Ultimora
Politica
05 lug 2026
Scontro totale sulla Giustizia veneta: «I sabotatori del nuovo Tribunale hanno fallito la mobilitazione»
Politica
04 lug 2026
Caso Tribunale, Futuro Nazionale applaude Forza Italia: «Scelta di coraggio per la comunità»
Imprese
03 lug 2026
Oro alle stelle e crollo dell'export: il governo apre un tavolo tecnico per salvare i distretti orafi
Politica
03 lug 2026
Tribunale della Pedemontana, anche la lista Finco a Bassano si schiera per il sì
5 Jul 2026 21:42
Ciclista 79enne travolto e ucciso da un'auto nel Pordenonese
5 Jul 2026 19:28
Bambina rischia di soffocare a Venezia, due agenti la salvano
5 Jul 2026 14:07
Accoltellato in un bar a Milano, non è in pericolo di vita
6 Jul 2026 03:30
Forti esplosioni a Kiev durante allerta missilistica, colpito un edificio 'persone intrappolate'
5 Jul 2026 20:25
Mondiali: Messico - Inghilterra in campo alle 2 DIRETTA
5 Jul 2026 23:41
Trump posta meme con la Meloni, 'necessaria ordinanza restrittiva'
Elvio Rotondo
Contributor
Bassanonet.it
La Cina alla ricerca di nuove basi militari all’estero
Gli obiettivi di Pechino sono la protezione dei propri interessi nazionali, la sicurezza degli investimenti esteri, il trasporto di merci e le azioni antiterroristiche.
Pubblicato il 23 feb 2025
Visto 6.826 volte
La Cina ha compiuto rapidi e indiscutibili progressi militari da quando Xi Jimping ha introdotto riforme radicali molti anni fa.
In particolare, nel 2015, ha avviato la più ampia revisione dell'Esercito Popolare di Liberazione (PLA) dagli anni ‘50, introducendo una struttura di comando congiunto snella con la trasformazione delle sette regioni militari in cinque comandi di teatro e creato un Dipartimento di Stato Maggiore Congiunto per coordinare operazioni integrate e multi-dominio.
Sono state, inoltre, introdotte la PLA Rocket Force, responsabile dei missili nucleari e convenzionali, e la Strategic Support Force (SSF), incaricata delle capacità di guerra spaziale, cibernetica ed elettronica.
Il governo cinese ha intenzione di proteggere i suoi interessi mondiali e sfidare il dominio militare americano, in primis in Asia.
Il cambiamento ha coinvolto anche la marina cinese, che con molta probabilità sarà considerata una “grande potenza marittima”, idealmente entro il 2035.
Secondo quanto riportato dal sito GIS report online, ad agosto dello scorso anno, la Marina cinese (PLA Navy) vantava circa 370 imbarcazioni/piattaforme, tra cui grandi navi da combattimento di superficie, navi anfibie oceaniche, sottomarini, portaerei, cacciamine e navi ausiliarie della flotta. Questo numero dovrebbe salire a 395 navi entro il prossimo anno e raggiungere le 435 entro il 2030, contro una Marina statunitense che dispone di 296 navi da combattimento, che si prevede scenderanno a 294 entro il 2030. La Royal Navy del Regno Unito, la più grande d'Europa dopo la Russia, ha solo 45 navi.
L'intenso programma di costruzione navale di Pechino degli ultimi anni ha prodotto la più grande forza navale/marittima del mondo, che può operare più lontano che mai dalle coste cinesi.
Pechino starebbe anche modernizzando il suo arsenale missilistico strategico. Entro il 2030, si prevede che avrà più di 1.000 testate nucleari, molte delle quali con una gittata tale da colpire gli Stati Uniti continentali. Tuttavia questo arsenale resta ancora inferiore a quello degli Stati Uniti e della Russia. Il Pentagono stima che Pechino stia aumentando il suo arsenale di testate nucleari di circa 100 all'anno. (CNN)
Come nuova potenza globale, Pechino sta sviluppando la sua presenza all’estero in regioni strategiche per la Cina con la creazione di basi navali.
Pechino ha aperto la sua prima base militare all'estero a Gibuti nell’agosto 2017, supporta il porto navale di Gwadar in Pakistan e avrebbe una presenza militare in Tagikistan, dove starebbe costruendo una base militare, anche se entrambi i paesi smentiscono. Sembra che Pechino stia espandendo segretamente la propria presenza militare in Tagikistan da oltre un decennio. La base è stata probabilmente creata sia per impedire ai Talebani in Afghanistan di estendere la propria influenza in Asia centrale e in Cina, sia per proiettare l'influenza cinese in Asia centrale.
La Cina giustifica l'apertura di basi militari all'estero con lo scopo di proteggere i propri interessi nazionali, quali la sicurezza degli investimenti esteri, il trasporto di merci e le azioni antiterroristiche.
Secondo l’Eurasian Research Institute, è piuttosto evidente che la Cina stia ampliando l'accesso ai porti d'oltremare per predisporre un'adeguata protezione logistica per l'espansione delle attività nei mari a lunga distanza.
