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Bassano Città Veneta della Cultura 2025: l’amministrazione comunale se ne ricorda in extremis. Presentato il piano di comunicazione e svelato il nuovo logo turistico della città
Pubblicato il 19 lug 2025
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“BDG. È tutto qui.” Una roba del tipo “I Love NY”.
Ci manca solo mettere la Statua della Libertà nell’ex Polo Santa Chiara, visto che c’è tanto spazio, e il gioco è fatto.
Conferenza stampa al Metropolitan Museo Civico per la presentazione del piano di comunicazione di “Bassano del Grappa Città Veneta della Cultura 2025”, con lo svelamento in anteprima del nuovo logo turistico della città. Sarà il tormentone grafico, come si evince ascoltando i discorsi dei promotori, che apparirà ovunque nei luoghi deputati (dagli esercizi commerciali alle strutture ricettive e dalle stazioni ferroviarie fino agli aeroporti) ma anche sul merchandising (magliette, berretti, gadget vari e chi più ne ha più ne indossi) per promuovere l’attrattività turistica dell’ottava città dell’universo.
La presentazione del nuovo logo turistico in conferenza stampa (foto Alessandro Tich)
Alla conferenza stampa in Sala Chilesotti c’è persino il sindaco Nicola Finco, la qual cosa fa capire che si tratta di una novità davvero importante.
Tutto ha origine dal fatto che finalmente (e vorrei dire anche in extremis, visto che fra due mesi è autunno) l’amministrazione comunale si è ricordata che quest’anno Bassano è la Città Veneta della Cultura: titolo conferitole dalla Regione Veneto e annunciato ufficialmente dal governatore Zaia ancora lo scorso 5 marzo.
Da allora sono trascorsi quattro mesi e mezzo, ma fino ad oggi il riconoscimento regionale è rimasto “invisibile” o comunque non sufficientemente percepito dalla collettività.
Il fatto è che fino adesso - e siamo già oltre metà luglio - non è stata notata alcuna differenza di rilievo rispetto all’andamento degli eventi culturali in città negli scorsi anni: le mostre al Museo Civico (dedicate quest’anno a Brassaï, a Pianezzola e a Segantini) e Operaestate Festival come elementi di richiamo principali e poi un corollario di iniziative promosse dalla Biblioteca Civica e dai privati che per la maggior parte si ripetono annualmente. Nessuna iniziativa speciale e nessun “cambio di passo”, per usare un’espressione cara al sindaco Finco.
Cioè a dire: l’anno del Signore 2025, quello di Bassano del Grappa Città Veneta della Cultura, non fa altro che proporre in gran parte un déjà-vu che nulla aggiunge a ciò che la città proporrebbe comunque sul piano culturale anche negli altri anni, cambiando i contenuti ma non i contenitori.
Ma ecco che, come per incanto, sta accadendo qualcosa di nuovo.
E il nuovo che avanza è il piano di comunicazione che l’amministrazione Finco ha deciso di mettere in campo per “far conoscere al pubblico tutte le iniziative contenute nel progetto, che hanno contribuito al conferimento del titolo Bassano del Grappa “Città Veneta della Cultura 2025”, ai fini della loro fruizione”, affidandolo all’agenzia di comunicazione Alquadrato di Vicenza.
E il primo prodotto del piano comunicativo è proprio il nuovo logo multicolore con payoff (slogan) “BDG. È tutto qui.” che è stato concepito dai creativi vicentini per promuovere la Città della Cultura ma che in realtà viene presentato come il brand turistico di Bassano del Grappa da utilizzare da qui ai prossimi anni, verso l’infinito e oltre.
“Solitamente per i Comuni il conferimento del titolo di Città Veneta della Cultura è un punto di arrivo, per noi invece vuole essere un punto di partenza, un’occasione per promuovere la nostra città a 360 gradi - afferma il sindaco Nicola Finco -. Il nuovo brand è un logo promozionale con cui nei prossimi anni punteremo a promuovere tutto il resto oltre alla cultura.”
