioni di vita degli uccellini.”
“Un provvedimento che poteva essere ragionevole, che invece ha assunto una linea rigida ‘Berlatiana’ a difendere i cacciatori da ogni controllo e da ogni regola sulla tenuta e l’utilizzo dei richiami vivi - conclude l’esponente di opposizione -. Una pagina triste dell’amministrazione regionale, in cui il 95% dei veneti attenti alle esigenze delle specie volatili è piegato all’interesse del 5% che auspica la caccia senza regole (i cacciatori in Veneto sono 33 mila su 5 milioni di abitanti, lo 0,67%).”
Ancora più tagliente l’intervento dei consiglieri Andrea Zanoni e Renzo Masolo, ex Europa Verde, da qualche giorno appartenenti al neo costituito gruppo consiliare AVS - Alleanza Verdi e Sinistra, che si spingono verso l’infinito e oltre accostando la questione dei richiami vivi nientemeno che a quella degli immigrati, ma ispirandosi alle parole di JF.
“Secondo il collega Joe Formaggio - dichiarano - autorizziamo che un extracomunitario autocertifichi che ha subìto dei problemi nel suo Paese, gli crediamo e gli diamo anche dei soldi e non crediamo a un cacciatore che dice che quell’uccello lì lo ha comprato in un posto e lo sta usando...per la sua passione, che è la caccia.”
Zanoni e Masolo passano quindi alla già citata modalità “verso l’infinito e oltre”:
“Ma d’altronde, come possiamo attenderci che chi, per sua stessa ammissione, ama più il suo cane che addestra a predare e gli uccelli, che costringe in gabbie grandi come fazzoletti, più degli uomini, possa comprendere la tragedie delle guerre, magari come quella che si sta consumando in Medio Oriente o in altri luoghi dimenticati dell’Occidente?”.
Caspita: è un Pan e Formaggio cosparso di pepe.
Anche AVS sottolinea l’aspetto rimarcato da Lorenzoni:
“Inoltre, come segnalato in aula, il collega Formaggio ha fornito a tutti noi eletti un grande esempio di prostrazione nell’adeguarsi ai comandi che l’europarlamentare Sergio Berlato, gesticolando e sbracciandosi, forniva dall’acquario del consiglio regionale. È decisamente una fortuna che i consigli regionali non si occupino di politica estera.”
A proposito, e per chiarezza di chi ci legge, visto che stiamo parlando di caccia, parliamo anche di pesca.
L’acquario è l’osservatorio con vetrata, sovrastante l’aula del consiglio regionale, da cui il pubblico può seguire lo svolgimento dei lavori consiliari.
Ma dall’acquario torniamo al carniere, riguardo al quale non entro nel merito della questione dei richiami vivi.
Viviamo per fortuna in un Paese sufficientemente libero e ciascuno la consideri secondo la propria coscienza.
Mi soffermo invece per un attimo, e per concludere, sul risvolto politico.
È difatti innegabile, dalle stesse dichiarazioni di Joe Formaggio (“abbiamo dimostrato con i fatti che questa maggioranza sta dalla parte dei cacciatori, delle tradizioni e del rispetto della legalità”), che il provvedimento è stato concepito ed approvato anche in prospettiva del consenso da confermare per l’imminente voto regionale.
E questo perché i cacciatori rappresentano un bacino elettorale di tutto rispetto, come sa benissimo anche lo stesso, sempiterno e più volte citato, Sergio Berlato.
Anche i promotori della legge regionale sulla regolamentazione dell’utilizzo dei richiami vivi sono quindi andati a caccia, ma di voti.
Nulla di trascendentale o di clamoroso: funziona così.
Scusatemi ancora se mi sono intrattenuto su questo tema non specificamente bassanese, ma era Pan (e Formaggio) per i miei denti.
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