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sPengo il dubbio
In vista del voto di giovedì, il consigliere di maggioranza e architetto Antonio Guglielmini ha rinunciato a un incarico professionale commissionato in via privata da Federico Pengo. “Rinuncia non dovuta, ma l’ho fatta per senso di responsabilità”
Pubblicato il 25 lug 2023
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“Come ti sPengo il progetto”.
Avevo intitolato così un mio articolo di un mese fa, dedicato alla presa di posizione di cinque presidenti di quartiere, fortemente contrari all’operazione Baxi/Pengo/San Lazzaro.
In questa circostanza basta cambiare una parola: come ti sPengo il dubbio.
Il consigliere di maggioranza e architetto Antonio Guglielmini (foto Alessandro Tich)
Antonio Guglielmini, architetto di professione e consigliere comunale di maggioranza nel gruppo #PavanSindaco, ha rinunciato a proseguire un incarico professionale che aveva intrapreso nel 2022 e che vedeva come cliente e committente l’imprenditore Federico Pengo, uno dei soci proprietari di Pengo Spa.
Lo ha fatto per evitare preventivamente qualsiasi dubbio o congettura di conflitto di interessi in vista del voto decisivo di giovedì prossimo in consiglio comunale sul recepimento dell’atto di indirizzo relativo alla questione Baxi/Pengo.
Guglielmini è stato il progettista ed era il direttore dei lavori dell’intervento di realizzazione di una cappella funeraria di famiglia per il committente Federico Pengo, nel cimitero di Angarano.
La comunicazione di rinuncia all’incarico di direttore dei lavori (l’opera è già stata progettata ed è in corso di realizzazione) è stata formalizzata giovedì scorso 20 luglio tramite sportello Suap.
In questo modo, sciolto ogni legame professionale con il Pengo committente privato, il consigliere comunale avrà le mani libere al momento del voto di giovedì prossimo.
“La rinuncia all’incarico non era dovuta - mi dice Guglielmini -, ma l’ho fatta per senso di responsabilità”.
Dunque architetto Guglielmini, ci parli di questo incarico professionale.
È un rapporto di lavoro derivato esclusivamente dalla mia esperienza professionale che il signor Pengo si è avvalso di mettere in pratica affidandomi questo incarico ancora nel 2022. È un incarico strettamente personale perché riguarda un oggetto che non può che avere un uso personale, la tomba della famiglia di Pengo Federico.
Incarico che lei ha interrotto…
Il 20 luglio io ho interrotto questo incarico. Devo far presente che durante il mio mandato di consigliere comunale, in coincidenza con questo incarico - che, ripeto, è personale e niente ha a che vedere con la vicenda Baxi/Pengo, ma neanche con l’espansione che aveva chiesto Pengo in via Cristoforo Colombo - io ho ritenuto di astenermi da qualunque iniziativa consiliare che avesse come oggetto il nome Pengo Spa. L’ho fatto in coincidenza con il voto su quell’intervento in via Colombo. Ho avvisato in commissione i colleghi di maggioranza e opposizione che avevo questo incarico e in consiglio comunale, quando è stato il momento di votare sul provvedimento, sono uscito dall’aula. Ora si avvicina questa scadenza così importante per la nostra città, per un provvedimento che non ha una storia nel nostro passato amministrativo. E per tenere libera la maggioranza da ogni cosa che mi venisse attribuita e ricadesse all’interno della maggioranza stessa, ho ritenuto di eseguire questo mio intendimento.
Informando il committente e la maggioranza?
Così è stato. Il giorno 20 luglio ho chiesto un incontro al signor Federico Pengo, gli ho detto di questa mia iniziativa e ha sottoscritto alla rinuncia all’incarico. È stata quindi una chiusura di rapporto condivisa che credo abbia apprezzato, come credo abbiano apprezzato anche i colleghi di maggioranza, che ho informato a rinuncia formalizzata. Anche se più di qualcuno mi ha detto che era un atto non dovuto perché non c’è alcuna connessione tra quello che andremo a fare e il mio rapporto di lavoro.
Ma lei pensa che se non si fosse dimesso da questo incarico professionale, qualcuno l’avrebbe comunque potuta tacciare di conflitto di interessi?
Assolutamente sì. Basta vedere cosa ne è nato col Teatro Astra, nel momento in cui qualcuno mi ha definito “il portavoce all’interno del gruppo consiliare della proprietà dell’Astra”. Quindi, analizzando bene questa situazione, ho ritenuto di non legarmi e di non avere nessun rapporto che possa mettere in difficoltà questa maggioranza.
Non tanto per me perché io sono assolutamente tranquillo. Ma, trascinando me in questo ingorgo, evidentemente avrebbero trascinato anche la maggioranza. Per evitare problemi a tutti, ho deciso questo. L’alternativa sarebbe stata quella di dimettermi da consigliere comunale, ma sarebbe troppo semplice.
Nella riunione congiunta delle commissioni consiliari di giovedì scorso lei ha espresso e anticipato la sua posizione assolutamente favorevole all’operazione Baxi/Pengo. Ci può spiegare in sintesi il perché?
Questo è un tema assolutamente divisivo. Ma sono le divisioni che fanno l’unione. Da una parte dobbiamo avere una visione sui posti di lavoro, che vuole dire persone e famiglie, con le loro problematiche. Dall’altra parte c’è un terreno con le relative problematiche ambientali. Che non sono questioni inferiori l’una all’altra. Però, se mi permette, da cristiano e da credente, di fronte al tema di salvaguardare la vita lavorativa di una persona, rispetto a quello che è il bene materiale di un terreno, io preferisco stare con la persona. E quindi con i lavoratori che rischiano di perdere questa opportunità di lavoro. Noi come amministratori abbiamo l’obbligo di tutelare la gente che lavora, anche perché noi possiamo come amministrazione offrire in cambio un’alternativa lavorativa. Se guardiamo anche il rapporto Veneto Lavoro per il 2023, quello che è appena uscito e di cui la sua testata si è anche occupata, non ci sono rosee aspettative per il futuro. È proprio vero, come sostiene qualcuno, che ai tempi di oggi, con la carenza di personale che c’è in giro, sono posti di lavoro facilmente rimpiazzabili? Lo vedremo.
Quello di giovedì sarà dunque un voto cruciale…
Il tempo giudicherà le nostre scelte, evidentemente. Noi oggi non abbiamo però più tempo. I tempi dell’industria e le esigenze del privato sono molto ravvicinate rispetto ai tempi della politica. E noi questo tempo non ce l’abbiamo.
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