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4x4. Ovvero 4 domande per 4 risposte su altrettanti temi importanti della vita pubblica e dell'attualità cittadina: chiusura scuola Mazzini, progetto Marchio d'Area, Superstrada Pedemontana Veneta e Polo Museale Santa Chiara. Sono gli argomenti delle quattro interrogazioni che nel prossimo consiglio comunale di giovedì 30 luglio saranno presentate a sindaco e giunta dai quattro gruppi consiliari di minoranza di centrosinistra.
I quali, come di consueto, ne anticipano i contenuti in una conferenza stampa (presenti Angelo Vernillo, Riccardo Poletto e Anna Taras di Bassano Passione Comune, Chiara Campana del Partito Democratico e Oscar Mazzocchin di Bassano per Tutti) convocata questa mattina in Sala Tolio. “Siamo molto attivi anche in questo periodo estivo perché ci sono tante cose da chiedere, è la città che chiede chiarezza - esordisce, a nome di tutti, Angelo Vernillo -. Questa amministrazione, in questa fase di emergenza Covid, ci sembra molto seduta, molto a rimorchio.” “Su alcuni temi strategici - dirà più tardi ancora Vernillo - non solo non c'è confronto con le minoranze, ma non se ne parla con la città. Sono questioni che sembrano passare sopra la testa di questa amministrazione, il cui unico obiettivo è a chi dare la colpa.”
La conferenza stampa delle minoranze (foto Alessandro Tich)
Chiusura scuola elementare Mazzini
Sulla chiusura della scuola elementare “G. Mazzini”, disposta lo scorso maggio dall'amministrazione Pavan a seguito della perizia sulla verifica della sicurezza delle strutture e sulla verifica sismica delle coperture, l'interrogazione delle opposizioni - dopo che le stesse hanno preso visione della perizia affidata all'ing. Dal Sasso - rileva che “la verifica sismica è da considerarsi incompleta se fatta, come in questo caso, solo sul tetto”.
Inoltre “in nessuna parte della perizia si accenna e tanto meno si dichiara l'inagibilità della scuola” e “le stesse conclusioni della perizia non indicano la necessità di chiusura e/o sospensione dell'attività della scuola”. Le minoranze contestano come nei mesi di lockdown “non sia stato fatto nulla” almeno per gli interventi sul tetto “ed è stato invece deciso di fare una conferenza stampa annunciando ai media il rischio di crollo della struttura e quindi la chiusura immediata della scuola”. “Visto che la relazione non denuncia nessun rischio di crollo - continua il testo - vorremmo conoscere le ragioni precise e documentate che hanno portato l'attuale amministrazione a predisporre la chiusura della scuola primaria Mazzini e la sua non riapertura a settembre.” Se invece ci sono “prove documentali di rischio crollo del palazzo”, si chiede “come mai ad oggi non sia ancora stata transennata e messa in sicurezza l'area attorno alla scuola stessa”. “La visione della perizia - commenta Oscar Mazzocchin, a cui fa eco anche Riccardo Poletto - lascia dubbi sulla chiusura immediata della scuola e su una decisione che appare affrettata.”
Marchio d'Area
Grazie alle interrogazioni delle minoranze, impegnate questa volta nel ruolo di medium, viene evocato anche lo spirito del progetto Marchio d'Area di cui ormai - per l'ennesima volta - non si sente più parlare. L'interrogazione sull'argomento - su cui interviene in conferenza stampa la consigliera Chiara Campana - ricorda che “esiste un tavolo di portatori di interesse denominato “Territori del Brenta” che ha lo scopo di promuovere tutto il territorio del Bassanese”, che “nel 2016 l'Intesa programmatica ha accolto la proposta dei Territori del Brenta per sviluppare un progetto di Marchio d'Area al fine di valorizzare l'attrattività del territorio” e che “nel consiglio comunale del 27 settembre 2018 è stato approvato il Protocollo di Intesa per il Marchio d'Area territoriale, successivamente approvato dalla maggioranza dei Comuni appartenenti all'IPA”.
L'ultimo segno di vita del progetto risale allo scorso 28 aprile, quando il sindaco Pavan ha convocato un incontro proprio sul tema Marchio d'Area. Da allora il progetto è tornato a galleggiare nel suo limbo e nel frattempo l'emergenza Covid “ha messo in grave crisi il settore turistico, che ha bisogno di forti stimoli per poter ripartire”. Si chiede quindi al sindaco e al nuovo quadri-assessore al Turismo, Cultura, Attività produttive e Lavoro “quali saranno i prossimi passi per lo sviluppo del progetto Marchio d'Area” e “quali piani sono stati progettati per il rilancio del turismo di Bassano”. Tanti auguri.
Superstrada Pedemontana Veneta
Con l'avvicinarsi dell'apertura - che prima o poi avverrà - del tratto bassanese della Superstrada Pedemontana, il gigante di asfalto alle porte di casa, arrivano al pettine i nodi ancora irrisolti della viabilità ordinaria circostante.
Alla luce della crisi del traffico generata dall'apertura della complanare alla SPV “in particolare all'incrocio con la SS47” e prevedendo che “le ripercussioni negative sulla rete stradale bassanese, anche secondaria, permarranno per tutto il periodo transitorio sino al completamento della SPV”, l'interrogazione esprime il timore che “in assenza di interventi e di condivisione con il territorio, l'impatto sul traffico all'esterno degli svincoli possa restare elevato sulla rete stradale cittadina, anche dopo il completamento della SPV”.