La Cina ha iniziato a ubicare le sue basi militari principalmente in Paesi che necessitano di assistenza economica esterna, come la base già stabilita a Gibuti.
Come riportato su Analisi Difesa, Gibuti è un piccolo stato del Corno d’Africa con poco più di 900.000 abitanti, un territorio di soli ventitremila chilometri quadrati tra l’Etiopia e la Somalia. Posizionato all’estremità meridionale del Mar Rosso risulta strategicamente importante. Il Corno d’Africa, si trova nell’intersezione di importanti passaggi marittimi tra cui Bab-el-Mandeb e il Golfo di Aden, vitale per il flusso di petrolio e le esportazioni cinesi e dove le grandi potenze competono per ottenere una base militare.
Considerato una rara oasi di stabilità nell’area, grazie alla sua posizione può favorire il commercio con un terzo del continente africano. Il suo porto è posto all’ingresso del Mar Rosso e del Canale di Suez, su una delle rotte marittime più trafficate al mondo e di fondamentale importanza per la salute dell’economia mondiale. Ogni anno vi passano 20.000 navi con circa il 30 per cento delle esportazioni mondiali.
La decisione della Cina di costruire una base navale dell’Esercito popolare di liberazione (PLA) a Gibuti è stata approvata dal presidente cinese Xi Jinping nel 2013.
Nel 2015 Pechino aveva definito la sua prima base militare all’estero una “struttura logistica”, assegnandole un numero limitato di missioni. Ciò includeva la partecipazione a operazioni di mantenimento della pace (PKO) delle Nazioni Unite, missioni di scorta antipirateria nel Golfo di Aden e aiuti umanitari. La costruzione della base è iniziata nel 2016.
Va sottolineato che il molo di Gibuti che la Cina sta costruendo è abbastanza grande da poter ospitare anche sottomarini e persino portaerei, che non sono propriamente imbarcazioni utilizzate per la lotta alla pirateria o l'assistenza umanitaria.
Secondo alcuni analisti, la Cina avrebbe intenzione di espandere le sue basi anche in altri paesi. Tra questi: Cambogia, Guinea Equatoriale, Namibia, Isole Salomone, Emirati Arabi Uniti e Vanuatu. Ma non sarebbero da escludere Bangladesh e Myanmar, visto che sono dotati di porti e altre infrastrutture che la Cina sta aiutando a sviluppare.
L’obiettivo principale cinese di aprire le basi all’estero è quella di rafforzare l’influenza globale di Pechino e proteggere meglio gli interessi di sicurezza cinesi lontano dalle sue coste, in particolare in Africa e nell’Oceano Indiano.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Attualità
29 giu 2026
Vandalismi nella notte: il centro di Bassano chiede una strategia anticrimine
Visto 21.457 volte
Politica
29 giu 2026
Blitz contro Vannacci: volantini shock al gazebo del movimento
Visto 20.859 volte
Politica
30 giu 2026
Il caso del Tribunale della Pedemontana, l’Avvocato Mauro: «L’ascolto a Roma sia completo, non selettivo»
Visto 20.348 volte
Geopolitica
01 lug 2026
La rivoluzione dei fenicotteri e gli interessi geopolitici dell’Albania
Visto 17.499 volte
Attualità
02 lug 2026
Esame in corsia e 100 su 100: la maturità speciale di Luisa al San Bassiano
Visto 13.618 volte
Attualità
02 lug 2026
Cassola, pronto il piano antenne: un freno locale alla giungla dei ripetitori
Visto 13.534 volte
Politica
03 lug 2026
Tribunale della Pedemontana: nuove sedi o carenze delle cancellerie?
Visto 10.601 volte
Politica
03 lug 2026
Giustizia, Forza Italia Bassano si schiera per il Tribunale della Pedemontana e attacca i vertici
Visto 10.116 volte
Attualità
25 giu 2026
Bassano cambia volto: 50mila metri quadri in trasformazione
Visto 29.094 volte
Attualità
08 giu 2026
«Rispondiamo a un impegno assunto con i cittadini»: Nicola Finco dà il via al piano per la spiaggetta
Visto 23.671 volte
Politica
11 giu 2026
Comunicazioni politiche sui canali dei Quartieri, Pietrosante attacca "È il Momento"
Visto 21.738 volte
Attualità
29 giu 2026
Vandalismi nella notte: il centro di Bassano chiede una strategia anticrimine
Visto 21.457 volte
Politica
15 giu 2026
Conti della Polizia Locale e tessere contese, Pietrosante gela FdI: «Con Giangregorio tempo perso»
Visto 21.443 volte
Attualità
26 giu 2026
Due candidature per un solo posto: il paradosso veneto verso la Capitale della Cultura 2029
Visto 21.415 volte
Attualità
09 giu 2026
Don Andrea Guglielmi lascia Bassano: il saluto della città all’abate del dialogo
Visto 21.376 volte
Politica
09 giu 2026
Bassano, la minoranza porta in Consiglio il caso della ciclopista del Medoaco: "Mancano i 600mila euro"
Visto 21.272 volte
Attualità
17 giu 2026
A Bassano l'ultimo viaggio nello sguardo di Sebastião Salgado
Visto 20.913 volte