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Tessere o non tessere
A volte ritornano, e anche alla grande. Rispunta all’orizzonte l’associazione Dif.fusione di Bassano del Grappa con la nuova mostra collettiva nella chiesa di San Giovanni “Tessere. Arte contemporanea”
Pubblicato il 30 giu 2024
Visto 11.685 volte
Tessere o non tessere, questo è il dilemma.
Lo spirito di Amleto aleggia nella chiesa di San Giovanni a Bassano, novello Castello di Elsinore dell’arte contemporanea. E questo anche perché William Shakespeare, di cui si favoleggiano le origini italiane, e in onore a questa nostra città che si considera il centro del mondo, sicuramente era un bassanese.
Non c’è il teschio di Yorick ad ispirare il monologo, ma l’unione di undici volti e di undici linguaggi espressivi per la composizione di un mosaico di “approccio multiplo” alle provocazioni degli artisti di oggi.
La conferenza stampa di presentazione della nuova collettiva d’arte contemporanea di Dif.fusione
Da qui il titolo della mostra, organizzata dall’associazione Dif.fusione di Bassano del Grappa, in programma dal 5 al 28 luglio prossimi a San Giovanni (apertura dal giovedì al sabato dalle 17 alle 20 e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20) e presentata in conferenza stampa nel salone della Libreria Palazzo Roberti: “Tessere. Arte contemporanea”.
“Tessere - spiegano i promotori dell’evento espositivo - come tasselli di un mosaico o pezzi del puzzle; come il lavorio del telaio; rivoluzione industriale o rammendo di dita e tessuto.”
Insomma un titolo dal duplice significato: “tessere” come quelle del puzzle o come il verbo che accomuna l’attività dei tessitori, dei ragni e dei diplomatici.
Potrebbe anche essere il plurale di “tessera” nel senso di documento di iscrizione, ma l’arte è espressione di libertà per antonomasia e l’omologazione per tesseramento (a un partito, a un club, a un’associazione e a quant’altro) è la cosa più lontana dal concetto dell’individualità creativa.
Quella del doppio senso di interpretazione dei nomi delle mostre promosse e realizzate in città sembra essere diventata una costante del sodalizio culturale bassanese.
Era già successo con la mostra collettiva di arte contemporanea d’esordio, allestita nella primavera 2023 sempre nella chiesa di San Giovanni, quando l’associazione promotrice si chiamava ancora Dif.fusione88.
Ve la ricordate? Era “Messe”.
Ovvero “messe” come “mietitura e raccolta del grano” ma anche come “fiera, esposizione”, nel senso di “presentazione”, in tedesco.
Potrebbe anche essere stato il plurale di “messa” ma, per carità, scherza coi fanti ma lascia stare i santi.
Comunque sia, anche con “Tessere” si preannuncia una stimolante sfida per il visitatore, soprattutto - come la maggior parte di noi - per quello non esperto.
Entrando in mostra e osservando le opere, che in quanto contemporanee non necessariamente possono essere capite a prima vista, ciascuno sarà libero di cucire attorno alle tele e alle installazioni esposte il proprio tessuto di significati.
Gli stessi componenti del direttivo di Dif.fusione sono tasselli di un composito mosaico di esperienze diverse che tuttavia confluiscono nell’interesse condiviso per la cultura artistica contemporanea, che pezzo su pezzo crea l’immagine finale dell’unione di intenti come in un puzzle della Ravensburger.
Come ad esempio il presidente Romano Zanon, noto commerciante di articoli da cucina e di stoviglie di marca, ma sempre pronto a far bollire in pentola lo spettro interpretativo del linguaggio artistico, generato dal pensiero filosofico.
O come Francesca De Marchi, altro volto ben conosciuto del centro storico, che vende giornali e riviste in piazza Libertà e promuove la passione per l’arte dopo aver chiuso l’edicola.
Per non parlare del vicepresidente e attivissimo uomo-ovunque Matteo Bizzotto Montieni, capace di passare in un nanosecondo, come se nulla fosse, da Azione per Calenda a Dif.fusione per merenda.
Diciamo che i Dif.fusori sono dei pezzi di un Tetris ben assortito e unitario allo stesso tempo, in sintonia con la nuova mostra che si accingono a inaugurare.
E allora, ritornando al tema principale di cui all’oggetto: tessere o non tessere?
“Tessere che è trama, ordito e nello stesso tempo mosaico - spiega Claudio Brunello, curatore della mostra e proboviro di Dif.fusione -. Un percorso di esplorazioni, di domande e riflessioni, sulla presenza/assenza umana.”
Anche perché, come dice il saggio, i presenti/assenti hanno sempre torto.
La cosa bella delle presentazioni delle mostre di arte contemporanea è che sono come le opere delle mostre che presentano: non necessariamente, per l’appunto, possono essere capite a prima vista.
Sono anch’esse fatte di parole criptiche e di frasi che vanno lette tra e oltre le righe, come l’opera d’arte che va interpretata oltre l’immagine percepita dall’occhio.
“L’arte contemporanea - scrive un comunicato di Dif.fusione di presentazione di “Tessere”- è luogo del tessere, che muta il sedimento umano in figura, che traccia lo sfondo sfilacciato fino a plasmare affinità elettive.”
Tutto chiaro? Benissimo, allora andiamo avanti.
“Si tesse una relazione, un accordo; con le parole, con gli sguardi, con i gesti - afferma ancora il testo -. Ma prima si tessono le idee, si collega, si lega, si accosta per creare legame.”
“Cos’è la nostra corteccia cerebrale - si chiede Dif.fusione - se non l’opposto di una campitura? Cos’è il pensiero - e quindi la realtà - se non una fitta relazione tra diversi? La continua tensione delle sinapsi e degli eventi tessono, instancabili.”
“E da questo tessere nasce il senso, si stagliano i significati, si producono immagini, si addensano figure - prosegue la nota -. Un telaio di pixel e lo specchio della vita che tesse lo stesso divenire.”
E sulla “continua tensione delle sinapsi” e sul “telaio di pixel che tesse lo stesso divenire”, egregi lettori, penso che possa bastare.
È con questo elevato ed eterogeneo scenario di tessiture dell’esistenza che si interfaccerà il contributo degli undici artisti contemporanei che esporranno le loro opere in mostra: Silvia Canton, Franz Chi, Giuliana Colbachini, Saul Costa, Silvia De Bastiani, Carlo Martini, Andrea Meneghetti, Raffaele Minotto, Tobia Ravà, Alberto Salvetti, Memo Vanzo.
Ed ecco anche risolto il dubbio amletico: tessere o non tessere vuol dire varcare la soglia della chiesa di San Giovanni dal 5 al 28 luglio per addentrarsi nella nuova proposta espositiva di Dif.fusione oppure evitare di farlo, perdendo così un’occasione di confronto e di arricchimento culturale.
Parola di William Shakespeare, il sommo drammaturgo e poeta da Stratford-upon-Brenta.
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