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Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it
“Birdwatching” in Regione
Il Veneto tra le regioni condannate della Corte di Giustizia Europea per la politica delle deroghe sulla caccia
Pubblicato il 25 lug 2010
Visto 4.834 volte
La quarta commissione del Consiglio del Veneto presieduta da Davide Bendinelli ha in questi giorni votato a maggioranza le disposizioni sulla caccia ad alcune specie di volatili “in deroga” ai divieti previsti dai regolamenti Comunitari anche per la stagione venatoria 2010/2011. Le “altre” specie cacciabili nella nostra regione risulterebbero sei: lo storno, il fringuello, il prispolone, la pispola, il frosone e la peppola. Il testo a cui hanno votato a favore Pdl, Lega Nord e Udc (il Pd si è astenuto e IDV ha votato contro) è sostanzialmente quello presentato dai consiglieri del Pdl Dario Bond e Piergiorgio Cortelazzo. I progetti avanzati erano tre, oltre a questo uno del gruppo della Lega e uno presentato dalla Giunta Zaia, di ''manica più o meno larga'' anche per quanto riguarda il numero dei capi abbattibili. La Giunta regionale del Veneto aveva già adottato la delibera che autorizzava la cacciabilità di alcune specie vietate in passato, applicando autonomamente il regime di deroga previsto dalla Direttiva CEE 409/79 dalla stagione venatoria 2002/2003 alla stagione venatoria 2008/2009 “grazie al lavoro concertato tra l'on. Sergio Berlato, l'Assessore regionale alla caccia la bassanese Elena Donazzan e l'Associazione Cacciatori Veneti-CONFAVI, presieduta da Maria Cristina Caretta”. Anche l’anno scorso i cacciatori del Veneto hanno potuto cacciare ininterrottamente alcune specie in deroga, nonostante gli innumerevoli ricorsi presentati ad ogni livello dagli anticaccia contro i provvedimenti regionali. Nella seduta consiliare prevista a palazzo Ferro-Fini per il prossimo 28 luglio saranno portate in aula le relazioni informative e la questione del progetto di legge che riguarda quest’anno.
Pare giusto e doveroso porre in evidenza che la Corte di Giustizia Europea ha intrapreso un processo contro l’Italia, con tanto di spese di condanna annesse, perché è stato stabilito che la legge sulle deroghe del Veneto viola di fatto la Direttiva Comunitaria. Il 15 luglio scorso la stessa Corte ha condannato il nostro Paese perché tramite alcune Regioni legittima la caccia in deroga a specie protette. Un nonnulla? Per far sentire il dissenso concertato per il punto all'ordine del giorno del Consiglio Regionale del Veneto di mercoledì prossimo, ENPA, LAC e LAV organizzeranno un sit-in di protesta davanti a Palazzo Ferro Fini dalle ore 9.30. E’ stata anche firmata una diffida notificata a tutti i 60 Consiglieri, a firma dei presidenti nazionali di ENPA, LAC, LAV, Legambiente, LIPU BirdLife Italia e WWF Italia.
Un modo di vedere il mondo contro l’altro, vincerà la disputa chi è politicamente meglio piazzato, anche se di fatto sembra che regni la quasi totale concordia sull’argomento, del resto il mondo venatorio è capillarmente distribuito, associato, organizzato sul territorio. E più in generale, spostando solo di un soffio la mira: fatto il divieto è costume diffuso cercare sempre la deroga, un sistema di legittimo adeguamento al contingente o la fotografia sottoesposta di un malcostume dilagante, della ricerca di un “legale” non rispetto della normativa, e quindi in sostanza la spia accesa di qualcos’altro?
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