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Hocus Pocus Genius
Sanità locale, minori fragili e il “mistero” del Genius Center: su queste tre questioni gli interventi delle minoranze nel prossimo consiglio comunale
Pubblicato il 16 dic 2022
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Hocus Pocus Genius. Quale formula magica tirerà fuori l’amministrazione Pavan per spiegare il presente e il futuro del progetto del Genius Center al posto dell’ex Polo Museale Santa Chiara?
Sarà una delle questioni messe in evidenza dalle minoranze in occasione del prossimo consiglio comunale di martedì 20 dicembre.
L’ultima seduta consiliare, peraltro, in cui si potranno presentare interrogazioni e interpellanze prima del consiglio di fine anno che sarà invece quasi totalmente dedicato all’approvazione del bilancio.
Ex Polo Santa Chiara: il buco col cantiere abbandonato intorno (foto Alessandro Tich)
Le “anticipazioni” sugli interventi consiliari vengono presentate come di consueto dai consiglieri di opposizione in una conferenza stampa convocata in Sala Tolio.
Uno dei tre temi posti dalle minoranze all’ordine del giorno è innanzitutto quello della sanità locale, al centro dei noti problemi riguardanti il suo funzionamento gestionale, liste di attesa in primis, con un lamentato deficit di riorganizzazione dopo il cataclisma generale del Covid. È l’argomento di una mozione “molto costruttiva” che, come auspica il consigliere ed ex sindaco Riccardo Poletto, l’opposizione “vuole condividere il più possibile con la maggioranza”.
“La mozione - spiega Poletto - richiede un maggiore coinvolgimento di due protagonisti fondamentali: i sindaci e il personale sanitario. Ci risulta che a Venezia le Conferenze dei Sindaci delle Ulss del Veneto non si riuniscano più come una volta, quando si incontravano regolarmente a cadenza mensile o bimestrale. Mentre il personale sanitario presenta un livello di stress molto elevato per garantire il turnover delle prestazioni.”
“Chiediamo per il futuro alla Regione la capacità di ascoltare maggiormente i territori - prosegue -. Oltre 4000 firme raccolte sulla sanità locale lo chiedono chiaramente.”
“I dati dell’Ulss sui recuperi delle liste di attesa presentano ancora dei “buchi” - osserva Poletto -. Non conosciamo cioè la percentuale dei cittadini e cittadine che dopo aver prenotato una prestazione al CUP vi rinunciano, a causa delle tempistiche o della distanza della sede prenotata, per rivolgersi autonomamente alla sanità privata.”
“L’esigenza è quella di far ripartire la sanità pubblica del nostro territorio e del Veneto - conclude il consigliere di Bassano Passione Comune -. E non vorremmo che fossero vere le voci che stanno girando e che temono il rischio che la parte sociale, che nel sistema “socio sanitario” del Veneto è demandata alle Ulss, venga restituita ai Comuni.”
La mozione, se approvata, impegnerà pertanto sindaco e giunta a chiedere alle autorità regionali e ai vertici dell’Azienda Ulss 7 Pedemontana “di coinvolgere maggiormente i sindaci e i consigli comunali dei territori nelle decisioni e nelle programmazioni future degli assetti socio sanitari regionali”. Ma anche, tra le altre cose, “di conoscere con quali modalità l’Azienda Ulss 7 coinvolge il personale (in particolare primari e dirigenti) nella definizione del proprio piano interventi” e “di conoscere con quali modalità l’Azienda Ulss 7 monitora la soddisfazione degli utenti”.
Alla parte “socio” del sistema socio sanitario locale si riferisce anche un’interrogazione che chiede al sindaco: “Quale prevenzione e quale sostegno il Comune intende offrire alle famiglie e ai minori residenti a Bassano del Grappa?”.
“Negli ultimi anni, anche nel periodo pre pandemia, c’è stato un aumento della fragilità familiare - spiega la consigliera Erica Fontana -. Dobbiamo garantire un sistema per le famiglie, che possa aiutarle e integrarle.”
Al centro della questione vi sono i destini del Centro per le Relazioni e le Famiglie, struttura di supporto e di prevenzione del disagio familiare avviata nel corso della precedente amministrazione comunale in uno stabile di viale Asiago confiscato alla malavita organizzata. Il prossimo 31 dicembre scadrà il contratto di lavoro interinale dell’équipe che gestisce il Centro e nulla al momento è dato ancora sapere se dal 1 gennaio l’attività della struttura potrà continuare.
L’interrogazione chiede pertanto lumi al riguardo, ma allarga anche il tiro sulla questione delle deleghe sociali. Come da intervista sulla stampa dell’assessore regionale Manuela Lanzarin, nel prossimo futuro saranno i Comuni, riuniti in ambiti territoriali, ad esercitare le funzioni socio assistenziali per garantire i Leps (Livelli essenziali delle prestazioni sociali) al posto delle Ulss. “Chiediamo più chiarezza sulle deleghe sociali - afferma l’esponente di Bassano per Tutti -. Ma chiediamo anche quanto del bilancio comunale l’amministrazione intende usare per le fragilità familiari e in particolare sui minori.”
