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Alle sorgenti del Nile
Al Marostica Summer Festival il travolgente concerto di Nile Rodgers, fondatore e chitarrista degli Chic, autore e produttore di successi senza tempo e leggenda “seminascosta” della storia del pop
Pubblicato il 10 lug 2025
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“Scriva che siamo tutti giovanissimi, stasera. Mi raccomando!”.
Prima dell’inizio del concerto, nel parcheggio di viale Stazione a Marostica un signore diversamente giovane, come me, mi riconosce e mi esprime questo invito generazionale.
Perché siamo tutti qui al Marostica Summer Festival Volksbank, organizzato da DuePunti Eventi, per il concerto di Nile Rodgers: il fondatore e chitarrista degli Chic, storico gruppo che era in auge quando John Travolta aveva la Febbre del Sabato Sera.
Nile Rodgers a Marostica. Foto Gianni Menegatti
Attenzione però: Nile Rodgers non è solo roba per “boomers”, che negli anni ’70 e ’80 del secolo scorso erano dei giovinetti di belle speranze. Capirete poi il perché.
All’evento con Nile Rodgers & Chic a Marostica è infatti presente un pubblico di tutte le età e delle grandi occasioni, pronto a gustarsi quello che si preannuncia un grande spettacolo a prescindere.
Perché mister Nile è un riconosciuto performer con una maestosa storia alle spalle e la ritmica della sua chitarra è un autentico marchio di fabbrica, inconfondibile.
Anche se stiamo parlando di quella che potrei definire una leggenda “seminascosta” della storia del pop.
Quello di Nile Rodgers, per quanto noto a una miriade di fans a livello internazionale, non è infatti un nome immediatamente riconoscibile da milioni di persone in tutto il mondo, come ad esempio può essere quello di Sting (a rieccolo!), di Bruce Springsteen, dei simpatici fratellini Gallagher o di Bono degli U2.
Eppure è stato ed è tuttora il protagonista di una carriera musicale mostruosa.
Una vita vissuta in gloria, grazie alla quale ha venduto oltre 500 milioni di album in tutto il mondo ed è stato inserito nella Rock & Roll Hall of Fame e nella Songwriters Hall of Fame, nonché insignito di prestigiosi riconoscimenti come il Grammy Lifetime Achievement Award e il più recente World Economic Forum’s Crystal Award per il suo straordinario contributo alla costruzione di un mondo più inclusivo e pacifico attraverso la musica.
Rodgers non è infatti solamente “quello degli Chic”, il gruppo disco-funk statunitense che ha scalato le classifiche discografiche mondiali tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80.
È anche e soprattutto l’autore e/o il produttore di celeberrimi successi senza tempo, affidati all’esecuzione di altre popstar, una selezione dei quali è compresa nella scaletta di Marostica.
Il concerto in Piazza degli Scacchi è quindi un’occasione per compiere un viaggio alle sorgenti del Nile, alla scoperta - soprattutto per il pubblico meno avanti con gli anni - del clamoroso background artistico di questo simpatico, empatico ed energico signore di 72 anni, con gli occhiali, le trecce rasta e il sorriso smagliante, che sembra il fratello di Whoopi Goldberg.
Con un repertorio come quello di Nile Rodgers & Chic - a proposito: ottimi gli strumentisti e bravissime le due cantanti - non è difficile coinvolgere gli spettatori. Già dalle prime note “disco” suonate sul palco, tra le sedie della platea cominciano a muoversi piedi, braccia, spalle e teste.
Non si fermeranno più.
Ma mister Nile fa di più: dialoga con la gente, invita a cantare i ritornelli, a seguire il ritmo con le mani, racconta divertenti aneddoti tra una canzone e l’altra, ringrazia più volte Marostica per la fantastica serata.
La famosa “quarta parete” che divide il palcoscenico dal pubblico si scioglie ben presto come neve al sole.
L’inizio del concerto ripropone quattro famosissime hit degli Chic, il brodo primordiale della sua carriera: “Le Freak”, “Everybody Dance”, “Dance, Dance, Dance” e “I Want Your Love”.
Poi comincia la vera e propria escursione alle sorgenti del Nile, con i “pezzoni” scritti e prodotti da Rodgers nei decenni per altri artisti di fama mondiale, con una produzione musicale capace di attraversare epoche e stili, dal funk e dalla disco delle origini fino alla dance elettronica e ai ritmi che hanno ispirato il mondo dell’hip-hop e del pop contemporaneo.
Il primo omaggio in musica è per “I’m Coming Out” e “Upside Down”, scritte e prodotte da Nile Rodgers e Bernard Edwards (il bassista degli Chic) per Diana Ross e da lei portate al successo mondiale nel 1980.