“È l’inizio di un percorso - continua Finco -. Nei miei incontri coi commercianti e con gli albergatori ho assicurato che il gettito derivante dall’aumento dell’imposta di soggiorno sarà utilizzato a favore delle imprese con la promozione del territorio. Con l’agenzia Alquadrato abbiamo ideato una campagna destinata a continuare nei prossimi anni.”
“Come ha detto bene il sindaco, questo non è un punto di arrivo ma un trampolino di lancio - s’illumina d’immenso l’assessore comunale alla Cultura e al Turismo Giada Pontarollo -. E lo facciamo potenziando la comunicazione.”
Dunque, cari cittadini di BDG, come è nato il nuovo brand turistico “BDG. È tutto qui.”?
Ce lo spiega in conferenza stampa Alberto Serafin, che dell’agenzia di comunicazione Alquadrato Srl di Vicenza è l’amministratore.
“È un logo pensato non per i bassanesi, ma per l’esterno - esordisce -. Avevamo l’esigenza di un brand che cominci ad attirare altri target di turisti, a partire dai giovani. Per aumentare la visibilità e l’attrattività turistica di una città ci vogliono mesi o anni. Ma Bassano del Grappa parte avvantaggiata.”
E perché parte avvantaggiata, di grazia?
“Bassano del Grappa è già conosciuta - aggiunge Serafin -. Se tu chiedi a Roma: “A parte Vicenza, quale paese in Provincia di Vicenza conosci?” tutti risponderanno “Bassano del Grappa” e nient’altro. E se chiedi per cosa Bassano del Grappa è conosciuta, la risposta è sempre quella: “Per il Ponte e per la grappa”. Bisogna far capire che qui ci sono tante altre cose.”
A parte che considerare Bassano del Grappa un “paese” è un chiaro reato di lesa maestà, giro le affermazioni sopra virgolettate - secondo cui Bassano è unico luogo conosciuto in Provincia dopo Vicenza - al sindaco di Marostica, per tirargli su il morale dopo l’imbarazzante figura rimediata col caso del presunto ma inesistente arrivo dei migranti a Crosara.
L’obiettivo principale del logo-marchio-brand-payoff nuovo di zecca?
“Rendere la città una destinazione iconica”, sottolinea Serafin.
Il logo BDG è infatti declinabile in varie accezioni, a seconda del target turistico a cui ci si rivolge: “Bassano da Godere”, “Bassano da Guardare”, “Bassano da Gustare” (che peraltro esiste già come nome ufficiale del gruppo dei ristoratori di Confcommercio adibiti alle manifestazioni gastronomiche), “Bassano da Giocare” e “Bassano da Girare”, quest’ultimo riferito alle attrattività del territorio circostante.
“La campagna - scrive il comunicato stampa diffuso nell’occasione dal Comune - mette al centro dell’attenzione l’abbreviazione BDG, che se da una parte richiama Bassano del Grappa, dall’altra diventa il motore narrativo di una città da vivere in tutte le sue sfaccettature. Ogni declinazione esplora un aspetto diverso dell’esperienza bassanese, con l’obiettivo di mettere in luce l’alta qualità della vita che la città offre.”
È insomma la Bassano “lifestyle” che inviterà i flussi turistici (che sono quelli che pernottano e non fanno quindi il “mordi e fuggi”, lo ricordo per l’ennesima volta) a condividere le bellezze di cui dispone ma anche le figate della sua vita quotidiana.
Senonché, dal fronte dei cronisti in conferenza stampa, viene posta la fatidica domanda:
“Ma questo logo non c’entra col Marchio d’Area?”.
“Il Marchio d’Area sta andando avanti con Bassano del Grappa come capofila - risponde il sindaco Nicola Finco -. È un processo che è il corso e per il Marchio d’Area si vedrà. Questo logo non è alternativo al Marchio d’Area. La città ha un suo marchio turistico e penso che sia una cosa naturale.”
Dal Metropolitan Museum di BDG per il momento è tutto, a voi la linea.
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