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Massimiliano CavalloMassimiliano Cavallo
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BlueSingers & Orchestra, la musica che riparte tra continuità, emozione e memoria

Nel ricordo del grandissimo maestro Diego Brunelli, il testimone passa al figlio Enrico: un nuovo cammino che unisce l'identità storica dell'orchestra a nuove soluzioni artistiche

Pubblicato il 18-02-2026
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Non è una semplice ripresa di stagione, né un’operazione celebrativa.
Il ritorno della BlueSingers & Orchestra rappresenta un momento importante: quello di riaprire un dialogo con il pubblico, interrotto dalla grave perdita dell’acclamato maestro Diego Brunelli, fondatore e anima del progetto.
Tornare in pista oggi non significa cedere alla nostalgia, ma scegliere consapevolmente di proseguire nel percorso in cui il maestro credeva profondamente.

La BlueSingers & Orchestra in un momento di preparazione. Foto: Bassanonet.it

Un cammino costruito nel tempo, pezzo dopo pezzo, grazie al contributo di ogni artista coinvolto, fino a dare forma a un mosaico musicale condiviso, vivo e riconoscibile.
Nata nell’agosto del 2015, la BlueSingers & Orchestra è cresciuta rapidamente fino a diventare una realtà strutturata, composta da 46 coristi e 15 musicisti, capace di affrontare palcoscenici prestigiosi come il Teatro Verdi di Padova, il Comunale di Vicenza, il Manzoni di Bologna, il Teatro Da Ponte e il Remondini di Bassano del Grappa.
Un percorso costruito sotto la guida di Diego Brunelli, musicista poliedrico e direttore artistico capace di unire gospel, pop, rock, blues e musical, dando vita a produzioni di forte impatto come Hearts for Earth! e The Great Rock Show, spesso arricchite da ospiti di rilievo e accompagnate da un costante impegno solidale.
Alla guida dell’associazione resta il presidente Alberto Strobbe, motore organizzativo del progetto fin dalle origini.
È lui a spiegare il senso della scelta compiuta dopo la perdita del maestro: «La BlueSingers & Orchestra è una vera famiglia. Le decisioni non si prendono mai individualmente, ma all’unanimità.
Diego era una persona speciale: ci ha insegnato ad amare ancora di più quello che facevamo. Con lui la musica non era solo esecuzione, era vita. Per la direzione di Enrico abbiamo discusso apertamente con tutti i membri e il coro ha concordato all’unanimità che fosse la scelta più naturale». Si tratta di una decisione condivisa dall’intero gruppo, che ha visto in Enrico Brunelli non solo una continuità affettiva, ma anche una figura già profondamente inserita nel progetto.
Strobbe ricorda inoltre che, prima della serata di Vicenza, era stato proprio il maestro Diego Brunelli a indicare suo figlio come erede naturale, e vederlo sul palco a dirigere l’orchestra è stato un momento toccante ed emozionante. Enrico racconta: «Sono cresciuto con questa orchestra.
Ringrazio tutti per la fiducia che mi è stata data.
Non cercherò di emulare mio padre, sarebbe impossibile. Il mio obiettivo è portare una visione personale, mantenendo un legame con il passato ma cercando un linguaggio che sento mio e che possa essere condiviso dagli artisti sul palco e arrivare al pubblico in sala».

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