Lascio volutamente per ultima la questione che in conferenza stampa viene invece trattata per prima, per voce del consigliere del gruppo misto Roberto Campagnolo.
E si tratta ovviamente, come avrete capito dall’incipit di questo articolo, di quello che potremmo definire il “mistero” del Genius Center: versione evoluta, riveduta e corretta del vecchio e abbandonato progetto del Polo Museale Santa Chiara di cui si occupa un’interpellanza da pop corn assicurato.
L’ultima puntata della Geniusnovela risale ancora allo scorso 19 luglio, con la notizia (www.bassanonet.it/news/30023-colpo_di_genius.html) della proposta avanzata al Comune dall’ATI - Associazione Temporanea di Imprese composta dalle tre società GBR Consulting di Trento (soggetto coordinatore), GrisDainese Architetti di Venezia e Pleiadi Science Farmer di Limena (PD) di progettare e realizzare il Genius Center al Santa Chiara tramite il sistema del “leasing in costruendo”. Ovvero: io raggruppamento privato ti progetto e ti costruisco l’opera a mie spese, te la gestisco anche per 20 anni e tu Comune in questi 20 anni mi restituisci la somma investita con un piano pluriennale di rate da corrispondere.
Quale somma? A spanne, come stimato all’inizio, oltre una decina di milioni di euro.
Ma poi, come scrive il testo dell’interpellanza, “assistiamo al ballo delle cifre fino ad arrivare all’ultimo annuncio di una previsione di spesa per oltre 20 milioni di euro”.
Ultima previsione che, afferma l’atto consiliare, “ha generato le dimissioni per manifesta e descritta contrarietà del vicesindaco e assessore al Bilancio Roberto Marin”.
Il 19 luglio la notizia della proposta progettuale dell’ATI era stata anticipata alla stampa dal sindaco Elena Pavan e dall’assessore ai Lavori Pubblici - e allora non ancora vicesindaco - Andrea Zonta, prima della presentazione ufficiale del progetto alla riunione della 3° commissione consiliare Territorio, Cura e Sostenibilità urbana nel tardo pomeriggio della stessa giornata (www.bassanonet.it/news/30025-il_musetto.html).
In conferenza stampa Campagnolo definisce la vicenda Santa Chiara “una situazione emblematica di questa amministrazione che rispetto ai dossier principali della città non sa cosa fare”, per una visione “della città che cambia, ma solo negli annunci”.
L’ex vicesindaco ripercorre le tappe principali della lunga e tortuosa storia, dalla perdita del contributo di Fondazione Cariverona e dai famosi incarichi per gli studi di fattibilità alle due società veneziane Mesa Srl e Grisdainese Srl in avanti, che qui non ripropongo perché già oggetto di brentane di inchiostro nei miei articoli su Bassanonet. Per arrivare infine alla commissione consiliare del 19 luglio nella quale è stato presentato il progetto dell’ATI.
“Alla commissione di luglio svanisce tutto - afferma Campagnolo -. Non ci sono più gli attori privati che dovevano contribuire alla nascita del “nuovo polo” della cultura e innovazione, Fondazione Bonfanti Vimar e Fondazione Luca, ma ci troviamo una società trentino-padovana che viene fatta sedere al tavolo dei relatori come “il Messia”.”
“La soluzione del “leasing in costruendo” è ad altissimo rischio - avverte il consigliere -. La normativa a livello nazionale ha una casistica molto bassa. È una procedura complessa e rischiosa di un finanziamento pubblico che deve restituire i soldi ai privati pagando delle rate. Far sedere questi signori al tavolo della commissione è stato un segno di disperazione dell’amministrazione.”
“Abbiamo perso 4 anni e oltre 5 milioni e mezzo di euro oltre a perdere la collaborazione delle due fondazioni bassanesi per non avere ancora niente di concreto in mano - lamenta il consigliere di opposizione -. Eppure quando era stata eletta l’amministrazione Pavan godeva di una congiunzione astrale perfetta: Regione, Governo e sindaci nel consiglio di Fondazione Cariverona dello stesso colore politico. Una congiunzione che non ha saputo minimamente sfruttare.” “La maggioranza, e in particolare la Lega - è il colpo finale di Campagnolo -, se ne è accorta e sta abbandonando progressivamente il sindaco.”
L’interpellanza viene presentata adesso e non a caso: entro questo mese di dicembre, infatti, era atteso il progetto del nuovo Genius Center di GBR Consulting & C. e ad oggi, a pochi giorni ormai dal Natale, non ne è ancora pervenuta notizia.
Hocus Pocus Genius, dunque. Attendesi formula magica in consiglio comunale per capire quali siano le reali prospettive di realizzazione del Genius Center nello spazio del Polo Museale che fu. Perché al momento, al di là degli annunci e riscontri oggettivi alla mano, si è visto molto “Pocus”.
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