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50 anni da Leoni
Grande festa per il mezzo secolo di attività del Caffè Danieli di Bassano del Grappa. Un abbraccio tra la città e la famiglia Miotti, nel ricordo del fondatore Leone. Nonna Teresa: "Qui spaccavo il mondo, è sempre stato bellissimo"
Pubblicato il 23 feb 2012
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La prima notizia è che l'Inter sta giocando in Champions League e il televisore del Caffè Danieli è spento. Visto come sarebbe andata poi a finire, probabilmente è meglio così. Ma per Achille Miotti, noto titolare del locale e notissimo tifoso interista, oggi non c'è Milito che tenga: è infatti la grande serata della festa per i 50 anni dello storico Caffè di Piazza Garibaldi a Bassano.
Sono tantissime le persone che rispondono all'invito della famiglia Miotti per brindare - tra bicchieri, un ricco buffet, lumi di candela e buona musica - al mezzo secolo di attività. Il Danieli, infatti, non è un Caffè qualsiasi: ma un luogo di incontro che per decenni, assieme al Caffè Nazionale, è stato - come lo è tuttora - un punto di riferimento per i bassanesi.
Una lunga e appassionante storia che inizia il 20 febbraio 1962, quando Leone Miotti - il fondatore di questa bellissima avventura - assieme alla moglie Teresa Bison apriva per la prima volta la saracinesca del locale, acquisito dal precedente titolare, dopo aver gestito per quattro anni un altro bar in via Ferracina.
La famiglia Miotti al completo per la festa dei 50 anni del Caffè Danieli (foto Alessandro Tich)
C'erano i biliardi e si giocava a carte, e ben presto quel Caffè nel cuore della città, di fronte alla chiesa, sarebbe diventato il luogo privilegiato in cui bere un'ombra, scambiare quattro chiacchiere o darsi appuntamento.
Sono anche gli anni in cui cresce il mito dell'”Aperitivo Leone”, inventato da papà Miotti, affiancato dalla sempre presente Teresa: l'aperitivo della casa, la cui ricetta è segreta come quella della Coca Cola, che ha accompagnato generazioni di avventori e che la famiglia Miotti, da quattro anni, ha cominciato anche a commercializzare.
33 anni fa, con la morte di Leone, la gestione passava al figlio Achille, appena 19enne, che ancora oggi porta avanti l'impresa di famiglia assieme alla moglie Susanna Campagnaro e ai due figli Leone e Edoardo, 28 e 27 anni, che a loro volta
hanno seguito le orme del nonno e del padre gestendo da dieci anni il Leon Bar in Piazza Libertà.
50 anni da Leoni, ricchi di infiniti aneddoti e ricordi, racchiusi nell'emozione di un'unica serata. La grande festeggiata è nonna Teresa, ancora in splendida forma, che dispensa sorrisi e una buona parola per tutti. Ma c'è anche - attorniato dall'affetto dei presenti - Plinio Miotti, il fratello di Leone, soprannominato “Johnson”: “il grande Plinio”, come ci sottolinea il nipote Achille.
Scenografia speciale per l'evento: luci soffuse nel plateatico esterno, dove è anche allestito un corner per la “foto fai da te”. I partecipanti alla festa, con un telecomando, si fanno l'autoscatto: le foto saranno incluse in un Dvd ricordo della serata. All'interno, l'intera parete dietro il bancone è coperta da bottiglie di “Aperitivo Leone” e a rallegrare l'atmosfera ci pensa la musica della “Rivolchestra”: gruppo di ottimi musicisti giunti appositamente da Rivoltella, in provincia di Brescia.
La gente riempie presto gli spazi del Caffè in un continuo via vai di saluti e di abbracci e tra i primi a congratularsi coi festeggiati c'è il sindaco Cimatti, che non può fare a meno di sorseggiare un “Leone”.
E' soprattutto una serata inter-generazionale (e in un locale interista, non poteva essere altrimenti): quasi a rappresentare i cinquant'anni di storia, si incontrano e si incrociano nell'occasione tutte le fasce di età, dal 90enne al ragazzino.
Teresa Bison, ovvero nonna Teresa, ripercorre in un attimo tutti gli anni passati al bancone e tra i tavoli del Danieli.
“Quando lavoravo qui spaccavo il mondo - ci racconta -. Oggi sono commossa, è sempre stato bellissimo e c'è sempre stato tanto da lavorare.”
“La città è cambiata - ci dice ancora la signora Teresa -. Adesso Bassano è dei giovani. Proprio per questo penso che mi stao ben casa. Ora vanno avanti i miei nipoti, sono bravi ragazzi.”
Impossibile sintetizzare in pochi secondi le mille curiosità di una vita di lavoro. Compreso l'avvenimento della mongolfiera “caduta davanti a San Francesco” in un punto, fortunatamente, “dove non c'erano le sedie”.
E compresi i tanti incontri con i personaggi famosi che hanno varcato la soglia del Caffè. “Il regista Pietro Germi - ricorda nonna Teresa - si è seduto a un tavolino all'angolo, vicino alla televisione. Ugo Tognazzi ha preso un gelato e se ne è andato via senza neanche dire “ciao”. Qui c'è stato anche Alberto Sordi, che era a Bassano per fare un film. Ne abbiamo visti tanti, è stato sempre piacevole.”
Un filo diretto con il cinema di cui il film “Cose dell'altro mondo” con Diego Abatantuono, che ha girato alcune scene all'interno del Danieli, è stato solo il più recente episodio.
L'ultima curiosità riguarda il prodotto che contraddistingue l'attività di famiglia.
“Abitavamo in un appartamento alla Ss. Trinità - ci racconta ancora la signora Bison -. Mio marito, la sera, portava a casa le bottigliette mignon e ha fatto il “Leone”, l'aperitivo che è ancora qua da più di 50 anni.”
Non c'è che dire: la storia di una città è raccontata dai libri, dai suoi monumenti e dai suoi musei. Ma la storia di Bassano, quella vera, è fatta dalle sue persone.
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