Per la viabilità si preannuncia inoltre un autunno caldo: riapertura delle scuole, maggiore ricorso al trasporto privato (causa emergenza sanitaria), possibile apertura del cantiere della rotatoria di Cà Baroncello. Si chiede quindi “quali soluzioni sono in fase di studio o sono state individuate per garantire la fluidità del traffico veicolare”, “se sono state valutate soluzioni per tutelare anche le altre forme di mobilità” e “se sono state valutate misure per compensare la comunità bassanese dei disagi subiti a causa dei ripetuti ritardi nel cronoprogramma di chiusura cantieri”. “Anche sulla viabilità si doveva “cambiare tutto” - commenta Vernillo -. Si è cambiata invece solo l'inversione in via Tabacco e un'onda verde che non funziona. Nessuna considerazione viene fatta sull'impatto della SPV.”
Polo Museale Santa Chiara
Il consiglio comunale si terrà giovedì 30 luglio. Il giorno seguente, venerdì 31 luglio, è la data della fatidica scadenza imposta all'amministrazione di Bassano da Fondazione Cariverona per la presentazione di un nuovo progetto del Polo Museale allo scopo di valutare la concessione di un nuovo contributo, dopo il ritiro del contributo che era stato stanziato per il primo stralcio di realizzazione dell'opera. Onde per cui, la sera del 30, l'interrogazione delle minoranze esprimerà la fatidica domanda: “È stato presentato il progetto promesso entro il 31 luglio 2020 per il quale abbiamo vincolato 150.000 euro, chi è il progettista incaricato e come è stato affidato l'incarico?”.
“Già all'inizio dell'attuale mandato amministrativo, ormai più di un anno fa - ricorda il documento -, era nota la posizione di Fondazione Cariverona che (…) aveva annunciato la disponibilità a confermare ancora in via eccezionale una parte importante del finanziamento a condizione che si potesse individuare una via condivisa per la ripresa dei lavori.”
Sulla questione pende però anche la “via parallela” intrapresa dalla giunta Pavan per valutare la fattibilità di un intervento in project financing, per la prosecuzione dell'opera, a carico di investitori privati. “Troviamo discutibile e contraddittorio rispetto alla linea da tenere con Fondazione Cariverona - affermano i firmatari dell'interrogazione - l'incarico dato per esplorare la possibilità di un partenariato Pubblico/Privato che di fatto escluderebbe la Fondazione, giustificando un suo disimpegno per la somma residua e non ancora spesa per completare i lavori del primo stralcio del Polo Museale Santa Chiara.”
“Il mio timore - dichiara Riccardo Poletto - è che avendo tirato l'occhio su una prospettiva molto nebulosa in project financing, sia stata bruciata la possibilità di recuperare parte del finanziamento di Fondazione. Se mancano i soldi della Fondazione, non ci sono neanche i soldi per coprire il buco.” L'interrogazione chiede pertanto al punto 2 se corrisponde al vero che “un eventuale ricorso alla procedura di partenariato prevederebbe la realizzazione di un progetto significativamente diverso dall'attuale progetto del Santa Chiara con l'intero onere relativo a progettazione, esecuzione lavori e gestione a carico dei privati.”
“Se la risposta al punto 2 è affermativa - conclude il testo -, in caso di nuovo progetto in regime di partenariato con un privato, come pensa l'amministrazione comunale di recuperare le risorse pubbliche stimabili tra i 4 e i 5 milioni di euro impiegate fino ad oggi per il Polo Museale Santa Chiara?”. Ecco: questa sì che è una gran bella domanda.
Famiglie in difficoltà
Quello del 30 luglio sarà anche il consiglio comunale in cui le minoranze presenteranno l'ordine del giorno per l'integrazione dei fondi per i buoni spesa alle famiglie in difficoltà per la crisi da Covid-19, di cui ci siamo occupati in un precedente articolo.
Come noto, 279 famiglie, risultate idonee ad ottenere il contributo, ne sono rimaste escluse a causa di eaurimento dei fondi erigati del governo. “I nostri mumeri sono stati contestati dall'assessore al Sociale Mavì Zanata - afferma Vernillo -. Ma una determina del suo dirigente l'ha sconfessata e ha dato ragione a noi.” “È una vergogna non aver trovato 107.000 euro”, aggiunge il consigliere riferendosi all'effettiva somma necessaria per integrare gli aiuti per i buoni spesa agli aventi diritto. L'Ordine del Giorno chiede quindi “alla sindaca e alla giunta comunale di destinare la parte necessaria dell'avanzo di bilancio relativo all'anno 2019 all'implementazione dei fondi destinati all'erogazione dei buoni spesa per tutte le famiglie in difficoltà residenti nel Comune che hanno già presentato domanda e questa non è stata accolta per insufficienza dei fondi a disposizione”.
Un secondo OdG, presentato sempre dalle minoranze, chiederà invece di destinare parte dell'avanzo di bilancio 2019 alla creazione di un fondo vincolato all'erogazione di un contributo per anticipo danni alle famiglie colpite dall'intenso fenomeno di maltempo abbattutosi sul territorio lo scorso 8 giugno. La creazione del fondo comunale di aiuto immediato viene proposta “in attesa che la Regione Veneto e gli altri enti coinvolti, pubblici e privati, definiscano l'eventuale portata dell'intervento a sostegno dei cittadini” e tenendo conto che “i tempi per valutare le pratiche risarcitorie da parte della Regione, di altri enti e delle compagnie di assicurazioni sono lunghi e incerti”.
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