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Valsugana: le speranze e i dubbi

Il governatore Zaia a Vicenza: “La Valdastico Nord non è alternativa alla Valsugana”. L'on. Lanzarin: “Concordo in pieno”. Italia Nostra: “Regione e Provincia si stanno dimenticando dei problemi della Statale 47”

Pubblicato il 25 lug 2011
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Il completamento della Valdastico a nord “non rappresenta un'alternativa al completamento della statale Valsugana”.
Parola del governatore del Veneto Luca Zaia, intervenuto oggi alla Fiera di Vicenza al convegno “NordEst, Valdastico, Europa” nel quale è stata presentata la nuova proposta di tracciato a nord - e cioè verso il Trentino - dell'autostrada A31, attualmente ferma a Piovene Rocchette.
“In Veneto - ha proseguito Zaia - non possono esserci cittadini di serie A e di serie B. La Regione sta seguendo con passione entrambe le arterie, così come abbiamo fatto per la Pedemontana. Per questo motivo ci impegneremo con il Governo, attraverso una regia nazionale. Dobbiamo garantire al nostro territorio di recuperare il terreno perso, visto che in Veneto abbiamo il 30% di strade in meno della media italiana''.

Il governatore Zaia: "Per la Valdastico Nord e il completamento della Valsugana ci impegneremo con il Governo"

Nessun timore dunque, a detta del presidente del Veneto, che l'improvviso rilancio delle iniziative per il completamento a nord della Valdastico - nonostante il reiterato “no” della Provincia Autonoma di Trento - possa affossare definitivamente le attese per la realizzazione della Variante della Valsugana tra Pian dei Zocchi e Pove.
L'on. Manuela Lanzarin, presente al convegno in qualità di componente dell'VIII Commissione Territorio e Infrastrutture della Camera dei Deputati, è sulla stessa lunghezza d'onda.
“Concordo pienamente col presidente Zaia - dichiara la parlamentare -. La Valsugana e la Valdastico non sono in contrapposizione ma entrambi corridoi importanti che collegano il Veneto al Trentino e al nord Europa
“È risaputo - prosegue l'on. Lanzarin - che il collegamento della Valdastico a nord è una grande opportunità per interconnettere il vicentino con il Corridoio 1 che collega Palermo a Berlino ma soprattutto inserendosi sul grande asse Verona-Monaco. La Valdastico inserita nella Legge Obiettivo è un’opportunità che non si può perdere come del resto è la Valsugana che andrebbe più a servire l’est del Veneto, le province di Treviso e Venezia soprattutto in un ottica Pedemontana Veneta senza trascurare il collegamento con le reti ferroviarie, marittime ed aeroporti.”
Ma se per il collegamento a nord della Valdastico il problema è il “no” della Provincia di Trento, per l'infrastruttura nella Valle del Brenta è invece quello di conoscere il suo futuro: tanto sul tracciato quanto sulla modalità di realizzazione.
“L’iter della Valsugana - aggiunge la deputata leghista - lo seguo da tempo e l’aver inserito lo scorso novembre tale tracciato nella Legge Obiettivo è solo un punto di passaggio, se pur importante, verso il traguardo finale. Ritengo che la Regione nel lavoro di analisi delle cinque proposte con la procedura di “project financing,” dovrà rapportarsi prima della scelta con gli Enti locali interessati.”
Ma c'è anche chi, sul reale interesse delle istituzioni circa il completamento della Valsugana, esprime forti dubbi.
E' il caso della sezione di Bassano del Grappa dell'associazione “Italia Nostra”.
“Regione Veneto e Provincia di Vicenza - afferma una nota a firma del presidente Adalgiso Bonin - stanno dimenticandosi i progetti di risoluzione dei problemi relativi alla Strada Statale 47. In questi giorni leggiamo di una accelerazione delle richieste del presidente Schneck e degli industriali per il prolungamento della Autostrada Valdastico, con il traforo verso il Trentino, nonostante le chiare, forti e ripetute opposizioni della provincia di Trento che ha nel 2010 ottenuto ragione dalla Corte Costituzionale e ribadito che impugnerà ogni atto di pianificazione territoriale realizzato senza il proprio assenso.”
“La volontà dei Comuni della Valsugana vicentina, la libera espressione delle aspettative delle popolazioni riunite in un Coordinamento unitario dei comitati a difesa del territorio, la raccolta di 2000 firme e le iniziative culturali che da trent’anni Italia Nostra di Bassano ha realizzato - prosegue il comunicato - non riescono a focalizzare la attenzione sulla soluzione possibile e condivisa del problema viabilistico così importante.
“Il Governo - afferma ancora “Italia Nostra” Bassano - è stato impegnato nel Settembre scorso a inserire nel “Programma delle infrastrutture strategiche “ per il triennio 2011- 2013 la Variante Pove - Pian dei Zocchi.
La Valsugana ha bisogno di liberarsi dalle auto, di ricostruire un unicum ambientale con una diversa pianificazione di economia sostenibile con un traffico delle auto solo locale e senza l’inquinamento di migliaia di camion che vengono dalle attività estrattive che devastano giorno per giorno i fianchi della valle.
“Ciò nonostante rileviamo uno stallo alla Variante Pove - Pian dei Zocchi da parte proprio dalle amministrazioni che hanno in mano le leve decisionali: Governo, Regione Veneto e provincia di Vicenza.”
“Italia Nostra - conclude la nota - è vicina alle popolazioni rivierasche e appoggia i Comitati che si stanno battendo per la valle e che hanno spedito appelli in questi giorni al sindaco di Bassano, al presidente della Provincia di Vicenza, al presidente della regione Zaia e al presidente di Trento Dellai.”

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