Segue un ritorno ai primordi e cioè alle Sister Sledge, le quattro sorelle disco americane di fine anni ’70 lanciate ai piani alti del successo internazionale sempre dall’accoppiata Rodgers & Edwards: le note di “He’s the Greatest Dancer” e “We Are Family” rievocano ritmi e suoni che hanno segnato un’epoca.
Poi si arriva ad un incontro molto particolare del Rodgers produttore: quello con Madonna.
È stato lui infatti il producer di “Like a Virgin”, l’album che ha fatto partire in orbita (dove permane tuttora) l’allora giovanissima signorina Louise Veronica Ciccone.
Racconta sul palco che lui voleva lanciare “Material Girl” come primo singolo tratto dall’album ma Madonna, che dimostrava già il suo deciso caratterino, gli disse di “no” replicandogli: “Il primo singolo deve essere “Like a Virgin” e questo sarà anche il titolo dell’album.”
E così è stato.
Parte quindi l’Amarcord in musica e, per la prima volta dal vivo, le note di “Like a Virgin” e di “Material Girl” riecheggiano davanti al Castello Inferiore di Marostica.
Ehlamadonna.
Ma in quanto a mostri sacri incrociati nella sua carriera, mister Nile ne ha da vendere.
Un altro, e certamente il più carismatico, è stato David Bowie che nella sua fase “pop new wave” degli anni ’80 individuò nel chitarrista degli Chic la figura ideale per produrre il suo album “Let’s Dance” del 1983.
“Modern Love”, brano di quell’album dove Rodgers (come in tutti i pezzi da lui composti o prodotti) suona la chitarra, è il primo omaggio in scaletta al Duca Bianco.
Non manca tra le star più recenti affidatesi al genio musicale di Nile Rodgers anche Beyoncé, di cui viene eseguita “Cuff It”.
Clamoroso, poi, il successo mondiale di “Get Lucky” dei Daft Punk con Pharrell Williams del 2013: anche qui c’è lo zampino da producer (e la chitarra ritmica da musicista) del signor Chic che assieme al suo gruppo ne irradia le travolgenti note tra le mura scaligere.
Spazio poi ad altre evergreen firmate dal protagonista del concerto: “Lost in Music” delle Sister Sledge, il classico dei Duran Duran “Notorius”, il medley “Soup for One” degli Chic e “Lady” di Modjo, ed altre ancora tra cui “My Fordidden Lover”, altro pezzo riconoscibilissimo degli Chic.
In mezzo, un momento significativo del repertorio: Nile Rodgers & Chic eseguono “Thinking of You” delle Sister Sledge mentre sul maxischermo scorre una galleria di foto dei tanti personaggi con cui il chitarrista e produttore ha collaborato e suonato nel corso degli anni, da Diana Ross a Mick Jagger, da Madonna ad Eric Clapton, da David Bowie ad Avicii e da Bono a Stevie Wonder, solo per citarne alcuni.
Con un particolare omaggio per immagini al suo primo e più importante compagno di avventura: il bassista degli Chic Bernard Edwards, scomparso nel 1996.
È il preludio del gran finale, quello dove di solito le stelle del palco danno il meglio di sé.
Ed è il momento nel quale questo inossidabile 72enne con gli occhiali, la chitarra “Hitmaker” Stratocaster e le trecce rasta rompe gli schemi, invitando tutti ad alzarsi.
Il pubblico del Marostica Summer Festival si alza dalle sedie, chi riesce a farlo in tempo confluisce davanti al palco e il concerto diventa una grande festa collettiva.
Dopo una serie di ping-pong in musica tra mister Nile e tutti i presenti del tipo “say hoo-hoo”, “say hee-hee” eccetera per riscaldare l’ambiente, il gran finale inizia con l’esecuzione di una delle produzioni rodgersiane più celebrate: “Let’s Dance”, l’iconico brano di David Bowie, “title track” del suo omonimo album dell’83, diffuso urbi et orbi all’epoca da uno straordinario videoclip.
L’entusiasmo generale si taglia con il plettro ma l’apoteosi definitiva arriva con l’ultima portata del menù musicale, che ha un titolo che è tutto un programma: “Good Times”, altro successone dell’epoca degli Chic.
È una di quelle musiche con le quali non puoi stare fermo e Piazza degli Scacchi, inevitabilmente, si trasforma in una grande sala da ballo.
Prolungata ovazione finale per i nuovi Chic e per il loro guru Nile Rodgers che ringrazia Marostica per l’ennesima volta, talmente amichevole ed empatico col pubblico da infonderti l’impressione che andrebbe volentieri a mangiare una pizza con te, se ne avesse il tempo.
È proprio vero, aveva ragione il signore che ho incontrato al parcheggio: siamo tutti giovanissimi, stasera.
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